Il duo formato da Vi Keeland e Penelope Ward ha portato in libreria un nuovo romanzo a tinte rosse: “I Want You” è il titolo. 

Lo dichiaro subito: ho terminato la lettura di I Want You ieri sera, neppure quindici ore fa. Quindi, questa può essere considerata a tutti gli effetti una recensione a semi-caldo, diciamo. E ho davvero parecchie cose da scrivere al riguardo, siete pronti?!

Recensione I want you

Titolo: I Want You 
Autore: Vi Keeland e Penelope Ward
Genere: Romanzo rosa (è stato inserito in questa categoria, ma io direi più un “erotico”)
Editore: Newton Compton 
Data di pubblicazione: 27 settembre 2019 
Link d’acquisto: Amazon

Trama: 

Cara Bridget,
ho deciso di scriverti perché non so come altro farti arrivare il mio messaggio. E così, eccomi qua. Non siamo fatti per stare insieme. Tu sei una mamma responsabile, con la testa sulle spalle. Io sono uno specializzando di passaggio, vivo nella tua dépendance e tornerò a casa in Inghilterra appena il tirocinio sarà terminato.

Eppure… Per qualche dannato motivo, non riesco a smettere di pensarti. Ti desidero. E credo che anche per te sia lo stesso. Me lo dicono i tuoi occhi ogni volta che una delle mie battutine fastidiose ti coglie impreparata. La mia attrazione per te non è un gioco. Questa lettera è un promemoria per ricordarti che siamo adulti, che il sesso è una pratica salutare e, soprattutto, che puoi trovarmi a pochi passi dalla tua cucina. Inoltre, vorrei farti sapere che la mia porta sarà socchiusa, qualora decidessi di venire a trovarmi nel cuore della notte. Chissà, prima o poi.
Da parte mia, niente domande.
Pensaci.
Simon.

Recensione: 

Bene, ora che avete tutte le informazioni di base per valutare se acquistare “I Want You” a prescindere dalla mia opinione, posso dirvi nel dettaglio cosa ne penso della mia più recente lettura. Prima di tutto, perché ho scelto di leggere questo libro: come alcuni di voi sapranno, qualche mese fa ho avuto l’opportunità di leggere “Sex not love” di Vi Keeland edito da Sperling & Kupfer (puoi leggere QUI la recensione), e per me è stata una sorta di scoperta. Non avevo mai letto niente di questa autrice, ma i commenti lusinghieri a ogni suo romanzo mi avevano incuriosita e così ho voluto fare un tentativo per avere una mia idea a riguardo. La stessa cosa è capitata con il nuovo libro, I Want You, edito questa volta da Newton Compton e scritto a quattro mani con la collega Penelope Ward. 

Cosa mi aspettavo? Semplicemente il pathos, l’armonia, la scorrevolezza, gli incastri perfetti e i punti di riflessione che avevo trovato in “Sex not love”. Che in “I Want You”, mi dispiace tanto dirlo, non ho visto… se non qualche piccolo e sporadico, quasi impercettibile accenno che poi, veniva sistematicamente raso al suolo dalla pochezza del paragrafo successivo. Una pochezza che ho ritrovato e si è ripetuta da capitolo a capitolo, fino alla fine. 

Non è una guerra agli erotici, perché, prima di tutto, mi è anche capitato di assecondare l’ispirazione e di scriverne, perciò non fraintendete. Un erotico, se scritto bene, se motivato, come qualsiasi altro genere letterario ha molto da offrire al lettore: non pensiamo che un romanzo erotico sia solo un cumulo di scene di sesso esplicito buttate lì a casaccio; oltre all’anatomia – diciamo pure così – c’è sempre bisogno di mente e cuore. Ecco, in “I Want You” non ho visto la mente… e il cuore andava troppo di fretta, nel senso che quei battiti parevano effimeri e pronti a galoppare per qualunque altro fisico prestante – maschile o femminile – di passaggio!

Lo sviluppo della trama non mi ha convinta: 

il retro di copertina non lascia trapelare granché, riporta solo una parte del testo contenuto all’interno del romanzo. Una lettera che Simon ha scritto a Bridget, e che dice molto altro, rivolge un altro tipo di invito, rispetto a quella visione romantica che si è voluto dare alla prima occhiata. Ma la trama vera dove voleva andare a parare? A me, francamente, è sembrato un erotico scritto male con scene di sesso spinto non contestualizzate, ingiustificate, correlate da un linguaggio inappropriato al momento. 

Lo sviluppo dei personaggi mi ha lasciato molto perplessa. Cambiano opinioni in un battito di ciglia, e le loro paure svaniscono con la stessa velocità. Non sono concreti, né nelle azioni quanto nelle parole. Simon e Bridget si evolvono, questo sì, ma con una fretta da lasciarti stordito e con totale mancanza di coerenza: ho avuto la sensazione che fosse una maratona dritta al punto. Al gran finale che, più che scontato, o preannunciato, ti lascia solo un pronfondo senso di liberazione.

È esattamente così che mi sono sentita a lettura terminata: libera dalle assurdità dei dialoghi (piatti, adolescenziali). Libera degli eventi e colpi di scena – se così li vogliamo chiamare – forzati, messi lì come fosse il tentativo di dare brio alla storia. Tentativo chiaramente fallito. Libera da quelle situazioni che nascevano improvvise, potevano segnare una svolta, ribaltare la trama, e invece si risolvevano dal niente con trovate davvero poco plausibili. 

Lo spessore dei protagonisti, della storia. Il messaggio

Un libro, a prescindere dal genere, deve contenere un messaggio. Altrimenti, qual è il senso della lettura? In “I Want You” in effetti questo elemento poteva pure esserci, in un certo senso c’è quella spinta al coraggio e alla rinascita, ma si perde nell’insensatezza e nella mancanza di spessore di tutto il resto; un resto che compone il libro al 90%. Questa storia, se sviluppata con maggiore sensibilità, con maggiore cura ed è quella che evidentemente manca, avrebbe anche potuto essere valida. 

Non puoi trattare certi temi, come un bambino che perde suo padre in circostanze drammatiche, e non vi dico altro per evitare gli spoiler, e confinarli al ruolo di “contorno”. Assurdo risolvere una discussione delicata tra i protagonisti con del sesso selvaggio sul pavimento, e un linguaggio da film porno che magicamente archivia ogni sofferenza, dubbio, mancanza. L’elaborazione di un trauma rimasto tale per anni, che avviene e si conclude senza neppure un confronto reale, la giusta dose di importanza, semplicemente svanisce dall’oggi al domani con due righe messe lì per non voler lasciare un buco nella trama; che comunque c’è, ed è anche piuttosto evidente!

Trovo illogico che venga tirato fuori un argomento scottante per poi chiuderlo con frettolosità, come se avessimo parlato di noccioline fino a prima; e vi garantisco, non si trattava affatto di noccioline. Anzi! (Questi sono solo alcuni esempi, perché le due scrittrici hanno messo davvero moltissima carne al fuoco, per poi tirarsi indietro troppo frettolosamente per paura di scottarsi. Alcuni temi possono provocare ustioni gravissime, soprattutto se non si è in grado di trattarli con il dovuto rispetto. La dovuta sensibilità!). 

In definitiva, questo libro di Vi Keeland e Penelope Ward mi ha dato l’impressione di un qualcosa che è stato scritto tanto per… Del resto, i lettori le adorano – ancora mi chiedo il perché, onestamente – e comprano tutti i loro libri a prescindere. Un libro per fare incassi, con tanti elementi buoni e interessanti che non sono stati sviluppati, che hanno fatto da contorno al niente come le svariate scene di sesso buttate a casaccio. 

Vi confesso che mi rimane il dubbio che “Sex not love” sia stato un colpo di fortuna: ho beccato il libro giusto di una scrittrice che non avevo mai letto prima. O se, invece, sia la coppia Keeland-Ward a rendere poco, almeno secondo i miei canoni. Farò di sicuro un altro tentativo, perché mi piace andare in fondo alle cose, e se vi sentite incuriositi da “I Want You” fatelo anche voi.

 

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6 Comments on “Recensione: “I Want You” di Vi Keeland e Penelope Ward”

  1. Adesso, però, sono molto curiosa!!!
    Io ho adorato il duo Keeland/Ward di “Bastardo fino in fondo”, ho amato la Keeland di “Sex not Love” e, tanto tempo fa, lessi un new adult della Ward che mi aveva letteralmente conquistata, tanto che lo divorai nell’arco di poche ore…
    È anche vero, però, che, a volte, queste autrici scrivono “perché si deve fare”…
    Comunque, lo leggerò e magari, poi, potremmo anche confrontarci😉

    1. Infatti il mio sospetto è questo: che lo abbiano scritto per pubblicare, con una certa fretta che si è vista tutta leggendo questa storia. Nel modo in cui è stata sviluppata, approssimativo e con parecchie carenze.
      Se lo leggerai, fammi sapere 🙂

  2. Adoro la Keeland. Ho letto tutti i suoi libri pubblicati fin’ora in italiano (appena esce un suo scritto devo averlo subito!!!!) e li ho amati alla follia, ma non quelli in coppia con la Ward, della quale ho letto “Non avrai segreti” tempo fa e me ne sono innamorata.. I libri di questa coppia li ho comunque sul kindle, ma per un motivo o l’altro non mi sono ancora cimentata. Recupererò il prima possibile

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