Care trattine, con mio sommo piacere, oggi vi parlo in anteprima del nuovo romanzo di una delle autrici italiane che più amo, ovvero di Carmen Bruni e del suo “Non lasciarmi andare via”, da oggi 24 agosto su tutti gli store.

SINOSSI

È una sera come tante quando Federico entra in una stanza buia.
Con i vestiti sgualciti, già passati fra decine di mani bramose, si prepara a spogliarsi per l’ultima volta, prima di tornare a casa con il suo meritato guadagno.
Ma non sa che la sua apparente tranquillità sta per essere sconvolta per sempre.
La ragazza di cui deve accontentare i capricci non è una semplice sconosciuta. E non è lì per caso.
Lei è tormento, fuoco, dolore. Colei che ama e odia in egual misura. Lei che all’improvviso era svanita nel nulla.
Mantenere le distanze sarebbe la scelta più giusta, ma Veronica non ha intenzione di demordere, è ritornata a Roma per chiudere i conti con il passato una volta per tutte, quel passato che Federico ha distrutto quando l’ha lasciata con un misero e brutale sms.
Una passione che non si è mai spenta divamperà all’istante fra di loro. Sofferenza e desiderio prevaricheranno, spingendoli in una situazione d’insostenibile confusione, dove i segreti esploderanno come bombe.
Spinti lontani da un destino avverso e da troppi sbagli, si crederanno perduti per sempre.
Ma certe storie non finiscono mai, proprio come accade ai grandi amori.
E spesso lasciarsi andare è l’unico modo per potersi ritrovare.

RECENSIONE

“Certi amori non finiscono
Fanno dei giri immensi
E poi ritornano
Amori indivisibili,
Indissolubili,
Inseparabili” (cit)

Mi aveva già convinto citando Mina all’inizio, ma mi ha letteralmente conquistato alle prime righe del romanzo, quando Carmen Bruni ha scritto: “Mi sono sempre chiesta qual è l’esatto istante in cui l’infatuazione si trasforma in amore. Qual è il particolare che ci spinge oltre il confine?E perché, se è così semplice avanzare non lo è altrettanto indietreggiare?

Una domanda da un milione di dollari che ha fatto (e fa) gli stipendi minimi e le ville di Malibù degli psicoanalisti. Eppure, trovarlo scritto, come incipit di un romanzo fa sempre un certo effetto. Un effetto specchio, ad essere precisi, che ci pone di fronte alle nostre scelte e a tutti quei perché rimasti insoluti come complessi postulati matematici.

La forza narrativa di Carmen Bruni, sta proprio in questo: lei entra nelle anime dei suoi lettori, e lo fa con questi spunti di riflessione, costringendoci (nel senso positivo del termine) a fare i conti con noi stessi, scendendo a patti con la nostra coscienza. E se un romanzo ti pone le domande e ti da pure le risposte, allora credetemi è un ottimo libro. E se poi ti lascia senza fiato, come se aveste scalato una montagna ma ne è valsa la pena perché il panorama in cima non ha eguali, allora vi resterà sempre nel cuore.

 

Chi so dunque Federico e Veronica, e per quali ragioni mi sono entrati così sottopelle? I due protagonisti di questa meravigliosa storia d’amore, sono travolti da un insolito destino, che li porta a naufragare verso isole che mai avrebbero pensato di visitare. Restano, per molto tempo, spiaggiati, come delfini in agonia, su habitat che non li appartengono, che sviliscono tutta la loro naturalezza ed emotività. Due anime in pena, perse, abbattute, quasi vinte. Sorrette soltanto dal filo sottilissimo, invisibile, del pensiero reciproco che l’uno ha per l’altra.

E proprio anche quest’ultimo legame si sta per spezzare, un’anima pia, intelligente, estremamente ammirevole, induce entrambi al confronto delle parole mai dette, per far si che Federico e Veronica decidessero di ripartire da li, scegliendo di percorrere la strada insieme o di separarsi sulla linea della partenza.

 

Certo, dimenticare quello che erano stati, era come chiedere alla luna di non fare più da satellite al sole, ma i segreti che li avevano allontanati rischiavano di trascinarli in un buco nero. Troppe verità nascoste, tante urla, litigi, e una fiducia ridotta a brandelli, cuori spezzati e legami snaturati. Un pot-pourri di passione e sentimenti ed interessi che rischiano di finire nel tritacarne se non se ne dirimono le fila di ciò che rende felici da ciò che pare giusto; ma poi giusto per chi? Giusto per Federico e Veronica è solo ascoltare il loro cuore malandato e il sorriso ingenuo e schietto di chi per loro significa tutto. Riusciranno a dare spazio alla felicità o si faranno travolgere dal peso malcelato delle menzogne?

Non ve lo dico, è chiaro. Vi esorto a scoprirlo, leggendolo, ovviamente. E vi dico anche che ho amato questo romanzo fino a sentirne nello stomaco la mancanza. Una storia reale, umana, veritiera, così vicina a noi da compartecipare ai sentimenti provati da Federico e Veronica come se li conoscessimo davvero. Grazie questo all’escamotage letterario di condividere con il lettore tutte le loro elucubrazioni mentali. E grazie anche ad una scrittura incisiva, diretta, e analitica. Perfetta per narrare questa vicenda, come la precisione di un orologio svizzero.

 

Chapeau Camen Bruni!

xoxo Marylla

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2 Comments on “Recensione: Non lasciarmi andare via – Carmen Bruni.”

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