Un confronto doloroso tra due donne passionali

Un passato impossibile da dimenticare

Una storia potente che parla di ricordi e di perdono

(Newton Compton Editori)

Titolo: Una moglie francese

Autrice: Robin Wells

Genere: Romance storico

Prezzo e-book: €0,99

Prezzo copertina rigida: €8,41

Link per l’acquisto: Amazon

Trama

Cos’è successo tanti anni fa a Parigi? Cos’ha sconvolto la vita della giovane Kat? È passato tanto tempo da allora, ma Kat non ha mai smesso di cercare una risposta… Nella casa di riposo in cui vive, in Louisiana, Amélie O’Connor ha l’abitudine di lasciare la porta della propria stanza aperta, in attesa di amici. Ma la visita che un giorno riceve è assolutamente inaspettata: la donna che si presenta è infatti Kat Thompson, l’ex fidanzata del suo defunto marito, Jack. Kat e Jack progettavano di sposarsi dopo il ritorno di lui dalla Francia, alla fine della seconda guerra mondiale. Ma i loro piani furono stravolti a causa di una giovane donna francese che, a detta di Kat, “strappò” al bell’ufficiale americano un sì proprio a Parigi. Quella donna era Amélie… Sarà un ritorno al passato, quello che le due donne dovranno affrontare, un ritorno alla giovinezza, ai rispettivi amori, ma anche ai giorni bui dell’occupazione nazista. Un dolore cui Amélie non può sottrarsi, perché Kat non è disposta ad andarsene senza conoscere la storia che ha cambiato per sempre la sua vita.

 

Recensione

Ricordo di aver pensato, com’è possibile che un anziano cada per strada, quando ci stanno invadendo i nazisti? Com’è possibile che le tragedie quotidiane continuino ad avvenire, mentre il nostro paese è sotto attacco? Il minimo che Dio potesse fare era sospendere temporaneamente ogni evento tragico estraneo alla guerra.

Il romance storico è uno dei miei generi preferiti, ne prendo finalmente atto e recensisco per voi l’ultimo che ho letto: Una moglie francese. Questo è uno di quei casi in cui preferisco di gran lunga il titolo originale, The French War Bride, a quello italiano che richiama i romanzi Harmony degli anni ’80 e non riesce a rendere il senso del libro di cui stiamo per parlare.

Che cosa successe nel 1946 a Parigi, praticamente all’altro capo del mondo rispetto all’America dove Kat viveva? Sebbene siano passati moltissimi anni da allora, e sebbene Kat abbia vissuto una lunga vita agiata, non smette di chiederselo, e la rabbia per quello che avrebbe potuto essere e non è stato la divora ancora. Quell’anno lontano, infatti, Amélie, una giovane e insignificante francese, le rubò (sempre che un essere umano si possa “rubare”) il fidanzato, Jack. Il bellissimo, generoso, promettente Jack, il ragazzo che tutte vorrebbero e che Kat era riuscita ad accaparrarsi, forse grazie all’aiuto del padre. Per trovare le risposte che cerca, una Kat ormai novantenne e malata si reca in Louisiana, presso la casa di riposo dove Amélie, anche lei anziana, alloggia.

Kat apprenderà il passato alle condizioni di Amélie: tutto è iniziato ben prima dell’entrata in scena di Jack, e per conoscere il ruolo di quest’ultimo nella vicenda, dovrà ascoltare pazientemente la storia dal principio, aprire il suo cuore e lasciare spazio anche al perdono.

«So che muori dalla voglia di interrompermi. La mia storia non coinciderà con i tuoi preconcetti. Probabilmente, non ti farà piacere, forse ti sconvolgerà. Tuttavia, se vuoi sapere la verità, ti consiglio di lasciarmi parlare e di ascoltare».

Le due donne cominciano un confronto sulle loro storie d’amore con Jack che le condurrà indietro nel tempo.

“Una moglie francese” accompagna i protagonisti dall’adolescenza all’età adulta, consta di quasi seicento pagine e, pure se la parte centrale è un po’ raffazzonata, credo si sia trattato di una scelta narrativa ponderata. Certo, io avrei letto anche mille pagine, ma probabilmente altri lettori non sarebbero stati altrettanto bendisposti. Ecco, forse l’unico difetto di questo romanzo è la sinteticità: cento pagine in più e sarebbe stato epico. L’appunto che ho appena fatto non è necessariamente un male, perché il racconto è scorrevolissimo, malgrado il tema trattato pesi come un macigno, adatto anche ai neofiti del genere.

I punti di vista, come la trama lascia presagire, sono due, quello di Kat e quello di Amélie, e io ho preferito quest’ultimo, che ho trovato più nelle mie corde. Kat sia da giovane che da anziana è profonda meno di un acquitrino. Sì, ha fatto i conti col fallimento e il rifiuto, ma chi non sperimenta queste due condizioni almeno una volta nella vita? È troppo attaccata alla propria bellezza, ai soldi, alla posizione sociale… La piccola Amélie, invece, vi riserverà molte sorprese. Amélie è eroica, non dico altro per non guastarvi il piacere della scoperta.

I drammi adolescenziali delle protagoniste, che sembrano così piccoli se paragonati a ciò che vivranno da lì a poco, sono raccontati talmente bene che pare davvero che sia una quindicenne a parlare. Più in avanti, il lessico e le parti introspettive si diversificheranno, tanto che non avremo bisogno di leggere Kat o Amélie in cima, perché sapremo chi delle due sta parlando grazie alla bravura dell’autrice.

I fatti sono raccontati con notevole precisione storica, altra cosa che ho molto apprezzato. Insomma, cinque stelle senza alcuna riserva per questo romanzo!

«In guerra, il concetto di “giusto e sbagliato” non conta! Non è giusto mentire, eppure ho mentito milioni di volte per aiutare i partigiani a liberare il mio Paese! Non è giusto toccare le cose altrui, eppure ho frugato nelle tasche, nelle borse e nelle valigie dei nazisti a ogni occasione. Non è giusto uccidere, eppure, in guerra, rappresenta non solo il mestiere, anche il dovere e il compito divino di ogni soldato che affronta il nemico con un fucile in mano. Non venga a dirmi cosa è giusto o sbagliato

Alessia Garbo

 

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2 Comments on “Recensione: Una moglie francese di Robin Wells.”

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