Il posto migliore che conosco è proprio quello in cui ci sentiamo felici, in pace con il mondo. In Paradiso in pratica. E Rossella C, nel suo nuovo romanzo, ci racconta qual è. Perché non scoprirlo in compagnia di Chloe? 

Sotto il cielo di splendida Napoli, sotto le note d’una calda canzone spagnola che fa soltanto venir voglia di ballare, tra un bacio ed una baciata, tra una risata ed un cha cha cha, e tra una lacrima ed un paso doble, “Il posto migliore che conosco” è proprio uno di quei libri che non possiamo ignorare, che non vogliamo ignorare. Perché alla fine, Il posto migliore che conosco è proprio lì, ad un passo da te.

il posto migliore che conosco

Titolo: Il posto migliore che conosco
Autore: Rossella C.
Editore: Self
Genere: Romance / New Adult
Link d’acquisto:Amazon.

Trama:

 

Un gruppo di amici.
Una scuola di ballo.
Un incontro.

Chloè sa come aiutare la propria amica a riprendersi da un tradimento: cambiare ambiente, conoscere nuove persone. Con le sue inseparabili amiche si iscrive in una scuola di ballo caraibico. Insieme formano il trio perfetto. L’una con caratteristiche opposte dell’altra. E, insieme, iniziano questo viaggio in un mondo fatto di feste in piscina, alcol, serate fino a notte fonda, per conoscere l’amicizia, quella vera, ma anche il lato oscuro di quel mondo: i segreti, le bugie, i tradimenti.

Chloè, Francesca e Jessica hanno una sola filosofia: Non soffrire più per nessun ragazzo, essere libere, divertirsi sempre. Ma Chloè conosce Jeremia … e qualcosa in lei inizia a crollare.

Sullo sfondo di una magica Napoli, e a suon di musica, il biondo dagli occhi chiari e la semplice ragazza di città saranno colti da un sentimento che entrambi non avevano previsto o cercato. Un vortice di attrazione reciproca che entrambi tentano di arginare. Perché per Chloè, Jeremia nasconde qualcosa.

E se facesse anche lui parte di quel lato oscuro?
E se Jeremia avesse dei segreti?” L’inaspettato a volte accade”

Recensione:

Una delle cose che ho sempre apprezzato nella lettura, persino quando ero piccola, era senza dubbio la possibilità di viaggiare. Con la mente, seppur non il corpo.  Non ho mai potuto fare molti viaggi, da ragazzina e da adolescente – okay, anche da adulta la situazione purtroppo non è variata così tanto – e, quando si tornava a scuola a Settembre dopo delle lunghe vacanze estive, mi sentivo quasi una mosca bianca mentre ascoltavo i racconti di estati magiche vissute dai miei amici. 

Tizio,  che aveva passato dieci giorni tra le montagne del trentino, a godersi quell’aria fresca e corroborante.  Caio, che invece la sua settimana l’aveva trascorsa in una capitale europea, a scattare foto a monumenti che anche io desidero tutt’ora vedere.  Sempronio, che invece era andato a godersi il sole caldo in un isola della Grecia tra templi e acque limpide.
Ed io, invece, sempre nella stessa casa. Nella stessa spiaggia, con le stesse persone.
Però, almeno, avevo i libri giusto?
Anche quest’anno non è stato diverso, ed infatti eccomi qui, al ritorno da un altro viaggio letterario, stavolta nell’italianissima città di Napoli. 

 

Quando non si riesce a dire ciò che si vuole,
si dovrebbe provare con gli abbracci  da lì
vengono le più belle parole. È qualcosa di magico.
 

È Chloe la protagonista di questo romanzo dal sapore latino. Chloe che ci accompagna nelle vie d’una Napoli da vivere, nelle aule di una scuola di danza.  È con le sue orecchie che ascoltiamo quelle canzoni spagnole che, almeno una volta nella vita, tutti abbiamo ascoltato, ballato.
Ed è attraverso i suoi occhi che incontriamo per la prima volta Jeremia, durante una serata in discoteca, i cui occhi azzurri appaiono per la prima volte come fari blu nella notte.  Un colpo di fulmine non può che scattare da loro, soprattutto dopo la scoperta che il ragazzo misterioso fa parte della nuova scuola di ballo in cui Chloe e le amiche di una vita, Jessica e Francesca s’iscrivono dopo aver chiuso con la precedente.
Ed è tra lezioni, obbligo e verità e serate fuori che si conoscono, che si baciano, che si innamorano.
Un continuo sali e scendi di felicità, di rabbia, di tristezza.
Un sentimento impossibile da negare per entrambi, due cuori che si cercano e che si trovano. E poi segreti, bugie. Un mistero che si infittisce.

I suoi occhi non mi abbandonano.
Scopro che non solo sono chiari ma di
un azzurro limpido, e quando si posano
su di me non posso fare a meno di restarne
incantata. 

“Il posto migliore che conosco” è uno di quei romanzi perfetti per l’estate, da leggere dopo una calda giornata trascorsa in spiaggia o almeno è a questo che mi fa pensare.
Salsa, bachata, merengue, un ritmo caraibico che pulsa nelle vene ad ogni pagina. Fa quasi venire voglia di alzarsi e ballare, persino ad una persona pigra come me che, al massimo, si limita ad ondeggiare i fianchi in pista se trascinata a ballare con la forza.
Un romanzo che non parla soltanto d’amore, ma anche di amicizia. Come il forte legame che lega Chloe con le amiche. Lei, Francesca e Jessica ci sono sempre l’una per l’altra. Pronte a consolarsi, a ridere, a trascorrere insieme le serate per dimenticare i vari problemi di cuore. Ad incoraggiarsi. Una di quella amicizie che non si può che invidiare, che desiderare. 

È un romanzo scritto in prima persona, raccontato dalla protagonista tranne l’ultimo  capitolo, in cui vediamo il finale della storia attraverso gli occhi di Jeremia.  Scorrevole senza alcun dubbio, sebbene a tratti decisamente ripetitivo e prevedibile. Avrei preferito conoscere meglio i personaggi secondari, talvolta più stuzzicanti dei protagonisti. Un libro consigliato agli appassionati di danza soprattutto, ma anche a coloro che hanno intenzione di immergersi in una lettura piacevole e per nulla faticosa. 

Ambra Ferraro.

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