Oggi Veronica ci parlerà in anteprima de  LA COSA PIÙ BELLA CHE HO (Burying Water Series Vol. 3) di K. A. Tucker

SINOSSI

Amber Welles ha venticinque anni e un gran bisogno di uscire dagli stretti e rassicuranti confini della cittadina dell’Oregon in cui è cresciuta. Quando finalmente, armata dei risparmi di due anni, può partire alla scoperta del mondo, è pronta a tutto. Tranne che a morire a Dublino. Eppure, se non fosse stato per il coraggio di un estraneo, sarebbe finita proprio così. Amber gli deve la vita, ma il ragazzo scompare prima che lei possa ringraziarlo.
River Delaney, ventiquattro anni, è molto scosso. Nessuno doveva farsi male. Ma poi è arrivata quella turista americana. Non poteva lasciarla morire, ma non poteva rischiare di essere identificato sulla scena, quindi è scappato. È tornato alla sua quotidianità, a gestire il pub di famiglia. Ma la vita di tutti i giorni sta diventando sempre più complicata, per colpa di suo fratello Aengus e le sue associazioni a delinquere. Quando la ragazza americana lo rintraccia, River si accorge di essere pericolosamente attratto da lei. E averla intorno è un rischio che non è disposto a correre. La cosa migliore da fare sarebbe allontanarla, ma non è facile respingere qualcuno che ossessiona i tuoi pensieri…

RECENSIONE

Quando, dopo aver letto l’ultimo libro pubblicato della Tucker, mi convinco che non riuscirà a creare un personaggio maschile migliore di quello attuale, ecco che arriva a smentirmi con il libro successivo. Sarò ripetitiva, ma la capacità di questa donna di dare vita a protagonisti assolutamente perfetti nella loro imperfezione è unica.
Grazie ad una sorpresa inaspettata riservataci dalla Newton Compton, il 10 maggio arriva anche in Italia il terzo libro della stupenda serie Burying Water, di cui ho l’immenso piacere di parlarvi in anteprima.

In “La cosa più bella che ho” ritroviamo un personaggio che avevamo già incontrato nel primo libro della serie, Amber Welles, che se in 99 giorni era semplicemente la sorella dell’indimenticabile Jesse, qui è invece la protagonista, e abbiamo quindi la possibilità di conoscerla più a fondo.
Amber è la classica brava ragazza, per scelta e non per imposizione, cresciuta attorniata dall’affetto forse un po’ limitante dello sceriffo Gabe Welles e dall’esempio di una madre chirurgo, che l’ha guidata e sostenuta nella scelta di diventare infermiera.

È una ragazza ligia al dovere, che rispetta le regole, senza eccessivi grilli per la testa, con alle spalle un paio di storie finite male, ma senza eccessivi drammi. L’unica cosa che aspetta con ansia è quella di realizzare il suo più grande sogno, un viaggio di vari mesi alla scoperta di posti nuovi, dal Canada all’Irlanda, dalla Francia alla Tailandia, dalla Spagna all’Italia. Per poterselo permettere, ha lavorato duramente in ospedale, mettendo da parte ogni singolo centesimo. La sua speranza è quella di vivere nuove esperienze, di accumulare tanti ricordi, che le consentano magari di conoscere meglio se stessa e scoprire nuove parti di sé, per poi tornare alla sua vita tranquilla a Sisters, in Oregon.

E l’Irlanda è sicuramente una delle mete più attese del suo itinerario, tant’è che ha programmato al dettaglio ogni singolo giorno della sua permanenza, in modo da vedere quante più meraviglie possibili di questa terra affascinante nel breve tempo che ha a disposizione.
Ma com’è possibile portare avanti i propri piani dopo aver rischiato di morire a causa dell’esplosione di una bomba tubo? E come si fa a non tornare con la mente al ragazzo che, spuntato dal nulla, le ha salvato la vita, lacerandosi la schiena per farle da scudo col suo stesso corpo?

La mia immaginazione, ispirata dal desiderio, ha creato un’intera vita per River e per me.

River Delaney è nato e cresciuto in Irlanda, e gestisce assieme al fratello più piccolo, Rowen, il pub di famiglia, le cui radici affondano nella cultura irlandese da centinaia di anni. Il Delaney’s è uno dei punti di ritrovo più caratteristici di Dublino, oltre che per la sua storia, anche per l’eccellente birra e il fascino magnetico dei due fratelli che vi lavorano. Che però non sono i soli discendenti della famiglia Delaney.

Aengus è il maggiore dei tre, ed è la pecora nera della famiglia. Fedele sostenitore dell’IRA e delle sue idee ormai più deleterie che nazionaliste, Aengus lavora per un losco individuo, al quale sembra obbedire ciecamente. E ha pensato che fosse una buona idea piazzare una bomba tubo al St. Stephen Green per dare un avvertimento al nemico del suo capo.
Dopo la terribile esplosione, River non riesce a fare a meno di pensare alla ragazza americana che ha salvato, chiedendosi come sta, cosa fa, se ha parlato con la polizia.
Quando la vede comparire, in una serata come un’altra, all’interno del suo pub, non sa se esserne sollevato o preoccupato. Lei lo guarda e gli parla come se fosse il suo eroe, come se fosse una persona meritevole, ma lui non si sente affatto così, sia perché a piazzare la bomba è stato suo fratello, sia per quello in cui è rimasto coinvolto in passato.

Ma se tutto quello che può avere con lei è una settimana, allora cosa importa ciò che è stato? Tra loro non potrà esserci un futuro, quindi perché non approfittare del presente?
La loro storia d’amore è struggente e inevitabile, e ho sofferto anch’io per la costante spada di Damocle della partenza imminente di Amber che gli gravava addosso. Riuscire a creare un turbinio così forte di emozioni e un legame così profondo tra due protagonisti che si conoscono da pochi giorni è segno di una bravura non indifferente. Perché mai, nemmeno per un momento, mi è sembrato affrettato il loro cercarsi e volersi, persino nella consapevolezza della precarietà della loro storia.

Amber è un personaggio forte, che in una sola settimana matura più di quanto abbia fatto fino a quel momento, poiché dopo un’esperienza del genere si rende conto che nella vita non può essere tutto o bianco o nero. Quindi prende il coraggio a piene mani e decide di trovare a tutti i costi il ragazzo che le ha salvato la vita (il titolo originale del libro è appunto Chasing River), sebbene nutra molti dubbi su come sia potuto intervenire così repentinamente spuntando dal nulla per puro caso. River è la dimostrazione che ognuno di noi ha delle zone d’ombra determinate da errori, rimpianti o rimorsi, ma ciò che conta davvero è il modo in cui si reagisce ad essi e il percorso di maturazione ed, eventualmente, di redenzione che si intraprende per rimediare.

È davvero difficile non giudicare River per quello che ha fatto e per come mi ha mentito.
Tuttavia è difficile giudicarlo dopo tutto quello che ha fatto per me.

River è consapevole di non meritare il ruolo di principe senza macchia che Amber gli ha riservato all’inizio. Tuttavia, per una volta nella vita, vuole concedersi il lusso di vivere un’emozione pura con una ragazza diversa dalle altre che ha conosciuto, mettendo da parte i motivi per cui dovrebbe allontanarla.
Quando Amber scopre ciò in cui è rimasto coinvolto anni prima, River si rende conto che c’è un sentimento ancora più doloroso della paura di non essere riuscito a salvarla quando ancora non la conosceva: è la paura di perderla per sempre ora che sa cosa vuol dire amarla.

«Voglio che torni a guardarmi come facevi prima. Voglio che tu mi ritenga una bella persona. Voglio che tu mi voglia ancora». Mi blocco, all’improvviso mi sento vulnerabile.
«Vuoi?».

Ancora una volta, K.A. Tucker è riuscita a farmi innamorare perdutamente di un suo libro, che è forse il più bello finora della Burying Water Series. Oltre ai protagonisti, anche i personaggi secondari sono adorabili e ben costruiti, sia quelli che già conosciamo grazie ai precedenti romanzi che quelli nuovi appena incontrati, primi fra tutti Ivy (di cui leggeremo nel quarto volume della serie, Surviving Ice) e Rowen.

Sono molti gli eventi che non ho potuto commentare, perché il rischio di fare spoiler è sempre in agguato, e non voglio assolutamente rovinarvi questo bellissimo romanzo. Ma vi assicuro che c’è molto di più oltre ad Amber e River, e tutto ruota attorno alla storia d’Irlanda, di cui l’autrice fa un ampio excursus nella prefazione, indispensabile per comprendere appieno le dinamiche presenti nel libro.
Se, come me, amate la Tucker, La cosa più bella che ho non può assolutamente mancare nelle vostre librerie.

Veronica Palermo 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *