L’8 marzo, grazie a Newton Compton, è arrivato in Italia il quarto libro autoconclusivo della tanto amata serie Elements di Brittainy C. Cherry, Hai bussato al mio cuore. L’elemento della natura coinvolto questa volta è la terra, e farà da sfondo alla delicata storia d’amore tra Lucy e Graham.

Titolo: Hai bussato al mio cuore

Autore: Brittainy C. Cherry

Titolo originale: The Gravity of Us

Serie: Elements, Vol. 4

Editore: Newton Compton

Genere: Contemporary Romance

Data di pubblicazione: 8 marzo 2018

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SINOSSI

«Io e Graham Russell non eravamo fatti per stare insieme. Sono sempre stata emotiva, lui invece è un pezzo di ghiaccio. Sognavo a occhi aperti mentre lui viveva i suoi incubi. Piangevo spesso e Graham non aveva nessuna lacrima da versare. Ma nonostante le differenze, è capitato che per brevi istanti scattasse qualcosa. Istanti in cui i nostri occhi si incontravano e ci sembrava di sapere tutto l’uno dell’altra. Istanti in cui le sue labbra sapevano assaporare le mie paure e io riuscivo a respirare il suo dolore. Istanti in cui entrambi abbiamo creduto di sapere che cos’era il vero amore. Quegli istanti ci hanno dato l’illusione di un po’ di pace, lasciandoci fluttuare in un sogno vivido, ma quando la realtà è tornata a scuoterci, la forza di gravità ci ha fatto precipitare al suolo.

Graham Russell non è il tipo di uomo in grado di amare e io non sono la donna adatta a insegnarglielo. Eppure se avessi la possibilità di innamorarmi ancora, mi innamorerei di lui. Per sempre. Persino se fossimo destinati a precipitare di nuovo, distruggendoci».

RECENSIONE

«Maktub», sussurravo, stringendola forte. Avevamo entrambe quella parola tatuata al polso, significava “così è scritto”. Ogni cosa accade nella vita per una ragione, esattamente come deve accadere, a prescindere da quanto possa sembrare doloroso. Alcune storie d’amore sono destinate a durare per sempre, altre solo qualche mese. Quello che Mari aveva dimenticato era che la storia d’amore tra una madre e una figlia non finisce mai, neanche con il passare degli anni.

Giunti al quarto volume della serie Elements, mi sento di poter affermare con certezza che questi quattro libri, apparentemente legati da un unico filo conduttore, ne abbiano in realtà due. Sì, perché non sono soltanto gli elementi della natura ad accomunarli, ma qualcosa di ben più prezioso e immenso: l’Amore.

Amore. Quell’emozione che fa librare in volo e fa schiantare a terra. Che accende gli uomini e che brucia i loro cuori. L’inizio e la fine di ogni viaggio.

La delicatezza che contraddistingue la scrittura della Cherry emerge anche questa volta sin dalla prima pagina.

Ci accompagna fino alla fine della storia di Lucy e Graham. Rispetto ai suoi libri precedenti, il percorso di questi due personaggi è differente, procede in punta di piedi, è più introspettivo. E, ad essere sincera, mi ha coinvolto in misura minore di quanto mi aspettassi. Non saprei dire cosa in questo libro non mi abbia convinta al 100%, perché gli elementi per farne un buon romance ci sono tutti.

L’Amore anzitutto: quello tra una madre e le sue figlie, quello tra sorelle.  Quello di un padre verso una figlia che non sapeva di volere. Quello tra due persone che non sapevano di cercarsi fino a quando non si sono incontrate.  Quello di un uomo verso un altro uomo che non era suo padre biologico ma, a differenza di quest’ultimo, si è sempre comportato come tale.

C’è anche, però, il lato negativo dell’Amore, quello non ricambiato, quello non compreso. Quello che si accompagna alla sofferenza, al tradimento del dolce cuore di un bambino, il cui unico desiderio era quello di non rimanere da solo con un mostro.

È giusto amare, donare il proprio cuore nelle mani di qualcuno, se per un’ennesima volta quel qualcuno ce lo rilancia in faccia? Quanti rifiuti può sopportare un cuore, prima che si convinca di non essere abbastanza? Quanto dolore può accompagnarsi all’amore, prima che si decida di corazzarsi contro di esso?

I cuori accolgono sempre un nuovo amore, ma quando questo si è sistemato, talvolta nell’ombra comincia a farsi strada anche il dolore. Nell’ombra, il dolore avvelena l’amore, lo stravolge trasformandolo in qualcosa di più cupo, più pesante, più brutto. Il dolore prende l’amore e lo mutila, lo umilia, lo ferisce. Il dolore comincia lentamente a fermare i battiti del cuore che una volta erano tanto pronti ad accogliere l’amore.

In terzo luogo, due protagonisti ben caratterizzati, Lucy e Graham, completamente diversi eppure complementari.

Era giusto che io e lei avessimo un modo diverso di affrontare le cose. Lei aveva il cuore in mano, io invece lo tenevo stretto tra catene d’acciaio in fondo alla mia anima.

Lucy è l’ultima di tre sorelle, e ha un animo molto particolare: sempre pronta ad immolarsi per gli altri, è allo stesso tempo forte e presente, una spalla su cui fare affidamento, ma anche la prima persona a cui rivolgersi per avere leggerezza, divertimento e serenità nella propria vita. Con i suoi vestiti coloratissimi, i suoi cristalli, i suoi rimedi naturali contro il mal di gola e la fissazione per il bikram yoga, è a tutti gli effetti un po’ hippie, se proprio vogliamo incasellarla in una categoria.

Era tutto e il contrario di tutto: volubile, assurda, appassionata ed emotivamente sovraccarica. Era come se fosse pienamente consapevole dei propri difetti ma ciononostante lasciasse che esistessero. In qualche modo, questi difetti la rendevano completa.

Graham è un famoso scrittore di thriller, sposato con una donna che non ama e dalla quale non è amato, che vive esclusivamente in funzione dei suoi libri.

Grazie a numerosi flashback sulla sua infanzia, emerge fin da subito da dove ha origine la sua freddezza. Si è generata dai numerosi abbandoni, dalla presenza molesta e negativa del padre, scrittore affabile e seducente nel pubblico, crudele e spietato nel privato.

Non è un uomo felice, ma ha imparato a fare dei suoi rancori e della sua rabbia i motori che generano le sue storie, fermamente convinto di non lasciar trapelare nulla all’esterno.

Ma come Lucy impara ben presto, sono spesso i suoi occhi a parlare per lui, a far emergere tutte quelle emozioni che lui è convinto di non riuscire a provare.

Ci guardammo negli occhi e per un istante la freddezza nei suoi svanì e lo sguardo che mi rivolse era dispiaciuto e addolorato. Era lo sguardo che per tutto il giorno aveva cercato di nascondere al mondo, quello che probabilmente cercava di nascondere a se stesso da tutta la vita.

E infine il corollario di personaggi secondari, ben delineati e costruiti attorno ai protagonisti, che sono responsabili dell’evoluzione lenta e timorosa della storia tra Lucy e Graham. Non è stata la mancanza di quell’attrazione tanto osannata nei romance, o il fatto che i protagonisti abbiano preso pienamente coscienza dei loro sentimenti ben oltre la metà del libro, a coinvolgermi meno di quanto mi aspettassi. Si è forse trattato di un paragone involontario con i protagonisti dei suoi precedenti romanzi, o ancora di un’esagerazione delle parti introspettive a discapito della reale interazione tra i due. Rimango tuttavia nel mondo della probabilità, perché un motivo chiaro e preciso del perché questo libro non mi abbia suscitato le emozioni dei precedenti non riesco a trovarlo.

Anche la scrittura è impeccabile.

La prima persona alterna i punti di vista di Lucy e Graham, con incursioni più o meno lunghe nel passato di lui, fondamentali per la comprensione dell’uomo che è oggi.

Ma sono una fiera sostenitrice del fatto che un libro, a prescindere dal genere e dallo scrittore, debba anzitutto emozionare chi lo legge. Ed è per questo motivo che non posso dare 5 stelle come ai precedenti della saga, fermo restando che si tratti di un parere puramente soggettivo.

Veronica Palermo

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