Recensione in anteprima di “La donna del ritratto” di Kate Morton, edito Sperling & Kupfer.

Titolo: La donna del ritratto
Autrice: Kate Morton
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 30 Ottobre 2018
Genere: Narrativa
Store d’acquisto:  Amazon.

Trama:

Una giovane archivista londinese, una fiaba della buonanotte, una foto d’epoca e un bozzetto d’autore, emersi entrambi da fondo di uno scatolone sfuggito, volutamente o per errore, all’archiviazione, rimanendo sepolto nel fondo di uno stanzino dell’archivio dal 1966. L’amore per il vintage, il mistero, l’arte, le nozze troppo vicine con un fidanzato assente e una futura suocera fin troppo presente, caratterizzano la vita della protagonista; e una casa, ma non una casa qualunque, bensì un’antica costruzione signorile, accoccolata nell’ansa del fiume, dove il Tamigi smette di essere un percorso denso e maleodorante per trasformarsi, lasciando la città, un nastro liquido e argenteo, limpido e luminoso che, giocando con i ciottoli, non esita però a nascondere segreti nei suoi punti più profondi.

Perché  questa casa sembra ad Elodie, esattamente la stessa che sua madre le descriveva nella favola della buonanotte? Ma sua madre non c’è più e nessuno, forse, può rispondere a questa domanda. Cosa può accomunare una giovane londinese del XXI secolo al pittore vittoriano Edward Radcliff e al suo dramma. Tutto conduce a quell’unico luogo magico, nascosto nella placida campagna inglese.

Sembra che nessuno possa offrire ad Elodie le risposte che cerca…o forse si…forse qualcuno…o qualcosa…potrebbe risponderle. Lo farà?

Recensione:

La storia ha un bel taglio cinematografico e il lettore, come in una macchina del tempo, spazia tra la Londra del XXI secolo, cool e multietnica, a quella vittoriana, sporca e maleodorante, con il suo sottobosco di anime derelitte in cerca di dignità, come si trovano nei romanzi di Dickens, autore molto amato dalla Morton e che ne influenza lo spirito narrativo.

“Io non voglio essere liberata…
io sono questa casa”

Questo viaggio nel tempo ce lo regalano due voci narranti: quella dell’autrice e quella dell’anima della  casa: la donna sospesa in uno spazio/tempo e che, impossibilitata a passare “oltre” ( o forse non volendo compiere questo passaggio), conduce il lettore, con i suoi ricordi, in un’Inghilterra ottocentesca, passando per i tuoni della prima guerra mondiale, fino a raggiungere i giorni nostri.

“Era da molto tempi che non ricevevo
ospiti. In passato mi infastidiva,  con i
loro sussurri e tonfi, l’invasione dei
miei spazi”

Ma a chi appartiene questa voce? È lei la donna del ritratto? Perché è proprio questa ad incuriosire il lettore insieme alla protagonista; così come il disegno, emerso dallo scatolone dal contenuto non catalogato

“Lo scatolone era emerso da sotto
un mucchio di polverose tende di broccato,
sul fondo di un vecchio cassone, e l’etichetta
scritta a mano recitava:”Stratton Cadwell &
CO. CONTENUTO DELLO SCRITTOIO,1966.
NON CATALOGATO”

La protagonista intraprende un viaggio anche dentro se stessa attraversando la memoria della madre, la cui fama di musicista eclissa quella più intima e vera di donna e madre. Oltre ad una musicista virtuosa chi era veramente questa donna che racconta  con tanto sentimento di una casa identica a quella del bozzetto?

“…e provò di nuovo quella sensazione, come
un vago ricordo che non riusciva ad afferrare.

Ripensò al bozzetto e sentì una voce, la voce
di sua madre, che pure suonava diversa: “oltre il
fitto del bosco e infondo alla radura, raggiunsero
il fiume e la fine della strada, portando con sé
mille segreti e una spada”.


Ogni personaggio descritto nella storia, ha vissuto l’antica dimora a modo proprio, ognuno con il suo passato, i suoi dolori e le proprie scommesse di vita. 
Leggendo vivrete tante piccole singole storie racchiuse in un unico romanzo.  Vi affezionerete a questi personaggi, tutti protagonisti del loro microcosmo.

Talvolta l’autrice percorre terreni forse già battuti, scivolando nel déjà-vù, ma la si può perdonare, dal momento che la ricchezza di particolari e la scrittura fluida, vi regaleranno comunque una lettura piacevole e il desiderio di immergervi, di persona, nei paesaggi inglesi, da sempre affascinanti ed incredibilmente romantici.


Barbara Giuliano.

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    By: Barbara Giuliano

    Mi chiamo Barbara, catanese d’adozione, vivo e lavoro in questa città.
    Di giorno impiegata in una grande azienda…di sera tolgo la maschera e torno al mio vero “io”: varco la soglia della mia tana…dove mi ospitano 5 gatti, un microcane, luci soffuse, colori caldi, libri…libri e ancora libri! e lì scrivo, leggo, dipingo (ricordandomi che anni di scuola d’arte ed accademia non sono stati vani).
    Appassionata di rock, motociclette e del cinema di Woody Allen, condivido le mie passioni con pochi buoni amici, una buona dose di ironia e una bella corazza di autoironia…quella che poi ti salva anche dalle situazioni più stravaganti.
    Tutto ciò che è nuovo, apparentemente lontano o diverso può solo completarci e aprirci la mente, per questo motivo, nel blog, mi occupo di due tipi di viaggi: quelli che facciamo con la fantasia leggendo un libro e quelli che facciamo “geograficamente” scoprendo posti nuovi.
    In poche parole, credo di occuparmi di cibo. Sì, cibo per l’anima.

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    Natale in Sardegna: la magia abita qui.
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