Ciao a tutte, Trattine. Oggi vi parlo di un nuovo romanzo storico, Il leone di Roma, di Adele Vieri Castellano.

Titolo: Il leone di Roma

Autore: Adele Vieri Castellano

Genere: Romance storico

Costo e-book: €3,99

Link per l’acquisto: Amazon

 

Trama

Roma, 50 d.C. Massimo Valerio Messalla è nobile di nascita, colto per educazione e guerriero per scelta, ma la sua libertà sta per finire: il padre gli impone di sposarsi, per garantire una discendenza alla stirpe dei Valeri.

Ottavia Lenate è una giovane inquieta e curiosa, appassionata di scienza e astronomia, che desidera la conoscenza, non un marito, specie non uno ruvido e affascinante come Messalla, l’uomo a cui scopre di essere destinata.

Massimo e Ottavia si trovano così forzati in un’unione decisa da altri, finché il Fato non li porterà ad Alessandria d’Egitto. In quella terra arida, sterile come l’anima di Messalla e ricca di tesori nascosti come lo spirito di Ottavia, una terribile minaccia in arrivo dal passato metterà a rischio tutto ciò che Massimo, il leone di Roma, ama e vuole proteggere…

 

Recensione

Per chi non lo sapesse, io sono una patita di soldati.

“Ciao, mi chiamo Alessia e cerco Alexander Barrington (Il cavaliere d’inverno, ndr.) in ogni romanzo storico”. È grazie a questa ricerca incessante che sto leggendo libri stupendi e Il leone di Roma fa parte di questi.

Massimo Valerio Messalla e Ottavia Lenate non potrebbero essere più diversi. E non soltanto perché la condizione sociale di una donna, una ragazza in questo caso, e quella di un uomo erano estremamente differenti nella Roma del 50 d.C.

Massimo si è lasciato alle spalle un passato di bagordi e un vecchio amore per vestire i panni del guerriero. Portato in palmo di mano da tutta la città e i suoi notabili, è un uomo adulto.

Eccolo lì, come al solito faceva il poeta nonostante preferisse la guerra. Per questo sentì i suoi tratti irrigidirsi in quell’espressione che riservava solo ai legionari che saltavano i turni di guardia, si eclissavano durante l’addestramento o che, da vigliacchi, voltavano le palle al nemico.

«Io sono Massimo Valerio Messalla» le rispose, e lei si fece ancora più pallida, se possibile.”

Ottavia ha appena superato l’adolescenza, suo fratello e suo padre non la considerano minimamente, e ha fatto del sapere la sua unica ragione di vita. Lei non desidera un marito e men che meno la maternità.

Sotto la quercia, accanto a Vibia che sbuffava di impazienza, le venne in mente un altro verso di Saffo: ‘Ti ho gettato uno sguardo e tutto a un tratto non ho più voce, no, la mia lingua è come spezzata, all’improvviso un fuoco lieve è corso sotto la pelle’.”

Entrambi, però, sono di alto lignaggio ed è per questo motivo che i genitori si sono accordati a loro insaputa perché si sposino. Il Fato li spinge a conoscersi in tempi non sospetti e a incontrarsi nei momenti più casuali e disparati.

Alla notizia delle nozze nessuno dei due è entusiasta e Massimo, che dapprima tenta un moto di ribellione nei confronti del padre, finisce per acconsentire e prende in moglie Ottavia.

I patti tra i due protagonisti sono chiari: non dovrà esserci nessun coinvolgimento sentimentale, bensì l’obiettivo comune sarà assicurare una discendenza alla casata dei Valeri.

“«Che altro potresti desiderare, Ottavia? Il matrimonio è un dovere civico, sarà compito tuo formare una coppia unita.»”

Avevo i brividi mentre, immersa tra le pagine di Adele Vieri Castellano, leggevo della scarsissima dignità sociale ed economica di cui godeva una donna a quei tempi. E questo non è assolutamente un male perché, grazie alla sua scrittura potente, l’autrice ci fa viaggiare nel tempo, e chi non ha mai sognato di poterlo fare?

“«Io non sono innamorata di lui. Come potrei? Mi ha rubato un libro, mi ha salvato la vita. Oh, per Giunone, lo odio, lo amo, non lo perdonerò mai, l’ho perdonato.» Si girò appoggiandosi entrambi i palmi sulle guance. «Credi che sia pazza?»”

La parte romance, quella descrittiva e dialogata sono ben bilanciate tra loro, non mancano scene di lotta e combattimenti all’ultimo sangue. Il lessico è ricercato, ho apprezzato moltissimo la presenza di termini latini (non temete: troverete un utile glossario alla fine) e le numerose citazioni di classici latini e greci. Per me leggere Il leone di Roma è stato un modo per rivivere con un pizzico di nostalgia i ricordi dei banchi di scuola. A questo punto, mi sento in dovere di rassicurarvi: la penna dell’autrice scorre fluida e non vi imbatterete in un testo di tipo “istituzionale”, anzi, la prima notte di nozze tra Ottavia e Massimo vi strapperà più di un sospiro e non sarà l’unico episodio che farà impennare il ritmo del vostro cuore.

Questo romance storico è semplicemente una perla del made in Italy. Nient’altro da dichiarare.

Morire bene. Morire degnamente. Che cos’altro può fare un uomo?

Alessia Garbo

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