Le premesse di “Maledetta felicità” sono accattivanti, ho letto la trama e non ho saputo resistere: questo libro devo leggerlo, mi sono detta.

Ma cosa ne penso adesso, dopo aver letto le 389 pagine che lo compongono? La storia scritta da Marianne Power, autobiografica tra l’altro, è davvero così divertente, al punto da paragonarla alla nuova Bridget Jones del Self-help? La risposta nella mia recensione…

Prima di dirvi cosa ne penso di Maledetta felicità, vi scrivo le informazioni importanti su questo libro di Marianne Power tradotto in ben 26 paesi, in Italia grazie a Giunti Editore. 

Titolo: Maledetta felicità 
Autore: Marianne Power 
Genere: narrativa femminile – autobiografia 
Editore: Giunti 
Data di pubblicazione: 17 aprile 2019 
Link d’acquisto: Amazon

Trama: 

La storia vera di una donna che ha deciso di sfidare l’universo self-help per scoprire se esiste davvero una ricetta per la felicità. Emozionante, ironico, profondo e tremendamente divertente. 
36 anni, sorridente e solare, un ottimo lavoro come giornalista freelance, una famiglia e pochi, buoni, amici che le vogliono bene. Ecco, questa è Marianne Power. Peccato che lei non si veda così e che abbia un debole per i superalcolici, Netflix e i libri self-help. 

Una domenica al risveglio da un’allegra sbornia del sabato sera, Marianne si guarda intorno: la camera è in disordine, ci sono abiti e bicchieri ovunque, è andata a letto vestita e non si è nemmeno struccata. Single da anni, sempre in lotta con la bilancia e con i suoi capelli, vive in affitto in un seminterrato e ha il conto perennemente in rosso; che disastro…

Com’è possibile che tutti quei libri self-help che ha lì sullo scaffale, letti e riletti e sottolineati, non abbiano avuto alcun effetto sulla sua vita? E che cosa succederebbe se mettesse davvero in pratica quello che dicono? 
E quindi ecco la soluzione: 12 libri self-help e un anno di tempo per cancellare qualsiasi problema e diventare Perfetta.

Recensione: 

Parto subito con una citazione tratta appunto dal libro di Marianne Power, autobiografico va ribadito, che in Maledetta felicità ci racconta la sua esperienza personale con i libri self-help e della sua sfida: leggerne uno al mese e mettere in pratica i consigli nella sua vita quotidiana, e chissà che non riesca a cambiare le cose: sentirsi più coraggiosa, meno spendacciona o impacciata in pubblico, superare i suoi limiti ed essere una donna felice e appagata dalla propria vita. 

“Provai  a leggerlo sul Kindle ma mi fermai a metà. 
Era motivante, ma poco pratico”.

L’inghippo sta proprio qui. Io ho provato a leggere Maledetta felicità – versione cartacea – fino alla fine, all’inizio ero carica di aspettative e certa, stando alla trama e alla presentazione in generale, che mi sarei fatta grosse risate non dico a ogni pagina ma quasi. Invece, già dopo il prologo, mi sono bloccata e sono rimasta ferma per giorni. Finché, testarda come al mio solito, non mi sono detta: no, questo libro io lo devo leggere! Sarà colpa della lettura precedente tanto diversa e che mi aveva presa moltissimo, provavo a convincermi. 

Armata di pazienza e forza di volontà, ho ricominciato a leggere una pagina dopo l’altra di Maledetta felicità. Peccato che più si andava avanti, maggiore era la noia suscitata da questo racconto di vita che è più una sorta di riassunto di tutti i libri self-help che ha letto l’autrice Marianne Power. E mi rifaccio alle sue parole, per certi versi questo libro è motivante, ho trovato alcuni paragrafi interessanti, qualche frase come vero spunto di riflessione, risate neanche un po’ (sono anche riuscita ad addormentarmi con il libro in mano!), ma è poco coinvolgente. 

Maledetta felicità è stato paragonato a Bridget Jones, Marianne Power è stata definita sul retro di copertina la Bridget Jones del self-help. E forse l’errore madornale sta proprio in questo: aver caricato il lettore di aspettative che si trasformano, già dalle prime pagine, in una grossa delusione. Questo libro, ripeto, può essere motivante sotto alcuni aspetti ma non è ironico. Non è divertente. Non è leggero. Non è facile da leggere, non è assolutamente paragonabile sotto alcun aspetto a Bridget Jones. 

Maledetta felicità è una raccolta di consigli che questa donna, l’autrice Marianne Power ha messo in pratica traendo poi le sue conclusioni a esperimento terminato; non vi dico quali sono perché equivarrebbe a spoiler, se siete incuriositi io vi consiglio come sempre di acquistare e leggere il libro. La mia opinione rimane personale, dico solo che se deciderete di leggerlo fatelo senza aspettarvi grasse risate, o chissà quale esilarante gag. 

La mia valutazione complessiva è di 3 stelle, quindi un buon libro perché è indubbiamente scritto bene e soprattutto ben tradotto dato che non ho acquistato la versione originale in lingua. Non ho notato refusi e, in fondo, come già vi ho scritto, ci sono alcuni spunti che possono far riflettere e che di sicuro ci accomunano tutti, chi più chi meno. 

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