Care Trattine, oggi vi parlerò in anteprima di “Non fa più rumore”, un romanzo emozionante oltre ogni aspettativa che farà un gran baccano di consensi. I promise you.

SINOSSI

Ogni favola nasconde dei fantasmi.
Riuscirò a lasciare andare il passato?

A volte la vita è scandita da alcune scelte.
Io ho passato la mia a pagarne le spese per l’abbandono di mio padre. Se n’è andato che avevo solo sette anni, mandando tutto in frantumi e lasciando dietro di sé strascichi e tante domande senza risposta.
Mi sono ripromessa di non permettere più a nessun uomo di interferire con la mia vita.
Sono diventata la cattiva ragazza, non sono una principessa da salvare e tantomeno ho voglia e tempo da perdere in relazioni serie. Le mie regole sono semplici: una notte, nessuna replica, nessun coinvolgimento.
Fino a quando non ho incontrato Filippo e le ho infrante tutte.

Ognuno ha una storia da raccontare, questa è la mia.

RECENSIONE

Dal vangelo secondo Bea: “Non sono in cerca del principe azzurro, né ho tempo per stupidi giochetti come messaggini, fiori e cena…Il sesso è l’unica cosa che offro, i giochetti da è l’Uomo Giusto li lascio alle altre… Non seguo la Regola dei Tre Appuntamenti. Entro in un bar, adocchio qualcuno che non sembri uscito da Jersey Shore e, dopo qualche drink e qualche battuta indecente sussurrata all’orecchio, mi concedo una scopata. Alcune donne sanno gestire il sesso occasionale e io sono una di queste. Non mi interessano le farfalle nello stomaco, la casa con la staccionata bianca, né tantomeno le promesse che poi non vengono mantenute.

Questa è la Beatrice che conosciamo: scanzonata, cinica e super sexy. L’amica di Gioia Caputi, che nella duologia della storia Caputi-Kelly ci ha fatto tanto ridere con le sue battute mordaci e i suoi consigli spassionati. Una vera amica, che si fa in quattro per la felicità altrui ma che, come scopriremo in “Non fa più rumore”, ha fatto a pezzi la sua. L’altra faccia della medaglia di Bea è tutt’altro che ironica e spensierata. È salace, disperata, ferita. È una composizione microscopica di frammenti di vetro che stanno in piedi non si sa come. È una donna provata dal dolore profondo e dal senso dell’abbandono, ed è meno avvicinabile di quanto si possa pensare.

Chiusa a riccio in un mondo di ricordi e pensieri dolorosi, Beatrice si paventa dietro i suoi modi spavaldi e sfacciati, dando il meglio di se stessa in party, serate tra amiche, e nel letto di qualche sconosciuto. La sua irriverenza unita alle confidenze e alle chiacchiere del resto del quartetto, sono quel surplus di comicità che smorza i toni talvolta toccanti in cui sfocia il romanzo.

Bea ha molte sfaccettature, una variazione prismatica di qualità nascoste e virtù più evidenti, che ne fanno di lei un temperamento unico ed irripetibile, il cui peggiore difetto è l’essere sabotatore di se stessa.

Eppure…non c’è spina nel fianco che non possa essere rimossa, non esiste alfa senza omega, più senza meno, veleno senza antidoto. Bea senza Filippo. Filippo è la panacea, il rimedio perfetto ad ogni suo pezzo andato in frantumi, il medicamento per lenire le sue sofferenze, ma anche l’antistaminico alla sua cronica allergia alle romanticherie da polpettone rosa. È il balsamo per il suo sorriso spento, il mezzo di contrasto per le sue teorie bizzarre e la sua verve irruenta e testarda, l’iniezione adrenalica che rimette in pace Bea e il suo orgasmo.

Filippo è la sex bomb senza disinnesco pronta ad esplodere non appena si fende nell’aria il suo incedere sicuro e quel sorriso accecante. Filippo è la via lattea, di testosterone e dolcezza. Filippo è quell’Adone di bellezza e bontà, di “stronzaggine e di figaggine” che vorremmo avere al nostro fianco ogni giorno, anche solo per litigarci. Filippo è, diciamolo pure, il migliore attentato alle coronarie di una donna!

Eccitante. Seducente. Affascinante… Faccio scivolare lo sguardo sulle sue spalle larghe e possenti, sui bicipiti flessi, sulle linee dei muscoli scolpiti dell’addome. Mi mordo le labbra, con una irrefrenabile voglia di passare la lingua su quelle linee e sulla V che intravedo e che indica verso sud il jackpot, come la freccia luminosa che mi ritrovo sulla maglia… Ora, sotto la luce del neon, riesco a vederlo meglio. Ha i capelli castani corti fino alle orecchie, un po’ più lunghi sulla nuca dove immagino già scorrere le mie dita mentre la sua testa è sprofondata tra le mie gambe. Sento i suoi occhi penetrarmi intanto che continuo a studiare il suo volto squadrato, la mascella punteggiata da un leggero accenno di barba. La pelle sembra baciata dal sole, e gli zigomi pronunciati e quella bocca che vorrei mordere tra i miei denti fanno da cornice perfetta agli occhi più incredibili che abbia mai visto. Caldi, color whiskey, ombreggiati da lunghe ciglia nere. Sono così intrappolata nel suo sguardo da vacillare sullo sgabello.

Non se avete notato, ma la temperatura di lettura si sta alzando parecchio, raggiungendo valori da Saturday night fever! Filippo fa questo effetto, ahimè!

Vi sconvolgerà la sua persona, nella sua perfezione di essere imperfetto ma giusto per Bea. Le sarà accanto nonostante lo spirito ribelle e incaponito di Beatrice faranno di tutto per allontanarlo. Ci sarà nei suoi momenti più bui e in quelli che fanno un baffo alla cavalcata delle Valchirie. Le darà del filo da torcere, ma anche gioie e sicurezze. Le donerà, per la prima volta dopo tanto tempo, la speranza.

Ma la speranza, seppur supportata dall’amore incondizionato, in un mare di inquietudine e di disperazione basterà?

Elisa Gioia si è superata con questa storia, mostrando di essere un’autrice completa e soprattutto coraggiosa, per alcune tematiche trattate e per una scelta discutibile, ma molto, molto, dignitosa, profondamente dignitosa. Un’autrice che ha curato con minuzia e con scrupolo scientifico questo romanzo, dall’impaginazione alla cover, dai dialoghi alle introspezioni psicologiche, dai protagonisti ai personaggi secondari, dai sentimenti ai temi delicati. Un’autrice che, ancora una volta, si dimostra ironica e romantica, e soprattutto una buongustaia di tartarughe umane e perfetta conoscitrice di mappe maschili (sa di tutte le strade a V che conducono verso tesori nascosti!).

Il tutto condito da uno stile ed un intreccio narrativo che sono la sublime combinazione di una storia ben riuscita ed equilibrata in ogni suo punto.

Cosa vi consiglio per la lettura di questo romanzo? Create una playlist, inserendo le canzoni scelte da Elisa Gioia, che trovate in fondo al testo, cuffie nelle orecchie eee…tuffatevi nella storia di Bea che, come avrebbe detto Donna Summer è una “Bad girl, Sad girl, you’re such a dirty bad girl”!

xoxo Marylla

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