“L’ultimo gelido inverno” è il nuovo romance di Katiuscia Oliva, ed è suddiviso in due parti.

Titolo: L’ultimo gelido inverno
Autrice: Katiuscia Oliva
Genere: Romance
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Trama

Attenzione: questo romanzo è suddiviso in due corposi volumi che usciranno a breve distanza l’uno dall’altro.

“Ho scoperto quanto la vita potesse essere crudele nell’istante stesso in cui mio padre chiuse gli occhi per sempre, lasciandomi in balia di un avverso destino. Da allora non ho più una casa, non ho più una famiglia, non ho neppure l’amore. Combatto ogni giorno per sopravvivere, ma non è facile senza qualcuno accanto, senza due braccia forti che mi stringano a sé per infondermi il coraggio di cui sento un disperato bisogno. Sognavo di diventare uno dei ricercatori più stimati di tutta la Scozia, invece sono finita a fare la cameriera in una ricca famiglia di armatori.

In quell’immensa villa di tre piani trascorro le giornate a pulire e riordinare, sopportando in silenzio le angherie della figlia più giovane e l’inspiegata crudeltà di quello maggiore. Ogni volta che incontro i suoi occhi di ghiaccio sento il mio corpo rabbrividire: com’è possibile che un uomo mai visto prima provi tutto quell’odio senza che io gli abbia mai fatto nulla? Solo il mio vicino di casa Patrick riesce a farmi sentire serena nonostante tutto. La vita è dura anche per lui, ma ci facciamo forza a vicenda. Ci scaldiamo con un sorriso in questo gelido inverno. Ed entrambi speriamo in un futuro migliore.”
L’ultimo gelido inverno racconta una struggente storia d’amore che insegna a non perdere mai la speranza e a credere in se stessi anche quando tutto sembra ormai perduto.

Recensione

Alexis Donal è una ragazza scozzese di ventisei anni, orfana da quando ne aveva diciannove. I suoi genitori sono morti, infatti, a poca distanza l’uno dall’altro lasciandola sola e piena di debiti. Pur sognando di diventare una ricercatrice, Alexis vende gli ultimi beni che le sono rimasti per adempiere agli impegni del padre e finisce per vivere alla giornata in una fredda topaia, sorretta dal solo affetto di Patrick, il suo vicino di casa, papà di Jimmy. Abbandonati i sogni di gloria, accetta un lavoro come domestica presso una famiglia di facoltosi armatori.
Se vuole estinguere i debiti che le ha lasciato il padre, deve ingoiare l’amarezza e fare buon viso a cattivo gioco di fronte alle angherie che la famiglia McAllister la costringe a subire.

Diciamo come prima cosa che ho trovato “L’ultimo gelido inverno” anacronistico, sin dalla prima pagina, tanto da aver cercato riferimenti storici che lo riconducessero al 1700, al 1800 o al massimo ai primi del novecento. Viene fuori che mi sbagliavo, che il romanzo è ambientato in epoca contemporanea, dato, questo, che fa scendere in picchiata la credibilità dell’intero testo. Ci sono molti elementi che non tornano, in effetti.

Innanzitutto, è davvero strano che i prestiti, accesi dal padre di Alexis presso legalissime banche e non chiesti a malavitosi usurai, non fossero assicurati per malattia o morte del contraente e che non fossero almeno coperti dai beni immobili di questo. Mi riesce strano credere che le banche avessero fatto credito al signor Donal senza alcun tipo di garanzia. Sembra assurdo che per Alexis, in Occidente e quasi nel 2020 non ci sia scampo e debba accollarsi lei i debiti, pur non avendone la possibilità e, sebbene venda la casa, questa non riesca a estinguerli.

Ma le stranezze continuano, perché la protagonista subisce presso la magione dei potenti armatori un gravissimo mobbing e questi ultimi non temono che lei possa denunciarli e trascinarli in tribunale.
La assumono in via diretta, senza avvalersi di un’agenzia, come sarebbe stato normale, la costringono ad orari assurdi, la vessano in continuazione, intaccano i suoi effetti personali (Arthur, il figlio maggiore, arriverà a bruciarle il libro di fisica), subirà molestie sessuali da parte di un amico di Arthur e nessuno batterà ciglio. Nessuna di queste persone teme una denuncia, trattano Alexis come una schiava, nel vero senso della parola. Questi miei appunti avrebbero trovato una giusta collocazione in un romance storico ma non in uno contemporaneo, com’è “L’ultimo gelido inverno”.

“Solo una cosa non poté che essere confermata.
Io quella ragazza non la meritavo.
Non meritavo di essere seduto al tavolo di un ristorante con lei, non meritavo il privilegio di averla con me per tutta la sera, non meritavo il suo sorriso né la sua dolcezza nel parlarmi.”

Un esempio su tutti: le banche perseguitano la protagonista, senza considerare che lei è nullatenente, pretendono cifre impossibili per lei, e una volta mentre non è in casa comunicano al vicino Patrick che pretendono dodicimila sterline immediatamente oppure verrà processata. Devo sottolineare ancora quanto tutto questo sia assurdo? A partire dal fatto che non si possono divulgare informazioni di questo tipo ai vicini di casa.

Il romanzo comunque procede, inesorabilmente lento e incurante di questi elementi fantasiosi che nemmeno in un fantasy sarebbero accettabili, a malapena in un distopico, e i due protagonisti arrivano a dichiararsi il loro amore.
Se almeno Alexis e Arthur non si sono innamorati a pagina venti malgrado tutte le cattiverie gratuite di lui, è pure vero che il loro amore non aggiunge niente alla storia e non ci aiuta a conoscere meglio Arthur, che rimane per il lettore uno sconosciuto.

Altri elementi degni di nota sono improprietà come “ciglia sbarrate”, sensazioni di sollievo descritte come “vibrazioni di felicità” ed emozioni riportate in maniera alquanto imprecisa (lei che sorride malinconica e lui che ricambia la sua espressione “lieta”), l’avversione per le virgole dell’autrice, che le evita quasi sempre (“Ieri a pranzo sembrava che avessi fame molta fame”), le molestie stradali scambiate per complimenti. E mi fermo qui.

 

Alessia Garbo

 

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5 Comments on “Recensione: “L’ultimo gelido inverno” di Katiuscia Oliva.”

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