Non dirmi addio è un contemporany romance davvero emozionante.

img_3072SINOSSI

Lise sente le gambe tremare al solo pensiero di ritornare a Hopefield. Quel posto le ricorda la prematura perdita di sua madre e tutti i drammi che ne sono scaturiti. Quando varca la soglia della locanda di famiglia, è sicura di non essere pronta per mettersi tutto alle spalle: dentro di lei il dolore è ancora vivo. Nemmeno Colin sembra darle quella pace di cui è sempre alla ricerca: troppo impegnato con i suoi concerti, sempre assente nei momenti più difficili. È la conoscenza di un ospite della locanda a risvegliare in Lise sensazioni nuove. Adam è un giovane scrittore in piena crisi creativa. Non riesce a terminare il suo romanzo e ha pensato che una cittadina pittoresca come Hopefield potesse giovare alla sua ispirazione perduta. Parla poco di sé, è misterioso, ma è proprio questo aspetto che suscita in Lise l’impulsiva voglia di passare sempre più tempo con lui. Il sentimento sboccia nel suo cuore inaspettatamente, la passione travolge come un fiume in piena qualunque barriera e il bisogno di stare insieme coglie entrambi alla sprovvista. Ma solo un amore autentico può sanare le ferite più profonde…”Non dirmi addio” è un delicato romanzo in cui sentimenti, drammi e segreti si mescolano tra loro, ed esplodono in una storia intensa ed emozionante.

RECENSIONE

Nella tranquilla cittadina di Hopefield sorge Hopefield Inn, una locanda a conduzione famigliare davvero deliziosa. Calda e accogliente come una coperta di lana, la locanda è sempre stata fonte di guadagno e di relazioni per la famiglia di Lise, la protagonista di questo Youfeel Reloaded Emozionante. Ma è anche meta di ricordi preziosi e lontani che fanno venire il magone. Già perché L’Hopelfied Inn era il regno incontrastato della mamma, quella adorata genitrice che comprendeva ogni minimo accenno espressivo di marito e figlie, la sola con cui Lise riusciva ad aprirsi completamente, fino a quando un gelato al pistacchio non gliel’ha portata via (quando lo leggerete, capirete!)

La locanda pullula di gente. Non vedevo tanta affluenza da quando avevo sette anni e la mamma mi affidava alla supervisione di Klaus, il receptionist più dolce di tutta la Virginia. Stavo seduta a uno dei tavolini della hall e disegnavo immagini felici che ritraevano me, Gwenda e i nostri genitori mano nella mano sotto un sole sfavillante che sapeva di gioia. Ricordo ancora i polpastrelli e i palmi delle mani coperti dagli sgargianti colori dei pennarelli, e il sorriso sempre stampato sulle labbra. Ricordi. Ricordi lontani.

In questo clima alberghiero così ospitale e tranquillo, che per le descrizioni di Reika Kell – tra l’altro superbe – mi ricorda la locanda di Lorelai Gilmore,…

(“Hopefield è davvero così?» e si guarda intorno, con occhi stupiti.
«Che intendi?»
«Così… bizzarra.»
Credo alluda a Richie, un ragazzo di quasi trent’anni che viene sempre qui dai Blackwood con sua madre, una svitata dai capelli biondo platino. In questo momento Richie sta portando avanti una battaglia con lei per ottenere il consenso a ordinare una porzione di patate fritte, ma sua madre non sembra cedere, ma la svitata non si fa rabbonire da quei teneri occhioni da cucciolo di foca.
«Hopefield è anche questo. Durante le feste cittadine, poi, dà il meglio di sé.»
«Feste cittadine?»
«Parate, aste di beneficenza… Il sindaco organizza molti eventi particolari, specie in questo periodo dell’anno.”)

…succede l’impensabile. Lise conosce l’amore, quello vero, dopo la disastrosa e superficiale relazione con Colin. Dalla stanza 22 della locanda viene fuori Adam, colui che al tempo stesso saprà sanare e riaprire vecchie ferite. Perché Adam che è la passione travolgente e l’amore sincero, nasconde uno scheletro pericoloso, che può far molto male. Ma l’amore si sa è un balsamo portentoso, dal forte potere esorcizzante e curerà entrambi: Lise dalla sua tristezza infinita e dai fantasmi di un passato ancora presente; Adam da demoni ancora scottanti.

Tu cos’hai capito?»
«Lascia perdere.»
«Mi interessa.»
«Cosa ti interessa?”
“Sapere come hai vissuto questa notte insieme a me. Cosa hai provato.»
«Quindi, se ho capito bene, vuoi che ti dica cosa ha significato per me stanotte, ma non sei disposto a fare altrettanto?»
Gli sfugge una risata, che tenta di nascondere con scarsi risultati: «Chiamiamola… leggera forma di egoismo?».
«Chiamiamola… acuta forma di stronzaggine.

Al di là della storia d’amore complessa e delicata, di questo romanzo ho apprezzato molto il legame famigliare in sottofondo che si percepisce sofferto ma indissolubile. E ho anche adorato Jas, l’amica grillina di Lise, colei che con la sua ironia e il suo affetto sincero dispensa consigli, risate e la certezza di esserci sempre. Un personaggio, quello di Jas, davvero meraviglioso, tanto che l’idea di uno spin-off su di lei, non mi dispiacerebbe affatto. Le donne, con quel tipo di sarcasmo, sono le mie preferite.

Mi auguro di avervi incuriosito abbastanza, anche perché di più non posso dirvi, altrimenti vi spoilero tutta la trama, che mi è piaciuta tantissimo, per l’intreccio davvero mood emozionante, per la narrazione semplice ma allo stesso tempo ricercata, per lo spaccato psicologico dei personaggi, per la parte descrittiva assolutamente poetica come questa:

Chilometri e chilometri di arenile finissimo. Piedi nudi che sfiorano la sabbia fresca. E davanti a me lo sconfinato oceano. Sta albeggiando. Mi godo il tenue oro dell’orizzonte che inizia a baciare il blu intenso dell’acqua…In lontananza, il pontile è accarezzato dai primi raggi del sole. Piccoli diamanti luminescenti sono sparsi sulla superficie dell’acqua, piccole onde lambiscono la battigia in un delizioso gorgoglio.

Davvero complimenti vivissimi a Reika Kell. Non vedo l’ora di leggere un altro suo  romanzo.

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xoxo Marylla 

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