Un nuovo romanzo edito da Amazon Publishing nato dalla penna di Miriam Tocci che con “Il nostro posto” ci mostra la magia della terra di smeraldo e la potenza della musica.

Una ragazza con la passione per musica e l’Irlanda alla ricerca della strada giusta da percorrere, un cantautore irlandese che ha perso l’ispirazione e teme per il suo futuro. E se il destino decidesse di farli incontrare?

Il nostro posto Miriam Tocci

Titolo: Il nostro posto.
Autore: Miriam Tocci.
Genere: Romance.
Editore: Amazon Publishing.
Link d’acquisto: Amazon

Trama:

Il lavoro farà incontrare Erin e Kian, la musica condurrà il gioco, ma riuscirà la magica Irlanda a unirli?
Erin è carismatica e sicura di sé. A Roma, è il direttore creativo di un’agenzia pubblicitaria irlandese. Nella vita privata, però, si sente fuori posto e si consola con la musica e l’affetto delle sue spassose amiche: Elena e Lisa.
Una sera, in un locale della movida romana incontra Kian, un famoso cantautore irlandese. Bello e affabile, è sempre circondato da donne. La musica è la sua vita, ed è stato proprio un calo d’ispirazione a portarlo nella Città Eterna.
L’attrazione fra i due è immediata e passionale, ma il peso di un passato rimasto a lungo nascosto crea in Erin incertezze. Anche lei ha nel sangue l’Irlanda, e un viaggio di lavoro a Dublino la porta a scoprire di più sulla propria vita.
La magica Terra di smeraldo farà da cornice a incontri inaspettati e a soluzioni inimmaginabili. A ritmo di musica, Erin e Kian riusciranno a sciogliere gli antichi nodi, e a legare il passato con il presente per trovare il proprio posto nella vita?

Recensione:

Miriam Tocci decide di narrare “Il nostro posto” in terza persona, approfondendo i pensieri dei protagonisti in maniera alternata. In questo modo il lettore avrà una visione completa dell’intera storia. 
Erin e Kian  sono protagonisti tanto quanto l’Irlanda e la musica, quest’ultima forse un po’ troppo presente in alcuni momenti. Erin è di Roma e lavora come direttore creativo per un’agenzia pubblicitaria irlandese, un lavoro che le calza a pennello avendole la madre trasmesso l’amore per la cosiddetta “terra di smeraldo”. In ambito lavorativo le soddisfazioni non mancano, ma è in quello privato che sembra non trovare la giusta direzione. Dalla prematura morte della madre, per cui Erin era diventata più un genitore che una figlia, ha perso equilibrio e si rifugia nella musica, altra eredità materna. Solo la comparsa di Kian, il cantautore irlandese che sarà il volto della pubblicità ideata da Erin, smuove qualcosa in lei. In fin dei conti non sono poi così diversi: entrambi cercano qualcosa che direzioni le loro vite ma si scontrano con le difficoltà che hanno il potere di estraniarli dal mondo esterno.

“Fisicamente, eravamo entrambi nello stesso luogo, ma distanti da tutto quello che ci circondava. Per questa ragione mi hai colpito, per questo non potevo fare a meno di guardarti.”

L’attrazione tra i due è immediata, ma Miriam Tocci descrive la sua protagonista come troppo professionale per lasciar trasparire qualche emozione, un aspetto che non critico ma che, come giustamente dicono le sue amiche, la trasforma nella “Miranda Priesly d’oltreoceano” e prolunga l’agonia del lettore che già sa come andrà a finire. Non potrebbe essere diversamente dato che Kian impersona entrambe le passioni di Erin e che la stessa non smettere di sottolineare. Va bene infatti che sia lui a decantare la sua terra, che parli del suo lavoro perché comunque lui vive di musica, ma quando ci si mette anche Erin il rischio di portare all’esasperazione quelli che sono i temi cardine è davvero molto alto.

Sarà che leggendo come titolo “Il nostro posto” mi ero prefigurata un luogo, fisico o astratto che sia, in cui i due si ricongiungessero e quindi ho trovato un po’ superfluo il voler sottolineare la  “forza della musica” e la “magia dell’Irlanda”, ma in effetti ci sono punti in cui queste ripetizioni rischiano di far perdere il filo della narrazione.

Anche la descrizione di alcuni eventi mi ha lasciato l’amaro in bocca. Avrei sorvolato facilmente sulla “casuale” ed eccessiva somiglianza della storia d’amore di Erin e Kian con quella della madre di lei e del padre mai conosciuto, ma quando si parla delle origini della protagonista l’autrice Miriam Tocci regala a Kian un ruolo troppo alto, quasi lei fosse incapace di agire e scegliere da sola. Anche il comportamento delle amiche di lei e dell’ex compagno spesso rasentano il ridicolo e si addicono più a uno young adult che ad un romanzo con personaggi “maturi”.   

Mi dispiace perché il romanzo ha grandi potenziali, ma l’autrice non è riuscita a donargli tutto il fascino che poteva contraddistinguerlo.

Fabiola Criscuolo.

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