Buon pomeriggio, Trattine. Come state? Passate bene le feste? Oggi vi parlerò di “Loris, frutto proibito”, di Marco Canella. Pronte?

Titolo: Loris, frutto proibito

Autore: Marco Canella

Prezzo e-book: Offerta lancio €0,99 (poi €3,99)

Piattaforme:  Amazon Kobo e principali store online

Trama

Loris nasconde un passato terribile che lo ha segnato profondamente. Ha fatto una promessa alla madre scomparsa; promessa che gli vieta di innamorarsi. Comincia a vacillare quando in ufficio si presenta Scilla, neo assunta dalla bellezza indiscutibile, che dimostra di essere intelligente, dolce e sensibile. È il massimo per un uomo, e Loris inizia a provare qualcosa, anche se non vuole ammetterlo. Un viaggio di lavoro a Milano segna la svolta. Dopo un primo momento in cui i due legano diventando ottimi amici, la situazione precipita. Loris, invitato a cena dal cugino milanese, si presenta in compagnia di Scilla, spacciandola per la fidanzata. Un bacio maledetto apre un solco tra i due… Sarà la madre, che si presenta in sogno a Loris, a tentare di dare una svolta stavolta in positivo. Incita il figlio a dichiararsi, cancellando quella promessa che non ha più ragione di esistere. Loris racconta a Scilla il suo passato; torna il sereno, ma un nuovo ostacolo giunge inaspettato a infrangere la tranquillità faticosamente raggiunta. l futuro si prospetta tutt’altro che roseo per i due… l’amore riuscirà a trionfare sconfiggendo le avversità?

Recensione

Tu hai bisogno di una donna che ti ami davvero, e io sono qui per questo.

Avete letto qualcosa in questo periodo, Trattine? Credo che un lettore forte non vada mai veramente in vacanza ed è per questo che io personalmente ho fatto fuori due racconti e due romanzi nei giorni tra Natale e Capodanno -bellissimi, fra parentesi – ma ora sono qui a parlarvi di un romance made in Italy. “Loris, frutto proibito”.

Di solito diffido dai libri scritti per le donne, primo perché sono pieni di luoghi comuni sulla donna angelicata e l’uomo geloso e protettivo, secondo perché penso che se si tratta di un buon libro chiunque possa leggerlo, uomo, donna, giovane, anziano. Un romanzo pensato bene e scritto ancora meglio è quanto di più inclusivo esista. Harry Potter docet.

Nel caso di Loris, frutto proibito il leitmotiv è quello tanto caro ai romance (anche se la cover fa pensare a un erotico) contemporanei: c’è un amore impossibile. Vediamo insieme perché.

Loris ha alle spalle (forse nemmeno troppo alle spalle) un passato di gravi abusi familiari ed è per questo che promette alla madre morta che non si innamorerà mai. La promessa gli vale la nomea di omosessuale in ufficio. Nessuno lo ha mai visto interessato a una donna, nemmeno a un uomo, se è per questo, quindi non capisco da quale cilindro i suoi colleghi abbiano tirato fuori questo pettegolezzo. Tuttavia si sa, gli uffici sono piccoli e la gente mormora. Per non so quanti anni il protagonista riesce a tenere fede alla promessa, finché non arriva Scilla. La splendida neoassunta, promessa del commerciale, mette seriamente a dura prova Loris, che vacilla. Del resto nemmeno Scilla è indifferente al fascino di Loris: ne viene folgorata.

Più o meno pacificamente, i due trovano il modo di sopravvivere lavorando gomito a gomito, fino a quando Loris non parte alla volta di Milano per un corso di formazione e Scilla viene reclutata per accompagnarlo. Lontani da Ferrara, da casa, dalla loro quotidianità, e soprattutto dagli sguardi indiscreti e indisponenti di Paolo e Laura (le due serpi del reparto commerciale), tra i due nasce una sorta di intimità. Potrebbero diventare buonissimi amici, se non fosse che Loris bacia Scilla e lei si sente usata (leggete il romanzo, perché mica posso raccontarvelo tutto io).

Segue un momento a tinte paranormal, dove la madre di Loris gli appare in sogno e gli suggerisce che forse, ma solo forse, sarebbe pure arrivato il momento di seppellire la promessa che ha fatto quando era piccolissimo e di cominciare a vivere, magari.

Riepilogando, a Scilla non passa neanche per l’anticamera del cervello l’idea che probabilmente non è il caso di fare il filo a suo capo e vorrebbe una storia con Loris, però il loro rapporto subisce tutta una serie di alti e bassi che nemmeno l’euro in fase di crisi. Loris, dal suo canto, è tormentato dalla promessa e dalla possibilità di aver ereditato un gene malvagio, o di avere assimilato in tenera età comportamenti coercitivi e replicarli in un’eventuale relazione.

Riusciranno i nostri eroi?

Interessanti i giochi di potere all’interno dell’ufficio, le dinamiche però sono al limite dell’infantilismo, con continue provocazioni e tentativi di fare ingelosire l’altro, frecciatine e malintesi vari. Il romanzo è narrato in prima persona da entrambi i protagonisti.

Scilla è una ragazza estroversa, che fa amicizia facilmente: a lei non importa poi troppo di sapere com’è la persona a cui si sta relazionando, le basta che ci sia simpatia. Ha qualche pregiudizio nei confronti dell’altro sesso e in effetti tutti i colleghi maschi ci provano con lei, anche in maniera pesante per i miei gusti. La protagonista punta molto sia sulla sua bellezza che sulla sua intelligenza, tuttavia si reputa una persona poco interessante.

Per essere considerata brava come un uomo dovrò impegnarmi almeno il doppio, è allucinante.

Certi giudizi, purtroppo, non finiranno mai!”

Loris è una un uomo molto disciplinato, si è auto destinato alla solitudine a vita, investendo tutto sulla carriera. Inizia però a soffrire la solitudine, disagio che si acuisce quando incontra Scilla.

Loris, frutto proibito ha però qualche pecca, motivo per cui non posso promuoverlo col massimo dei voti. I luoghi sono più o meno tutti descritti come spazi angusti: l’ufficio, la camera dell’hotel… A Scilla basta chinarsi perché il membro di Loris le arrivi all’altezza del viso, i loro volti si avvicinano da un capo all’altro della scrivania. Insomma, per tutto il tempo non sono riuscita a “vederli” in un posto.

Anche le reazioni dei protagonisti mi hanno lasciato delle perplessità. Calci, manate a oggetti vari: mi sono sembrate del tutto sproporzionate rispetto all’input.

Infine, avrei voluto qualche interazione in più tra Loris e Scilla, qualche scena che non avesse unicamente a che fare con la loro attrazione fisica ma includesse un dialogo più profondo e una maggiore condivisione.

“─ Raccontami qualcosa di te ─ mi sorprende di colpo, Loris. Accavalla una gamba e si lascia andare sul divanetto.

Me ne resto con la testa incassata tra le spalle e tentenno. ─ Qualcosa di me? Mmh…

Devo sforzarmi per riuscire a trovare qualcosa di accattivante visto che non sono una persona molto interessante. Ho sempre avuto una vita regolare, priva di colpi di scena. Come vorrei avere fatto una qualche cazzata nella mia vita, mai come ora la sto rimpiangendo!

─ Qualsiasi cosa va bene ─ insiste.

Potrei dirgli di quella volta che… ma certo!

─ Sai che sono stata la reginetta del liceo?

Alessia Garbo

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3 Comments on “Recensione: Loris, frutto proibito di Marco Canella.”

  1. Grazie mille!!! 😃 Mi è piaciuta molto la tua recensione, Alessia, perché è sincera come mi auspicavo. Sono contento che nel complesso la storia sia piaciuta, ma sono altrettanto contento per le critiche di cui farò tesoro, puoi starne certa! 😉 Tante grazie, davvero. Ho apprezzato le tue parole e la tua recensione! 🙂

    E grazie, naturalmente, a Cinzia, a Marianna, e a tutto il “Tratto rosa” 😃

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