Intrighi, mistero, un segreto oscuro che sembra impossibile da svelare. Ecco cosa troveremo ne “La stanza degli ospiti”. 

Fino a che punto saresti disposto a spingerti per conoscere la verità? Cosa sacrificheresti, nel tentativo di ottenere quello che vuoi? Per quanto riusciresti a camminare sul filo che separa la sanità dalla follia? Questo, e molto altro, ne La stanza degli ospiti, il nuovo libro di Dreda Say Mitchell. 

Titolo: La stanza degli ospiti
Autore: Dreda Say Mitchell
Genere: Thriller
Editore: Newton Compton Editori
Link d’acquisto:  Amazon.

Trama.

Lisa, una giovane donna con un passato da dimenticare, non riesce a credere alla propria fortuna: ha appena trovato una bellissima stanza in affitto in una splendida casa. Martha e Jack, i proprietari con cui andrà a coabitare, sono una coppia gentile e premurosa. Sembra proprio un sogno che si realizza. Fino al giorno in cui Lisa trova, nascosto nella sua stanza, il biglietto di un uomo che annuncia il suicidio. Alla sua richiesta di spiegazioni, Martha e Jack negano che la stanza sia mai stata occupata da qualcuno prima del suo arrivo. Di fronte a tanta sicurezza, Lisa comincia a dubitare di sé stessa… Ma strani eventi iniziano ad accadere.

E più cresce il suo desiderio di scoprire la verità, più è chiaro che c’è qualcuno disposto a tutto pur di metterla a tacere. Mentre le mura della casa diventano sempre più opprimenti, Lisa si ritrova intrappolata in una fitta rete di segreti da cui sembra impossibile uscire illesi. Possibile che la stanza in cui si è appena trasferita fosse abitata da un uomo svanito nel nulla? 

Recensione.

Se c’è una cosa che mi rilassa e che mi tranquillizza in qualsiasi situazione – giornata pesante al lavoro, vita sociale, o il costante allarmismo nella quale viviamo in queste settimane a causa di un virus che sembra essere l’inizio di un film horror – è immergermi nella lettura. Ed è quello che ho fatto in questi giorni, con la lettura del nuovo libro di Dreda Say Mitchell, La stanza degli ospiti. 

Un’autrice britannica di cui avevo sentito parlare, ma che non avevo mai letto. E potevo, io divoratrice di Thriller e di letteratura inglese, lasciarmela sfuggire? Assolutamente no, e devo ammettere che sono felice di aver colto la palla al balzo. 

“A volte credo di vivere la vita di
qualcun altro. Che questa non sia la
vita che avrei dovuto avere.”

La stanza degli ospiti è ambientato a Londra, città dell’autrice. Dopo il mio viaggio in questa splendida città, non potevo che sorridere ogni qual volta veniva nominato un luogo in cui io stesso ero stata. Leggendo quelle pagine riuscivo quasi a vederle, sebbene la vera ambientazione non sia la città in se, quanto una casa. LA casa.
La casa citata nel libro è una di quelle classiche case inglesi, una grande casa che probabilmente nei tempi passati era stata posseduta da una famiglia abbastanza ricca. Vecchia – o come direi io, con carattere – con un enorme giardino “segreto”. Un giardino che si, stimola la curiosità di Lisa, la nostra protagonista, ma non quanto la camera singola che si ritroverà ad affittare dopo averla vista su un sito di un’agenzia immobiliare.
Una stanza che sembra fatta per lei.
E da quel momento, da quando si trasferisce tra quelle mura, che storia si infittisce. 

“La mia nuova casa è l’ambiente
perfetto per un ciclo di incubi.”

Posso ammettere che, in alcuni momenti durante la lettura, ho provato un brivido d’ansia durante le (dis)avventure di Lisa?  Riuscivo davvero a percepire la sua angoscia, la sua paura. La curiosità.  Perché succedono cose strane in quella casa, e come si può non voler andare più a fondo? Scoprire ciò che nasconde?

La protagonista in assoluto del romanzo è Lisa, accompagnata nella sua avventura da figure tutt’altro che positive, inquietanti, misteriose. Cosa nascondono gli abitanti di quella casa?  E di chi Lisa può fidarsi?

“La violenza lascia cicatrici sulle
vittime. E io sono così vulnerabile. “

Una delle cose che ho apprezzato del romanzo, è come l’autrice mi ha permesso di conoscere meglio Lisa, di entrare nella sua psiche. Di vedere ciò che vede lei, di sentire ciò che sente. È una conoscenza lenta, ad un passo alla volta. Piccoli sprazzi di qualcosa di più, di un mondo a se. Della sua storia, che ci accompagnerà per tutta la durata del romanzo.
Conoscere il suo passato, la verità, diviene qualcosa di fondamentale anche per il lettore. E si, sono felice di affermare che anche stavolta ho avuto difficoltà nel staccarmi da quelle pagine. Nel mettere in pausa il romanzo per andare al lavoro. Ero curiosa di sapere cosa sarebbe successo nella pagina successiva.
L’ho trovato scorrevole, nonostante la prima persona che non è la mia favorita. Il punto di vista trattato è quello di Lisa, ad eccezion fatta dei flashback, narrati in terza persona.
Un romanzo scorrevole per la maggior parte del tempo, che richiede soltanto una maggiore attenzione durante dei particolari passaggi.
Uno di quei libri da leggere al volo, d’un fiato. 

Ambra Ferraro.

 

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