Prima che faccia buio è un viaggio dicotomico sulla bellessa della vita.

Titolo: Prima che faccia buio

Autore: Laura Pellegrini

Editore: Gilgamesh Edizioni

Cop. Rigida 15 euro

Data d’uscita: 5 dicembre 2016

img_3604SINOSSI

Cos’è la normalità se non un qualcosa di arbitrario e opinabile. Si determina un preciso stato mentale e fisico come qualcosa di comune e riscontrabile nelle vite altrui, identificandolo come normale; mi chiedo però se non sia invece ciò che scalda il cuore nel profondo a fare di un momento la quotidianità vera, l’essenza della vita. Sullo sfondo di una guerra, dove i sentimenti pare non possano avere spazio, nel deserto di una terra lontana, tra albe e tramonti, le vite di un uomo e una donna si incontrano. Due mondi opposti, due missioni differenti, ma un unico desiderio: viversi. Una storia d’amore e di vita, di passione e desideri, alla ricerca continua dell’equilibrio tra i sentimenti e i doveri e di quell’angolo perfetto di normalità, dove incontrarsi, amarsi, volersi. Gianluca e Manaar, un soldato e un medico volontario. Ordine e istinto. Guerra e pace.

RECENSIONE

La bellezza è negli occhi di chi guarda, ma anche nella penna di chi scrive, aggiungerei. E Laura Pellegrini ha la capacità di donare bellezza ad un luogo che è soprattutto territorio di distruzione e morte. Ha il potere di rinvigorire una terra arida fotografando attimi affimeri di felicità. Ha la sensibilità di raccontare di vite umane spaventate, disagiate, sventurate, come fosse un pianista che prima tocca e poi sfiora. Ha la magia di parlare di sentimenti veri, intensi, unici in un ambiente dove la lotta per la sopravvivenza la fa da padrone. Ha il dono di illuminare il buio. Ha la forza di ritagliare un angolo di paradiso in un avamposto di inferni.

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Sono seduta a terra. Le mani nella polvere, gli occhi sull’orizzonte. Il sole sta tramontando sulla distesa di sassi e terra che circonda il campo e il silenzio è quasi assordante. L’impalpabilità della sabbia con cui gioco distrattamente, mi ricorda quanto la vita possa essere effimera. Come un granello di questa terra che si appiccica alle dita, basta un soffio di vento per scacciarlo via.

Il presente è vissuto a pieno nella vicenda raccontata da Laura. Un presente che si trascina le zavorre del passato e non riesce a gettare l’ancora al futuro, alla prospettiva di un tempo più stabile e pacifico. Si vive alla giornata, scandita da fame, povertà, mine antiuomo, lotte interne e battaglie interiori fra ciò che è giusto e ciò che si vuole.

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Un continuum che si riversa anche sulle vite di Manaar e Gianluca – protagonisti del romanzo – come il ticchettio di un orologio. Due vite esposte al pericolo, così diverse eppure così vicine, come alfa e omega, principio e fine di tutto. Un amore, il loro, che sboccia prepotente, nonostante l’incertezza, il dolore, le differenze. Un sentimento che non rinuncia a trovare il suo posto nel mondo. Un volersi che diventa bisogno di viversi senza paure e senza vergogna alcuna, mettendo da parte apparenze e pregiudizi, lasciando il cielo aperto ad abitarli, prima che faccia buio.

“…la mia pazienza arriva al limite, come la sopportazione di averla sempre intorno senza poterla avere davvero. Il guardare ma non toccare non ha mai fatto per me. Così la prendo per la vita e la spingo indietro contro un container, bloccandola. «Smettila di darmi ordini. Smettila di girarmi attorno. Smettila di piacermi fino all’esasperazione» sibilo a pochi centimetri dalla sua bocca. I suoi occhi grandi nei miei. Le mie mani accanto al suo corpo, le mie braccia che la intrappolano. Se solo riuscissi una buona volta a starle lontano… «Io non mi sono tirata indietro questa mattina…» bisbiglia. «Tu non fai altro che distrarmi Manaar!» «Allora smettila di volermi.» «Non posso.» «Nemmeno io.» Due parole, solo due parole e tutte le mie difese sono crollate in un batter d’occhio.”

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Un romanzo, che rientra sicuramente fra le mie letture indimenticabili del 2016. Una storia che mi ha colpito molto, sia per l’intreccio intenso e schietto che per la narrazione poetica e diretta. Laura Pellegrini è stata formidabile, sia nella scelta e nelle interazioni dei personaggi, sia nelle introspezioni dei protagonisti, nell’enumerare desideri, bisogni, affetti e debolezze. Ed è stata soprattutto oggetto del mio plauso quanto alla stesura della storia, connotandola di tutti i particolari, quasi come fosse la scena di un film, e regalando ai suoi lettori momenti di poesia pura. Il quid in più, l’ha fatto la sua capacità di sintesi, non perdendosi in inutili digressioni e descrizioni.

I miei complimenti a Laura Pellegrini, per averci regalato questa storia meravigliosa.

xoxo Marylla

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