Ciao trattine! Oggi la nostra Veronica ci parlerà del romanzo di Marty Sunrise, “E SE NON FOSSE UNO SBAGLIO?” Pubblicato in self publishing, lo trovate su Amazon. Sentiamo cosa ne pensa la nostra Veronica.

SINOSSI

Ci sono degli sbagli talmente belli, che sarebbe davvero un errore non commetterli. A venticinque anni, Rebecca si trova con un sogno nel cassetto e una vita tutta da decidere. Le piace vivere assaporando ogni singolo istante e seguire le proprie regole, a prescindere da quello che gli altri pensano di lei. È questo il motivo che l’ha spinta a trasferirsi a Madrid dopo la morte di suo padre, ma il matrimonio di sua sorella la riporterà in Italia. Tornare dove tutto è iniziato è un duro colpo per lei, si sente come se fosse di nuovo al punto di partenza, ma un incontro casuale e apparentemente innocuo con un uomo sconosciuto e perfetto, stravolgerà tutta la sua vita. Può una singola notte di sesso, far vacillare ogni sicurezza? Tutto può accadere, e quando la vita s’impegna, può portarti in situazioni che non avresti mai nemmeno immaginato. Ci saranno scelte da prendere, sacrifici da sopportare e verità da scoprire. Rebecca dovrà fare i conti con un arduo conflitto interiore e sarà costretta a venire a patti con la vera se stessa. L’amore sarà la sua forza. Si troverà sul bordo di un precipizio, e solo lei potrà decidere se è più rischioso buttarsi nell’ignoto o rimanere ferma in una realtà che non le appartiene.

RECENSIONE

Non credo che sia possibile dare una sola definizione dell’amore, è un sentimento troppo grande e complesso per descriverlo a parole. È condivisione, felicità e sacrificio, è donarsi completamente a qualcun altro, affidando la propria vita nelle sue mani. È il respiro che si mozza e il cuore che batte all’impazzata. È la voglia di creare una famiglia. L’amore è tante cose tutte insieme.

Marty Sunrise, al suo esordio, riassume in queste frasi la sua concezione dell’amore attraverso le parole della sua protagonista, Rebecca. Devo ammettere che prima di leggerle ho fatto davvero molta fatica ad apprezzare la storia, e vi spiego subito il perché.

Rebecca Rocca è una ragazza di 25 anni che, dopo qualche mese trascorso a Madrid per fuggire alle imposizioni della sua orribile famiglia, torna a Roma per partecipare al matrimonio di sua sorella Romina, sebbene non faccia i salti di gioia per questo. Ci viene presentata all’inizio come una ragazza caparbia, che vuole scegliere da sola il proprio destino, legata moltissimo alla memoria di suo padre e incompresa e bistrattata da sua madre e sua sorella. Ciononostante, è restia a farsi mettere i piedi in testa, e le pronte risposte alle loro continue illazioni, così come il suo modo di non lasciarsi scalfire più di tanto dalle loro battutine fastidiose e crudeli, me l’hanno fatta molto apprezzare.

Tutto questo però solo fino a quando non incontra l’uomo che la cattura sin dal primo istante col solo timbro della sua voce. Dopo aver conosciuto Andrea, Rebecca ci mostra un altro lato di sé, quello remissivo e sottomesso. Pur continuando a tenere testa alla sua famiglia, con Andrea si trasforma, assecondando tutte le sue richieste, per quanto illogiche e irrazionali. Ed è a questo punto che mi ero autoconvinta di odiare questa protagonista e la sua arrendevolezza nei confronti di un uomo a tratti insensibile, a tratti stronzo, a tratti possessivo, a tratti affettuoso.

Ma dopo aver letto la frase citata all’inizio della recensione, poco prima della metà del libro, mi sono ricreduta.

Perché effettivamente l’amore non è un sentimento che si possa incasellare in limiti definiti, in reazioni prestabilite nei confronti dell’altro. È troppo complesso, troppo ricco di sfumature, troppo vario a seconda delle persone coinvolte per dire cosa sia il vero amore e cosa invece non lo sia. Quindi chi sono io per giudicare l’abbandono totale con cui Rebecca si concede ad Andrea? Il suo essere malleabile come creta fra le sue mani?

Leggendo questo libro, molte di voi capiranno subito chi si celi in realtà dietro quest’uomo, tuttavia non voglio essere io a dirvelo. Pertanto, mi limiterò a parlarvi esclusivamente del suo atteggiamento nei confronti della protagonista. Andrea è volubile, in questo ricorda molti altri protagonisti famosi dei romance che amiamo, e forse è proprio questa loro volubilità a catturarci. Quando Andrea e Rebecca si incontrano nuovamente dopo una notte di sesso infuocata in cui non conoscevano le rispettive identità, lui mette in chiaro sin da subito che la desidera fino a rasentare la follia, ma non sarà mai il suo uomo. Ciononostante pretende che lei sia sua e solo sua per i pochi mesi che si prospettano da trascorrere insieme, assolutamente incurante del fatto che Rebecca non può chiedere a lui di fare lo stesso.

Adesso ti reputo mia, quello che mi appartiene non lo tocca nessuno, e soprattutto non posso accettare l’idea che tu possa pensare anche solo per un secondo a qualcuno che non sia io.

Rebecca oppone davvero una labile resistenza nei confronti delle sue pretese, cerca di opporvisi quando si dimostrano eccessive, tuttavia finisce sempre col capitolare. Credo che si sia innamorata di lui prima ancora di averne anche solo un briciolo di consapevolezza.

Ti odio” mugolai tra i sospiri, provocando una sua risata roca.
“Non mentire bambina” mi rispose in tono beffardo.
“Tu mi vuoi disperatamente e faresti di tutto pur di avermi. Ancora non lo sai, ma sei già mia”.

Il personaggio che ho davvero molto apprezzato, e di cui spero di leggere in maniera più approfondita in un prossimo libro, è Giorgio, il migliore amico di Andrea.

Giorgio è tenero e sfacciato allo stesso tempo, è affascinante e affettuoso, e si rivela essere un ottimo amico anche per Rebecca, offrendole la sua spalla e il suo aiuto in un momento in cui nessun altro si rivela disposto a farlo.

La madre e la sorella di Rebecca sono i tra i personaggi più fastidiosi, cattivi e manipolatori che io abbia mai incontrato. Ogni loro azione, ogni loro frase, sono attentamente calcolate per raggiungere il loro tornaconto o affermare la loro superiorità. E si sa, quando una persona si sente continuamente in dovere di dimostrare agli altri i risultati che ha ottenuto o la propria posizione, è perché fondamentalmente si sente molto insicura. Come ogni romance che si rispetti, sono fiera di spoilerarvi che le certezze di Romina e sua madre crolleranno come un castello di carte. So che non dovrei anticiparlo, ma si tratta di una forma di soddisfazione che non voglio negarmi, non quando si tratta di due personaggi così orridi.

Il libro è raccontato dal pov di Rebecca, salvo alcuni capitoli finali e parte dell’epilogo, che sono invece affidati, con mia grande gioia, al protagonista maschile. La scrittura è scorrevole e, sebbene si tratti di una storia che non spicca per originalità, mantiene alto il livello di attenzione, grazie ad alcune svolte interessanti. Le scene di sesso sono ben tratteggiate, erotiche al punto giusto e non eccessive nella frequenza con cui vengono raccontate.
Per trattarsi di un romanzo di esordio, voglio fare i miei complimenti all’autrice, non è facile indurmi a leggere volentieri un self fino alla fine. Continua così, hai tutte le carte in regola per migliorare e farti conoscere!

Veronica Palermo

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