Ho provato a morire e non ci sono riuscito è molto più di quello che il titolo lascia intendere. C’è dentro di tutto. Rabbia, amore, desiderio. E una Roma tutta da vivere. 

A volte l’amore sembra quasi un’ossessione. È impossibile pensare ad altro che non sia la persona che ci ha rubato il cuore. Non facciamo che idolatrarla, che accettare qualsiasi comportamento. Fino a quando non siamo costretti a svegliarci, spesso brutalmente. “Ho provato a morire e non ci riuscito” parla di questo. E di molto altro. Perché non scoprirlo insieme a Alessandro Valenti?

Titolo: Ho provato a morire e non ci sono riuscito
Autore: Alessandro Valenti
Editore: Blu Atlantide
Genere: Narrativa
Link d’acquisto:  Amazon.

Trama:

Alessandro ha quindici anni, vive a Verona in una famiglia benestante con la mamma, i nonni e i fratellini piccoli. Ha vari amici e una ragazza, ma tutto cambia quando su Instagram conosce Emma di Roma. Emma, che non è proprio di Roma, ma dell’hinterland romano, viene da una famiglia complicata e, a differenza di Alessandro, vive in un ambiente sociale tutt’altro che agiato e rassicurante. Ma ad Alessandro questo non importa: fin dai primi messaggi è attratto in modo irresistibile dalla bellezza e dal modo di fare della ragazza. 

Inizia così una storia di amore attraverso l’Italia: appena possibile Alessandro prende il treno e corre a Roma, dapprima accompagnato dal nonno, che all’inizio è suo complice in questa avventura, quindi da solo. Ma il ritorno è ogni volta più difficile, più amaro. Alessandro sente che Emma nonostante tutto continua a sfuggirgli. E poi c’è la scuola, che va sempre peggio. Gli amici che non lo capiscono più. La madre e il nonno che invano cercano di farlo ragionare. Ma no, il desiderio di rivedere Emma è più forte di tutto. Ed è anche quell’ambiente così lontano da ciò che conosce, e forse non solo più caciarone e complicato, ma più vero, più ricco di calore umano che affascina Alessandro, che lì forse per la prima volta in vita sua si sente davvero se stesso. 

La situazione precipita quando Emma con un messaggio chiede ad Alessandro di non cercarlo più. Il ragazzo non ci capisce più nulla, la tempesta di messaggi senza risposta fino a venire bloccato. Cosi decide di camuffarsi: si taglia i capelli e se li tinge di scuro, quindi sempre su Instagram si inventa un’identità fittizia e attraverso questa entra in contatto con Emma e cerca di conquistarla di nuovo, riuscendoci. Questa volta però la situazione gli sfuggirà davvero di mano…

Recensione:

Ricordo chiaramente, quando ero più piccola, gli inizi della mia avventura con la tecnologia. Non avevo ancora una connessione wi-fi. Dovevo accontentarmi della linea analogica. Quella che quando era attiva non potevi assolutamente sollevare la cornetta per rispondere – o fare – una telefonata, perché altrimenti crollava tutto. Potevo stare connessa soltanto un giorno, anche tutto il giorno. Ma soltanto uno alla settimana. L’unico modo per pagare di meno. E sceglievo sempre il mercoledì. Non so perché, ma è un giorno che mi è sempre piaciuto.

Comunque, tralasciando questi discorsi che mi fanno sembrare forse più vecchia di ciò che realmente sono, la cosa importante erano le raccomandazioni che mi facevano i miei genitori, ogni volta che mi connettevo su messenger – si, ricordate? Dove c’erano quei dannati trilli che ti facevano vibrare tutto il computer facendoti venire un infarto – o altri siti del genere. Non parlare con gli estranei. Non sai chi c’è dietro. E non incontrare mai qualcuno conosciuto su internet. 

Negli anni, questa cosa, si è andata a modificare. Ormai è quasi la normalità incontrare gente conosciuta su internet. Diventare amici con essi, creare delle relazioni romantiche. Non è una novità, ormai, quanto più la normalità. È proprio questo l’argomento centrale di cui parla il romanzo di Alessandro Valenti, “Ho provato a morire e non ci sono riuscito”. 

Non sono mai stato troppo bravo con gli errori. I miei errori non sono semplici errori. Sono mostri, sono stelle comete con uno strascico che solca tutto il cielo, e più ne faccio e più diventano grandi, immensi, mitologici, che non si sa neanche da dove sono cominciati. 

Il protagonista indiscusso del romanzo è Alessandro. Un ragazzo di quattordici anni, che viene da una Verona per bene. Un bel ragazzo che, grazie ad instagram, inizia a parlare con Emma. Una ragazza di Roma. Emma ha un visetto da bambola. È carina senza dover essere per forza una top model. Emma viene da una famiglia complicata, in un mondo che è totalmente diverso da quello di Alessandro.
Emma è stuzzicante. È dolce. E tra lo scambio di un messaggio e di una foto, in due ragazzi finiscono per innamorarsi. Il desiderio di vedersi è tanto, troppo. Tanto che alla fine il protagonista la raggiunge a Roma. Dapprima per una vacanza, e poi ogni volta che può.  E gli piace, ad Alessandro, la vita di Emma.

Gli piace quella Roma caotica, vera, piena di colori ed odori in contrapposizione alla sua falsa Verona, sempre così elegante ed ingioiellata da sembrare una città di plastica.
Roma è viva. È calore. È rumore.
Così come Emma.
Emma è diversa dalle altre. È molto di più, ed Alessandro non riesce a non innamorarsi di lei. Tutto va bene, tutto va alla perfezione – per quanto può essere perfetta una relazione a distanza per due quattordicenni – prima che ella decide di chiudere. E quella è soltanto l’inizio dell’agonia della loro storia. 

Così sembra semplice. Ma con lei non è stato mai semplice niente. Né prima. Né durante. Né dopo. È stato tutto difficile. Da perderci il fiato. Da non sentire neanche più il cuore quando mi distendevo a pancia in giù, solo un vuoto cavo. Fin dal primo minuto. Mi ha spiazzato, tormentato, fregato. 

La prima parola che mi viene in mente, dopo aver letto questo libro, è graffiante.
Il modo in cui l’autore affronta questo argomento, la rabbia che possiamo percepire ad ogni frase, l’amore, l’ossessione nei confronti di questa ragazza.  Il dolore, ed ancora rabbia. Rabbia auto distruttiva.

I lessico è semplice, sebbene l’autore abbia aggiunto molti discorsi diretti in romanaccio che, per coloro come me che non hanno famigliarità con quel modo di parlare, potrebbero trovare complicato. Raccontato in prima persona, direttamente dal protagonista, ci permette di immergerci totalmente in quella storia. Quasi come se Alessandro ed Emma fossero davanti a noi. Quasi come se noi stessimo osservando il loro scambio di interazioni, i loro incontri, come curiosi spettatori. Sebbene in alcuni momenti leggermente pesante e ripetitivo, l’ho trovata una lettura interessante. Molto moderna, tanto da farmi sentire di tanto in tanto quasi come una vecchia zia che scopre per la prima volta la vita segreta del nipote adorato.

La consiglio specialmente agli adolescenti, che potranno senza dubbio capire questo mondo fatto di instagram e facebook molto più di me. 

Ambra Ferraro.

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