Jan Moran torna ancora una volta con un romanzo gustoso, tutto da divorare. “La piccola bottega del cioccolato” è proprio così, ogni pagina è come una pepita di cioccolato, un tartufo da gustare sino all’ultima briciola. 

“La piccola bottega del cioccolato” di Jan Moran è un viaggio inaspettato in un’Amalfi tutta da scoprire, alla ricerca di una verità che sembra difficile da trovare. Una ricerca accompagnata da intervalli al sapore di cioccolato, talmente dolci da rendere il mondo un posto migliore. 

la piccola bottega del cioccolato

Titolo: La piccola bottega del cioccolato
Autore: Jan Moran
Casa editrice : Newton Compton Editori
Genere: Romanzo rosa
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Trama:

 1953. Con il cuore spezzato per la misteriosa morte del marito, Celina Savoia decide di lasciare la sua città, San Francisco, e attraversare l’oceano per dare al figlio l’opportunità di conoscere la famiglia del padre, in Italia. La “Cioccolata Savoia” è famosa in tutto il mondo e Celina è sicura che, nella cornice meravigliosa della costiera amalfitana, lei e il piccolo Marco riusciranno finalmente a lasciarsi il doloroso passato alle spalle. Ma proprio quando la speranza di una nuova vita sembra accendersi nel cuore di Celina, emergono delle verità sconvolgenti che riguardano suo marito. Segreti che mettono in discussione tutte le certezze di Celina. Chi era davvero Tony Savoia? Nel tentativo di fare luce sulla vita dell’uomo che credeva di conoscere, Celina parte insieme al cognato alla ricerca di un raro seme di cacao che potrebbe rappresentare la risposta a tutte le domande che la assediano…

Recensione:

Sono sempre stata una persona golosa, sin da quando ero una bambina. Insomma, come si può rinunciare al piacere di addentare una barretta di cioccolato, magari quella al latte che è da sempre una delle mie favorite. Insomma, diciamolo, la cioccolata piace a tutti. In mini porzioni di un morso, oppure le uova di pasqua, o appunto le tavolette che ti riprometti di mangiarne soltanto pochi quadratini, e poi senza rendertene conto finisci per averla divorata e ritrovarti con soltanto la carta argentata tra le dita. O, ancora, chi non ama durante una fredda e piovosa giornata invernale sorseggiare una cioccolata calda, con quel dolce profumo che si espande per la stanza?

Diciamocelo, siamo tutti un po’ dipendenti da questo. E forse è anche questo che ha fatto si che mi avventurassi con piacere nell’ultimo romanzo di Jan Moran, La piccola bottega del cioccolato. 

Un tartufo al cioccolato aveva
cambiato il suo destino. 

La prima cosa che mi ha attratto di questo romanzo, inutile negarlo, è la copertina. Okay, non ha niente di particolarmente sorprendente ma è abbastanza semplice. Uno sfondo bianco, il disegno della cioccolateria in rosa shocking, ed il titolo scritto abbastanza in grande da attrarre l’attenzione. E ha fatto il suo lavoro, visto che il mio sguardo ne è stato attratto e la mia curiosità solleticata, quel tanto da permettermi di informarmi sulla trama che ha reso possibile la mia recensione di quest’oggi. La piccola bottega del cioccolato è un libro che non ti aspetti.

Si dimostra inizialmente abbastanza leggero, seppur a tratti quasi doloroso. Celina, la protagonista del romanzo, è una giovane donna americana che si ritrova a perdere il marito improvvisamente e decide di contattare la sua famiglia, in Italia, per renderli consci della perdita.
Il contatto non è immediato, visto che le lettere tardano ad arrivare, o vengono perdute – ricordiamo che ci troviamo a circa metà del novecento ed ancora la meravigliosa tecnologia che ci permette di mantenerci in contatto con tutto il mondo non era ancora stata inventata – fino a quando finalmente non arriva una telefonata importante, il fratello di Tony Savoia che la contatta e chiede a lei ed al figlio di sei anni di raggiungerli in Italia. Un invito che Celina, triste e con il desiderio che il figlio abbia un rapporto con i suoi nonni, decide di accettare. 

E così che la parte centrale del libro, e la più sostanziosa, si sposta in una bellissima cornice che tutti noi conosciamo, l’Italia e, nello specifico, Amalfi. 

Come poteva deluderlo? Era amore, vero?
Volere fare del proprio meglio accanto a una
persona, desiderare tutto il bene del mondo
per loro. Ecco cosa provava per lui. 

La parte interessante di questo romanzo è che c’è molto di più di quello che a prima vista sembra. È si un romance, ma che si infittisce di mistero. Vi sono delle bugie, delle cose non dette. Un’avventura. Vi è amore, diversi tipi di amore. Romantico, da nonni, da genitori. Amori che lasciano con l’amaro in bocca.

Stilisticamente è un romanzo abbastanza semplice, a tratti ripetitivo che rende la lettura noiosa. Molte cose sono spesso ripetute, vi sono diversi capitoli che a mio parere potevano essere evitati per rendere la lettura più snella. Sono piacevoli i flashback che troviamo di tanto in tanto, quelli in cui conosciamo meglio il defunto marito di Celina, o lei stessa durante i loro incontri. Le descrizioni di Amalfi, delle coltivazioni, dei cioccolati che Celina prepara sono descritte in modo così accurato da rendere davvero percepibile il gusto del cioccolato sulla lingua, l’odore dei limoni a solleticare l’olfatto. 

Un libro piacevole da leggere per tutti i golosi come me, per coloro che vogliono immergersi per un po’ in un’epoca diversa che, però, ha davvero tanto da offrire. 

Ambra Ferraro. 

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