“Non ti ho chiamato amore ma ti ho pensato tale” è il libro esordio di Dario Matassa. Avrà soddisfatto tutte le aspettative? 

Conosco Dario Matassa come youtuber e mi è sempre piaciuto sentirlo parlare, raccontare, mostrarsi. È stato un grande personaggio sullo schermo di un computer e più volte mi sono chiesta quale sarebbe stata la sua strada una volta lasciato quel progetto. Ammetto di averlo sempre immaginato come uno speaker radiofonico, la sua voce è piacevole da ascoltare e l’ho sentita così tante volte da averla perfino immaginata durante la lettura di Non ti ho chiamato amore ma ti ho pensato tale. 

Quando ho scoperto del suo libro ero curiosa, anzi dire curiosa è davvero poco. E dato che avevo sempre amato sentire le sue storie raccontate tramite un canale ero quasi certa che avrei amato il suo romanzo. Non sono rimasta delusa, ma avevo delle aspettative diverse.

Titolo: Non ti ho chiamato amore ma ti ho pensato tale.
Autore: Dario Matassa
Genere: Narrativa.
Editore: Sperling & Kupfer
Link d’acquisto: Amazon.

Trama:

Le storie d’amore nascono quando ancora non possiamo definirle. Con l’impazienza di scoprire le carte e smettere di giocare all’indifferenza, con un invito tanto atteso per un caffè, con un desiderio annegato in un bicchiere di spumante, quando alla fine della festa tutti se ne sono andati. È un’intuizione che diventa evidenza, una scommessa ancora da vincere. Senza nemmeno accorgersene, ci si ritrova a diventare un noi: due intenti si uniscono, due vite si incastrano. Un incontro casuale svela l’inizio di qualcosa che al caso non lascia niente. Ma non tutte le storie d’amore sono destinate a durare. Arriva il giorno dei dissesti, degli urti, delle crisi. Piccole crepe come quelle che ti si formano dentro quando ti senti dire: «Dobbiamo parlare». Quando speri che quel messaggio inviato riceva finalmente una risposta, che le discussioni finiscano con la stessa trepidazione con cui attendi l’uscita dell’autostrada quando vai al mare. Quegli ultimi istanti rimangono incastrati in una dedica a pennarello sul finestrino di un autobus, nell’etichetta di una bottiglia bevuta per dirsi addio una volta per tutte. E quel presente che tanto abbiamo amato diventa un passato che difficilmente potrà fare ritorno. L’esordio in libreria di Dario Matassa è una raccolta di racconti sull’amore oggi, inconsapevole e sospeso, romantico e malinconico.

Recensione:

Quello che Dario Matassa ci propone in Non ti ho chiamato amore ma ti ho pensato tale non è una storia d’amore, ma l’insieme di tante storie. Tanti incontri. Tanti amori. Ogni capitolo ha un titolo ed ogni titolo racchiude una storia: personaggi nuovi, nuove emozioni, un nuovo passato e un nuovo futuro. Quello che mi aspettavo era la classica storia d’amore con un inizio e una fine, ma conoscendo Matassa ci si poteva aspettare qualcosa di nuovo, di diverso.  Sicuramente non è un progetto non ancora presente tra i vari libri, ma lui ci ha messo del suo e l’ha reso particolare. 

Ogni pagina trasuda proprio Matassa, il suo modo di esprimersi e parlare viene stampato nero su bianco e lui sembra essere lì presente accanto a te – a raccontarti di storie che forse lui in prima persona ha vissuto o conosciuto- nell’intimità di una sera autunnale. Il bello di queste storie è che sono tutte diverse una dalle altre, ma inevitabilmente ti affezioni a qualcuno di loro. Sembra strano, ma succede. Se ci pensate è strano affezionarsi a dei personaggi che conosci per una dozzina di pagine quando, spesso, impieghi diversi capitoli o forse metà libro per scegliere a quale protagonista legarti. Questa particolarità è sicuramente merito dell’autore che è riuscito con poche parole a coinvolgerti al punto da volerne di più. Peccato che il “di più” non c’è.

Non so che cosa avessi in mente, ma, quando mi ritrovai là, seduta da sola, quell’ansia di dover fare qualcosa che mi ero portata dietro, dentro, dal sogno, si trasformò in una particolare forma di trepidazione che non avevo mai provato in vita mia. Era piena in pieno vuoto. Stavo come quando aspetti che arrivi un determinato momento. 

Tra le tante storie raccontante in Non ti ho chiamato amore ma ti ho pensato tale, una tra tutte mi è piaciuta maggiormente. L’ho trovata molto dolce e piena di speranza. Quello che accomuna un po’ tutti i capitoli è il non sapere cosa succederà dopo: come finirà tra i personaggi, se ci sarà un continuo o se tutto è finito dopo quel punto.  Il non saperlo può lasciare spazio alla fantasia del lettore così da poter immaginare il continuo secondo il proprio piacere oppure potrebbe renderlo insoddisfatto.

Ammetto che durante la lettura ho avuto modo di provare entrambe le sensazioni. Per alcune sono rimasta qualche istante a immaginare come sarebbero potute andare le cose se l’autore avesse continuato la storia, altre volte non mi sono posta minimamente il quesito. Pur essendo tante storie nessuna di essere appare trascurata, sebbene spesso il finale possa risultare incompleto, come se mancasse qualcosa per definirlo davvero terminato. Lo stile di scrittura di Dario Matassa è molto intrigante e riflessivo. Mi è piaciuto molto il suo modo di raccontare, il modo di descrivere, ma ho apprezzato un po’ meno le ripetizioni. Volute o meno a lungo andare hanno reso la lettura leggermente ripetitiva.

 

Linda.

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