Il mio matador è una ventata di aria fresca fra svolazzi di muleta e gustosi tapas.

Sinossi

Dopo aver ritrovato l’affetto del padre, Aura comincia a diventare una ragazza più forte e soprattutto riesce a sconfiggere la bulimia. Sente tuttavia il bisogno di diventare anche indipendente e un giorno decide di trasferirsi in Spagna, a Valencia, dove viene assunta a lavorare come receptionist in un albergo. A causa della delusione d’amore ricevuta dal suo “Angelo”, è ancora diffidente nei confronti degli uomini e pensa che rimanere single sia la cosa migliore finché il suo percorso di vita non incrocia quello di Ricardo de la Vega, un famoso matador che inizialmente le sembra tutto l’opposto di quello che le piace in un uomo poiché lo ritiene rozzo e sboccato, per quanto irrimediabilmente sexy, bellissimo e perfino divertente oltre che una continua scoperta e sorpresa… vengono entrambi coinvolti in una girandola di emozioni finché Angelo non si ripresenta nella vita di lei…

Recensione

Avevamo lasciato Aura, delusa e amareggiata da Angelo, tradita da quella che credeva fosse la sua migliore amica e la ritroviamo a Parigi, grazie al riacquisito affetto del padre. Finalmente Aura riesce a laurearsi, ad accantonare i suoi problemi con la bulimia, e a riprendersi dopo quella batosta gettatagli addosso da Angelo. Riesce anche ad instaurare un buon rapporto con Veronique, la compagna di suo padre, ma non è ancora del tutto contenta.

È un’anima inquieta, Aura, volitiva e permalosa, sempre alla ricerca di nuove emozioni. Anche in questa seconda parte della sua vicenda, Aura non svilisce il suo caratterino pepato, anzi, ancora più diffidente nei confronti dell’intero universo maschile, non risparmia a nessuno la sua ritrosia e talvolta acidità da amarezza. Fino a quando non si trasferisce a Valencia e non incontra Ricardo de la Vega, un torero molto acclamato e desiderato, per la sua bravura e per il suo fascino ammaliatore. Già il nome è tutto un programma, solo a pronunciarlo si respira passione cocente. Lina Giudetti poi è stata abilissima nel tracciare il profilo da latin lover del protagonista maschile di questo romanzo, grazie all’uso corrente di un linguaggio spagnoleggiante e di atmosfere da Sangue e Arena.

Aura, posso farte una domanda?» Fece alla fine rompendo il silenzio e quell’eccitante gioco di sguardi.
«Quale?»
«El sesso non te gusta?»
Oddio, avrei voluto morire! Non riuscivo a credere che mi
avesse chiesto con tanta naturalezza una cosa del genere…
«Cosa? E secondo lei questa sarebbe una domanda normale?» «Ma por qué continui a darme del lei?»
«Non darei mai del tu a qualcuno che conosco molto poco e
che non mi ispira fiducia.»
«Gracias… ma tu gli uomini li tratti tutti così male?»
«Solo quelli che lo meritano.»
«E credi che io lo meriti? Hai appena detto de conoscermi
molto poco…»

Aura e Ricardo sono così, uno scontro a fuoco perenne fin dal primissimo incontro. I loro dialoghi al peperoncino, sono la parte più bella di tutta la storia, e ad essere sincera, grazie alle loro battute al vetriolo ho amato questa seconda parte della duologia ancor più della prima. Inoltre, la simpatia viscerale e la schiettezza di Ricardo daranno a questo secondo capitolo della vita di Aura una marcia in più.

Aura, grazie al travolgente e conturbante carattere di Ricardo, maturerà e conoscerà altre parti di se stessa che nemmeno pensava di avere, come ad esempio la forza ed il coraggio. E poi, lo spagnolo saprà come farla divertire e sorridere di gusto; saprà smussare tutti quegli spigoli aguzzi di Aura, getterà al vento ogni sua paura e diffidenza, grazie anche a dei lati nascosti del suo carismatico temperamento.

Una bella relazione la loro che però sarà minacciata dal ritorno di Angelo. Aura infatti affronterà momenti difficili e di pura confusione, barcamenandosi tra l’uno e l’altro, senza sapere dove la porterà il cuore.

Ma il cuore, sa sempre la strada da fare per raggiungere la meta, e anche questa volta riuscirà ad arrivare al posto giusto al momento giusto. Giusto è pure il linguaggio semplice e scorrevole di Lina Giudetti, insieme allo sviluppo coerente della trama, alla delineazione dei personaggi e ad un finale degno di una bella storia d’amore.

xoxo Marylla 

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3 Comments on “Recensione: Il mio matador di Lina Giudetti”

    1. Letta! Ti ringrazio tantissimo per il tempo e l’attenzione che mi hai dedicato ancora una volta <3 le tue parole nella recensione mi hanno scaldato il cuore! Felicissima che il romanzo ti sia piaciuto 🙂

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