Buon pomeriggio Trattine! Oggi Gioia De Bonis ci parlerà del romanzo natalizio “Natale sotto le stelle” di Karen Swan, un’autrice che ormai da anni è una conferma per le storie sotto la neve ed il vischio. Grazie a Newton Compton, l’ha letto in anteprima per noi.

AUTORE: Karen Swan

TITOLO: NATALE SOTTO LE STELLE

EDITORE: NEWTON COMPTON

GENERE: Romantico/introspettivo

DATA USCITA: 16/11/2017

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TRAMA

Meg e Mitch hanno realizzato il loro sogno. Stanno per sposarsi e vivono sulle cime innevate delle Montagne Rocciose canadesi, dove abita anche una coppia di amici, Tuck e Lucy. Meg e Lucy si comportano come due sorelle, mentre Tuck e Mitch sono riusciti a trasformare la loro passione per lo snowboard in una professione di successo. Tutto sembra andare per il verso giusto, finché un giorno una tempesta di neve improvvisa colpisce la zona portando con sé la tragedia. Mentre Mitch è fuori casa impegnato in una missione di salvataggio, Meg, rimasta sola nella sua baita, cerca disperatamente aiuto tramite una radio satellitare. Dopo vari tentativi, riesce a mettersi in contatto con una voce sconosciuta che giunge da molto lontano. La voce di qualcuno che può vedere ciò che lei non potrebbe neppure immaginare… E così, mentre i giorni passano e la neve inizia a sciogliersi, Meg è costretta ad aprire gli occhi sul proprio passato e sulle persone che la circondano, e si rende conto che quel sentimento di amicizia in cui riponeva tanta fiducia e che adesso dovrebbe sostenerla forse non era esattamente quello che lei pensava…

RECENSIONE

Ho iniziato questo romanzo pensando al solito romanzo di Natale (di cui vado pazza!), mi aspettavo baci sotto al vischio e immensi alberi decorati di palline multicolore, ma ho avuto di più, tanto di più e ne sono rimasta folgorata.

Ma andiamo per gradi …

Meg ha tutto quello che vuole dalla vita: sta per sposare Mitch, il ragazzo che ama fin da quando ha 14 anni; sebbene sia rimasta senza i genitori, ha un surrogato di famiglia che la fa stare bene e non le fa mancare nulla; ha Lucy, la migliore amica che qualcuno possa desiderare.
La vita sulle montagne canadesi, dalla baita che condivide con Mitch a Banff, sembra perfetta.

Anche se Mitch è un po’ burbero, un po’ rude, la ama con tutto se stesso e anche lei ricambia quell’amore che col tempo è cresciuto sempre di più.

Ma tutto è destinato a cambiare, tutto il mondo di Meg si capovolge, inesorabilmente.

Arriva a Banff una tremenda bufera, una di quelle di cui noi in Italia abbiamo solo sentito parlare: raffiche di vento fortissime, neve che cade come se non ci fosse un domani.

Meg non si fa prendere dal panico, pensa sia una bufera come quelle che ha già vissuto, così insieme a Mitch decidono di restare nella loro baita, che lei ha trasformato in un piccolo pezzo di paradiso. Sarebbe comunque pericoloso scendere dalla baita per andare in paese, perché dista quasi 30 chilometri e il sentiero è sparito sotto il candido manto di neve fresca.

Così Meg, Mitch e il loro bellissimo cane Badger decidono di fare di quei tre giorni di bufera, una loro speciale vacanza pre-matrimoniale.

Nessuno dei due ha idea di ciò che accadrà dopo.

Meg sta per mettere in tavola la cena, quando Mitch rientra in casa, si cambia i vestiti e mette quelli termici. Lei capisce subito che qualcosa non va.
Ci sono dei dispersi, e sono a pochissima distanza dalla loro baita, e Mitch che conosce quel posto come le sue tasche vuole andare a cercarli. Meg fa di tutto per impedirglielo, ma Mitch è irremovibile: i dispersi sono un padre e un figlio, lui non può asciare che muoiano in quelle condizioni.

Meg non vorrebbe lasciarlo andare, ma alla fine si convince, anche perché ragionare con Mitch è impossibile ragionare quando ha già preso la sua decisione.

“Dammi cinque ore”

“Cinque? Ma hai detto che li avresti raggiunti entro un’ora”

“Sarà un percorso lento e faticoso. Avrò bisogno di un buon margine di tempo per riposarmi e orientarmi, e non voglio che ti preoccupi per niente. Se non sarò tornato per …” controllò l’orologio. “Le undici e mezza, o non avrai mie notizie, allora puoi dare l’allarme in città”

Mitch sparisce dalla porta e inizia l’incubo di Meg. Aspetta, aspetta, aspetta.

Inizia a farsi mille domande: tornerà? Tornerà da lei? Li avrà trovati? Li avrà salvati?

Passano le ore e noi lettori viviamo tutto insieme a lei. L’angoscia, la crescente paura mentre il tempo passa e Mitch ancora non torna da lei nella baita.

Arriva l’ora che Mitch aveva posto come limite, Meg alza il telefono, ma non c’è linea. Nessun segnale nemmeno al cellulare. Come fare per contattare gli aiuti?
Poi l’idea. LA RADIO DI MITCH! Mitch era un radioamatore, uno di quelli con una stazione personale supertecnologica, Meg non ha idea di come funzioni, ma deve fare qualcosa.
Spinge qualche bottone, fino a quando una voce le risponde.
È Jonas Solberg, il comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Meg dice a quell’uomo così lontano ciò che sta succedendo e quest’ultimo riesce, prima di perdere il segnale, ad avvisare gli aiuti tramite i suoi contatti con la Terra.

Meg tira un sospiro di sollievo, qualcuno l’ha sentita e sicuramente gli aiuti ora potranno raggiungere Mitch e salvarlo.

Ma il destino è beffardo, non succede mai quello che vorremmo succedesse.

Il mondo di Meg cambia con la rapidità in cui la grande bufera svanisce dai cieli del Canada.
Cosa è successo? Riuscirà Meg ad uscire dal baratro in cui è finita? Cosa succederà ora a lei, alla sua vita? Parlerà ancora con Jonas Solberg, lo incontrerà mai? I suoi amici Lucy e Tuck riusciranno a starle accanto o lei preferirà isolarsi?

Non sta a me dirvelo, stavolta più delle altre, perché questo romanzo vi sorprenderà. SEMPRE.

Meg con la sua fragilità, con la sua voglia di tornare a vivere normalmente, lei è il cardine, lei è il fulcro intorno a cui gira tutta la storia. È una protagonista strana, particolare, con cui ti senti sempre in sintonia. Io ad un certo punto (poi mi direte se è stato così anche per voi) sarei voluta entrare nel romanzo e abbracciarla forte forte, per difenderla dalla vita che spesso prima ci porta via tutto e poi ci dà di più, tanto, troppo. Lei è una forza della natura, deve solo accorgersene.

È un romanzo da leggere tutto d’un fiato, perché vi assicuro che non riuscirete a staccarvi dalle pagine con facilità. Oltretutto lo stile inconfondibile di Karen Swan è trascinante, coinvolgente e così fluido che non vi renderete nemmeno conto di quante pagine avete letto. (È DAVVERO COSì!)

Beh, non devo dire altro se non … CORRETE A LEGGERLO …

Passo e chiudo.

Gioia De Bonis

 

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