Oggi vi parlo di un thriller che ho appena terminato di leggere. “La donna silenziosa” di Debbie Howells edito da Newton Compton. 

Titolo: La donna silenziosa

Autore: Debbie Howells

Genere: Romanzo Giallo/Thriller

Editore: Newton Compton Editori

Link d’acquisto: Amazon

Trama

Quando Rosie Anderson, una ragazza di appena diciotto anni, scompare, la cittadina idilliaca dove viveva non è più la stessa. Kate, la giardiniera del posto, è scossa e tormentata dal senso di colpa. Conosceva bene Rosie e, negli ultimi tempi, forse era arrivata a conoscerla anche meglio della madre. Rosie era bella, buona e gentile. Veniva da una famiglia amorevole e aveva tutta la vita davanti a sé. Chi avrebbe mai voluto farle del male? E perché? Kate è convinta che la polizia non stia valutando tutti gli indizi. Di sicuro qualcuno in paese sa più di quel che dice. Via via che le ricerche del colpevole vanno avanti, Kate è sempre più ossessionata dalla soluzione del mistero…

 

Recensione

Ciao a tutti, e ben ritrovati nella mia rubrica “Letture diversamente estive”.

Tutti hanno dei segreti ma alcuni sono più pericolosi di altri. Una cittadina in stato di shock. Una famiglia lacerata. Chi nasconde la verità? questo è ciò che Newton tiene a specificare alla fine della sinossi e potevo forse rinunciare a un’insana dose di famiglia disfunzionale? Anche con quaranta gradi all’ombra? Ve lo dico io: no. Arrivo dalla scuola di The Vampire Diaries e The Originals, dove i rapporti di parentela sono sempre problematici, con fratelli in lotta tra loro, un patrigno perfido e violento, genitori che odiano i figli, un figlio che uccide la sua stessa madre, segreti, inganni. Aaah, che bel clima leggero. Come rinunciarvi?

Ed eccomi qui, a parlarvi de La donna silenziosa, di Debbie Howells, titolo originale “The bones of you”. Ehm, sì, stavolta -cosa piuttosto insolita- mi piace di più quello italiano.

L’incipit è un po’ il consueto: una ragazza bella e dolce, poco più che adolescente, viene trovata morta nel bosco e bisogna scoprire chi l’ha uccisa. In questo caso si tratta di Rosanna Anderson, graziosa e riservata diciottenne. La cittadina resta sconvolta dalla morte della giovane e si stringe intorno ai suoi genitori, Jo e Neal. In particolare Kate, la protagonista, si sente molto toccata sia dal crimine efferato che si è consumato nel posto più impensabile, sia dalla scomparsa di una ragazza dell’età di Grace, sua figlia.

Perché Kate e Rosie di recente avevano legato, complice la passione per i cavalli. Perché Kate si sente in dovere di arrivare all’assassino. Perché, in fondo, nessuno sapeva niente di Rosie.

 “Ho un brutto presentimento. E poi si trasforma in paura, sì, la paura è in agguato dietro ogni angolo. Solo che la paura è un concetto troppo debole, non è adatto a esprimere il panico totale in cui sono sprofondata, il terrore che mi blocca ogni pensiero. Una sola parola riecheggia nella mia mente, urlata da qualche parte nel profondo. SCAPPA.”

La narrazione spetta sia a Kate che a Rosie, o meglio, al fantasma onnisciente di quest’ultima. Ho trovato che fosse una scelta coraggiosa e inedita, perché di solito nei gialli sono gli inquirenti oppure un giornalista o una persona direttamente coinvolta a raccontare i fatti. E di questa audacia mi complimento con l’autrice. Però, allo stesso tempo, affidare il compito a Kate, una semplice civile, ha rallentato il ritmo soprattutto nella parte iniziale, perché tutti i dettagli di cui lei veniva a conoscenza erano frutto di pettegolezzi e di sentito dire.

Pian piano viene svelato l’aspetto psicologico dei personaggi e Kate mi è sembrata inizialmente un po’ morbosa nel suo tentativo goffo ma gentile di intrufolarsi nella famiglia di Rosie, forse per saperne di più, forse per essere davvero di aiuto.

Gli unici dialoghi, anche quelli che Kate intrattiene coi propri familiari e amici, riguardano la ragazza e il mistero che l’avvolge e, sono sincera, avrei voluto che Debbie Howells caratterizzasse meglio le relazioni della protagonista.

I brevi capitoli terminano tutti con un piccolo cliffhanger che però non arriva ad aumentare la suspense del romanzo, che si rivela complessivamente piatto. 

Mi hanno colpita la maturità di Rosie e la sua capacità di analisi e, in linea generale, sono rimasta impressionata dall’abilità dell’autrice di tratteggiare, pagina dopo pagina, la psiche dei protagonisti. Kate di tanto in tanto è dipinta come una Mary Sue ma nonostante questo non mi è affatto dispiaciuta.

Consiglio questo romanzo agli amanti dei thriller psicologici.

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