Cosa significa veramente sciogliere un nodo? Siamo davvero pronti ad affrontare le conseguenze? Ce ne parla Alberto Lunardi nel suo romanzo “L’ultimo nodo”.

Sciogliere un nodo, portare tutti i nodi al pettine… Sono tanti i modi di dire con questa parola, proprio perché un nodo può rappresentare tante cose. Può essere un legame o un quesito, può essere positivo o negativo. Può essere qualcosa che non vorremmo mai scoprire. Può essere anche, come nel caso raccontato da Alberto Lunardi, un legame con il passato.

l'ultimo nodo

Titolo: L’ultimo nodo
Autore: Alberto Lunardi
Genere: Narrativa contemporanea
Editore: CLEUP
Link d’Acquisto: Amazon.

Trama:

Marchi e De Virdis sono due amici. Luna, beh, lei a questo punto non c’entra ancora: lei è la figlia di De Virdis, ma Marchi questo non lo sa. La osserva, nascosto dietro la tenda del suo salone. Non si è ancora deciso ad aprirle la porta. Luna è orfana. Orfana di un padre assente, un padre egoista, un padre traditore. L’amante? Una donna che non ha un nome, non ha un volto né un dove: vive in un ciuffo di capelli rossi e una strana coperta di lino. Sono le prove tangibili della sua esistenza, ma il crimine, Luna, glielo vuole leggere negli occhi. Come un segugio si mette alla ricerca: “Il posto è questo – pensa – ma che ne può sapere un vecchio parrucchiere di Torino? Sarà lui, poi? C’è nessuno?”.

Recensione:

Alberto Lunardi ci racconta in modo insolito la storia di Marchi e De Virdis, due amici legati per un motivo alquanto bizzarro: il lavoro del primo, il suo essere parrucchiere. Perché De Virdis abbia scelto proprio lui Marchi non lo sa, ma si fida di quest’uomo un po’ emblematico. Poi c’è lei, Luna, una ragazza in cerca di risposte, una ragazza che vorrebbe capire, ma non sa se è davvero pronta ad arrivare fino in fondo. Marchi sa solo della sua esistenza, sa che è la figlia del suo amico anche se non ha mai avuto modo di incontrarla. Per questo motivo non si aspetta di vederla nel suo salone.

Mai avrebbe creduto di dover essere colui che deve sciogliere “L’ultimo nodo”.

Ma per sciogliere qualcosa prima lo si deve unire. Ed è così che inizia questa storia, cercando di legare tutti gli indizi di cui dispone Marchi, cercando di spiegare chi sia davvero l’amico, non solo a Luna, ma anche a noi lettori. Il romanzo di Alberto Lunardi si presenta tutto come un racconto da parte di Marchi, un continuo avanti e indietro tra presente e ricordi, prima per raccontare della comparsa di Luna nella sua vita e poi per parlarci dell’amico. Un racconto nel racconto, considerando che conosciamo De Virdis attraverso la storia che viene racconta a Luna.

Ne “L’ultimo nodo” Alberto Lunardi ci fa conoscere i personaggi un po’ alla volta, ci fa creare dei pregiudizi e poi li abbatte con una parola. Ci presenta Luna, il suo desiderio di sapere, la sua impulsività. Conosciamo quella persona che lei non riesce a chiamare padre grazie ai ricordi dell’amico e alle lettere a lui recapitate, ma anche grazie al racconto di qualcuno che Luna non vorrebbe ascoltare. Ma chi è realmente Matteo De Virdis? Un padre assente, un amante insoddisfatto, un amico enigmatico? Come possiamo conoscere la verità?

“A volte non tutto è come sembra.
La verità rende liberi, certo. Ma a volte fa male.
E non tanto a noi, quanto a chi ci sta vicino.
Quando capirai la differenza tra la forza e la
prepotenza, allora scoprirai chi era davvero
l’uomo che tanto ti ostini a maledire”.

Quello che all’inizio mi era sembrato un romanzo pesante e confusionario si è rivelata essere una lettura intrigante e ricca di colpi di scena. Alberto Lunardi spinge il lettore a riflettere sui legami e gli affetti, su ciò che spesso diamo per scontato, su verità che crediamo assolute, ma che in realtà abbiamo ascoltato solo a metà, proprio come Luna. Ma soprattutto riesce a farci chiedere se veramente saremmo disposti a sciogliere “L’ultimo nodo”. 

Fabiola Criscuolo.

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