Buon pomeriggio trattine! Oggi la nostra Gioia ci parlerà de “Gli otto sigilli della fenice di fuoco di Shanmei. Un breve racconto di self publishing tra storia e suggestioni fantasy.

Titolo: Gli otto sigilli della fenice di fuoco

Autore: Shanmei

Genere: fantasy storico

Editore: self publishing

Ebook: 1.50 euro

Link d’acquisto: Amazon

SINOSSI

Siamo in Cina intorno alla fine del 1200, la dinastia Song è agli sgoccioli, i Mongoli sono dappertutto e presto arriveranno nella capitala Lin’an, l’odierna Hangzhou. Protagonista è un militare, il nobile Zhao Xianlong e un manipolo di eroi che faranno di tutto per salvare l’Imperatore e la sua famiglia. Una storia classica di coraggio, abnegazione, attenzione agli ideali confuciani, ricca di scene di lotta, congiure, agguati, e con la “partecipazione” di un vero personaggio storico, che nel racconto è il villain della situazione. Non sempre la vittoria determina il valore, a volte anche solo provarci lealmente fa la differenza.

RECENSIONE

Questo piccolo racconto mi ha stupita e in senso positivo.

Ma partiamo dall’inizio … Siamo nel momento storico in cui la Cina sta per soccombere all’attacco dei mongoli, un momento che segnerà le vite degli abitanti della nazione ma anche soprattutto dei personaggi del racconto, che vengono descritti in modo magistrale dall’autrice Shanmei.

L’antefatto storico è reale e risulta reale anche la parte romanzata. Mi spiego meglio, quando leggiamo eventi storici romanzati spesso tendiamo a sentire discordanze, cose che ci fanno storcere il naso, ma non è questo il caso.

Le vicende di Xianlong e Mei Ling, insieme a tutti i membri degli otto sigilli si amalgamano alla perfezione con la storia della Cina.

Ma veniamo alle vicende narrate: Xianlong riesce a sopravvivere ad un attacco mongolo fingendosi morto. Quando sente la battaglia finire e i nemici tornare nei loro accampamenti, esce dal suo nascondiglio di neve e si mette in piedi. Sebbene il corpo non sia nelle migliori condizioni riesce a scappare buttandosi in un bosco, ma la camminata lo sfianca e si butta a terra. Xianlong crede di morire, saluta così col pensiero tutti i cari e la sua amata Mei Ling.

Quando il soldato imperiale riapre gli occhi, si ritrova in una capanna: una vecchina accanto a lui lo sta curando. Non sono cinesi, ma nemmeno mongoli. Xianlong si fida e resta con loro per l’inverno, aiutando come può la gente del villaggio.

Quando inizia la primavera, il soldato rimessosi in sesto, decide di ritornare a casa soprattutto per informare l’Imperatore di un tradimento.

Ma chi avrà tradito la Cina? L’imperatore vorrà ascoltarlo?

Riuscirà Xianlong a coronare il suo sogno d’amore con la bella Mei Ling?

Una storia breve ma piena di pathos, ben strutturata e davvero interessante.

L’unica cosa che ho trovato un po’ troppo pesante, se vogliamo, è la numerosa presenza di nomi. Quando si ha poco spazio, secondo me, sarebbe meglio limitarli per non confondere il lettore.

Resto però del parere che questo è un racconto delizioso in cui amore, guerra e combattimenti, conditi col giusto pathos e un po’ di gusto per l’orrido, si mescolano fino a creare una storia che di sicuro vi rimarrà in testa per molto.

Gioia De Bonis

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