“Non è colpa mia se ti amo” è un office romance scritto a quattro mani da Erika Lenti e Sara Lia Giordano, disponibile su Amazon.

Che cosa succerebbe se avessi studiato tutta la vita, sacrificandola, per prepararti a un ruolo che ti spetta di diritto e il tuo rivale, un bellissimo rivale, volesse soffiarti il posto? Scopriamolo insieme ad Andrea e Rafael.

Non è colpa mia se ti amo

Titolo: Non è colpa mia se ti amo
Autore: Erika Lenti, Sara Lia Giordano
Genere: Office romance
Casa Editrice: Self publishing
Link per l’acquisto: Amazon

Trama

Andrea Rinaldi ha ventisei anni e, dopo avere concluso un master a Londra, torna a Milano per avere il posto che le spetta: direttrice dell’hotel più esclusivo della catena alberghiera di famiglia.
Suo padre, però, ha ben altri progetti per lei, e così si ritrova a dirigere il Central, un albergo a tre stelle in declino.
Delusa e arrabbiata, Andrea si concede la tentazione di abbandonare i panni di figlia modello. Quale modo migliore per farlo, se non quello di contattare un ragazzo conosciuto tramite un sito d’incontri online?

Sembra che la fortuna voglia sorriderle, perché Gabriele non solo è attraente, ma bacia anche benissimo.
Peccato che quel ragazzo non fosse Gabriele. Lui, a quell’appuntamento, non si è mai presentato!
Ma allora chi ha baciato?

Ad Andrea non resta che scegliere di mettere una pietra sopra alla sua disastrosa vita sentimentale e concentrarsi sul lavoro, almeno non deluderà suo padre.
È un piano perfetto, tranne che per un piccolo problema: Rafael Orlandi.
Non solo è l’insopportabile, egocentrico e affascinante vicedirettore d’albergo che vorrebbe il suo posto… ma è anche l’impostore che l’ha baciata al posto di Gabriele.
I presupposti per odiarsi ci sono tutti.
Riusciranno a collaborare o l’attrazione li travolgerà come un uragano?

Recensione

Non leggevo un office romance da… Anche se non potete vederlo, sto facendo un inventario mentale e… Ok, non ricordo di aver mai letto un office romance. Ho scoperto che mi piace.
Andrea Rinaldi e Rafael Orlandi sarebbero nemici naturali, se solo non provassero un’attrazione fatale l’uno per l’altra. Andrea, secondo Rafael, è la viziata figlia di papà che ha ottenuto tutto ciò che ha ancora prima di aprire bocca per poterlo chiedere, una che è arrivata, senza dover fare il lavoro sporco. Però è tanto bella. E Rafael per Andrea è uno sporco arrampicatore sociale che passa il suo tempo libero a rimorchiare ragazze al bar (non posso che concordare con lei). Però è tanto bello.

“Andrea è il nemico e non posso permettere al mio pisello di dettare legge solo perché entrambi la troviamo attraente”.

In realtà, Andrea ha promesso alla mamma di prendere il suo posto nella catena alberghiera di famiglia, prima che questa morisse. Ha una pessima opinione degli uomini, anche a causa del fratello (uno scimmione, che per fortuna vediamo poco) e ha immolato divertimento e rapporti con l’altro sesso per perseguire il suo scopo: onorare la promessa fatta senza concedersi distrazioni.
Rafael, per quanto sia dedito al lavoro quasi quanto lei, è il suo opposto. Proviene dal ceto medio, ha una scarsa considerazione delle donne e delle relazioni sentimentali per colpa di Erika, la ex, ed è leale solo a se stesso.

Che Andrea prenda il proprio posto al tavolo del Central, con chissà quali intenzioni (vendere, magari?), potrebbe mettere in pericolo il suo impiego di vicedirettore e quello della madre che lavora ai piani. E che cosa pensa di fare? Ostacolare la nuova direttrice, è ovvio. A proposito, davvero non ho capito perché le autrici nominassero “direttore” Andrea. Comunque, esiste il femminile di questo termine e io sono assolutamente intenzionata a usarlo.

“Lo detesto perché la sua presenza è intossicante, non c’è altro modo per dirlo, è come un prurito costante che urla di essere grattato”.

Per quanto Milano, la città dov’è ambientato il romanzo, sia ben caratterizzata e il Central, l’hotel che i due protagonisti sono chiamati a dirigere, sia preponderante com’è giusto che sia in un office romance, ci sono elementi di “Non è colpa mia se ti amo” che non mi hanno del tutto convinta. 

Per prima cosa, inizierei dai personaggi principali di “Non è colpa mia se ti amo”, Andrea e Rafael, che non posso certo dire di conoscere bene. Avrei qualche improperio come meschino, bugiardo, poco professionale, invadente e maschilista da rivolgergli, e sarebbe la prima volta che non mi innamoro anche io del protagonista maschile, ma sembra ci sia poco da fare. Non conosco che cosa li abbia fatti innamorare l’uno dell’altra, a parte l’attrazione fisica prepotente, e la loro relazione mi appare scarna e non mi restituisce alcun tipo di calore.

Lo stesso vale per i rapporti che Andrea intrattiene coi suoi relativi, il papà, il fratello, persino l’amica di una vita le appare come un’estranea. Alessia è sfacciata nei modi e nel linguaggio, si percepisce che le sta nascondendo qualcosa, e Andrea per tutto il tempo la giudica e la redarguisce. Non mi è sembrato un grande rapporto di amicizia. Avrei voluto sapere qualcosa di più pure sulla madre di Andrea, ma si sa solo che per tutta la vita ha inaugurato e diretto alberghi e che è morta prematuramente. In linea generale, ho pensato che i personaggi stessero un po’ ai margini e che fosse sempre e solo Rafael a muovere i fili come un burattinaio, tutte le volte secondo la sua convenienza, sia chiaro.

In “Non è colpa mia se ti amo” ritroviamo il cliché dove lei è casta e pessima alla guida e lui è uno sciupafemmine che non riesce nemmeno a ricordare il nome delle sue conquiste e ritiene che lei non sia in grado di fare determinate cose “da maschi”, come compilare un modulo di costatazione amichevole o, sembrerebbe, dirigere un hotel. Cosa da cui lui la distoglie di continuo, con scarsissimo rispetto. Per fortuna Andrea si accorge di quanto sessismo alberghi in Rafael, glielo fa notare, glielo dice e glielo ridice, si ribella finché può e questo fa acquisire alla lettura molti punti a favore.

C’è giusto qualche scena alla “Paperissima”, un po’ ridicola, tuttavia credo serva a dare un tocco di simpatia a questo romanzo che lascia l’amaro in bocca per colpa di un protagonista maschile tanto bello quanto miserabile, che solo all’ultimo, in calcio d’angolo, trova un minimo di riscatto. Giustissimo dire che “Non è colpa mia se ti amo” è un prodotto super curato, scritto in maniera attenta, impaginato meticolosamente, la copertina è molto graziosa e che lo avrei scelto sia per il titolo che per l’immagine. Un plauso alle autrici. Che poi ci siano delle componenti che ho apprezzato poco, quello è sicuramente da imputare al mio gusto personale che ahimè entra in gioco quando si tratta di recensire un libro.

In sostanza, mi è sembrato corretto spiegare perché non avrei dato cinque stelle a “Non è colpa mia se ti amo” e allo stesso tempo lo consiglio vivamente alle amanti del genere. E voi, lo avete letto? Fatemelo sapere nei commenti e smentitemi su Rafael. 

Alessia Garbo

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