“Sangue nero” è un romanzo auto conclusivo dell’autrice Dyvina Sollena, pubblicato in self su Amazon.

Possono un cuore che non batte e un’anima dannata conoscere il vero amore? Possono due nemici naturali innamorarsi l’uno dell’altra? Lo scopriremo attraverso Sebastian e Rebecca, i protagonisti di Sangue nero. 

sangue nero

Titolo: Sangue nero
Autrice: Dyvina Sollena
Genere: Paranormal Romance
Casa Editrice: Self publishing
Link per l’acquisto:  Amazon

Trama:

A volte ci si arrabbia quando si ha qualcosa da nascondere. E quando si ha qualcosa da nascondere significa che esistono dei segreti.”

Rebecca Janette Cross, Reb per gli amici, è una giornalista ambiziosa decisa a scovare quella notizia che le consentirà di scrivere un articolo sensazionale, con il quale arrivare al successo nel suo campo, permettendole così di allontanarsi da Hazycreek che l’ha vista nascere.
Quando una notte si intrufolerà nella villa dei temuti Winterbourne, incontrerà l’oscuro e affascinante Sebastian, unico figlio maschio ed erede della potente famiglia. Il giovane uomo con la sua seducente bellezza e maestria nel non rispondere alle domande di Reb, riuscirà a spezzare tutte le certezze della ragazza su quello che credeva di conoscere dei suoi concittadini facendole iniziare un’estenuante battaglia con se stessa.

In bilico fra l’accecante, quanto inspiegabile, passione per Sebastian e la certezza che qualcosa di oscuratamene maligno si sta muovendo fra le persone di Hazycreek, Reb cercherà una risposta a tutte le sue domande che invece di trovare risoluzione, aumenteranno sempre più.
Una lotta tra corpo e mente, tra cuore e ragione, tra giusto e sbagliato che metterà alla prova le sue convinzioni e la sua tenacia nel risolvere il mistero della sua città. E quando scoprirà la verità nascosta dietro a quei segreti, la vita di Rebecca non sarà più la stessa.


Recensione:

Il paranormal romance è uno dei generi cari al mio cuore. È proprio per mezzo dell’urban fantasy/paranormal romance (che nella mia testa associo, magari erroneamente) che ho riscoperto il gusto della lettura dopo una lunghissima e sofferta pausa. Ecco perché vi sono tanto affezionata ed ecco perché non sarà facile parlarvi di “Sangue nero”.

“Gli anziani tramandavano spaventose leggende,
si riferivano a loro come esseri animali dalla natura
demoniaca che per sopravvivere bevevano sangue.
Li chiamavano… Gli Assetati”.

Io inizierei col dire che sinossi, titolo e copertina anticipano chiaramente ciò che andremo a leggere. La cover la adoro, la trovo veramente stupenda, il titolo invece presenta un’assonanza con “Cuore nero” di Amabile Giusti, ma non credo ci sia niente di allarmante, giacché è normale che dopo trilioni di uscite qualche somiglianza ci sia. 

In “Sangue nero” ritroviamo i vampiri, le creature che ogni fangirl del genere adora, e finalmente leggiamo di una protagonista che non riesce ad abbracciare senza alcuna remora la loro natura, bensì vediamo che Rebecca si farà parecchi, e umanamente comprensibili, scrupoli e domande.

Non manca il protagonista misterioso, pericoloso e affascinante come il demonio. Anche se, per essere un demone vampiro, Sebastian è piuttosto tranquillo e rassicurante. Non mi sento però di perdonargli il sinonimo di giornalista che ha usato: lo definisce un “mestiere”. Quella del giornalista è una professione, tesoro, e questa è una perla che ti regalo per l’eternità. L’idea di base per “Sangue nero” di Dyvina Sollena non è malaccio, per quanto si notino i numerosi omaggi a The Vampire Diaries e Mystic Falls (persino il nome della cittadina fittizia, Hazycreek, me li ha ricordati), tuttavia avrebbe potuto essere sviluppata meglio e distaccarsi dal cuginetto scritto da Lisa Jane Smith. 

Il colpo di scena è previsto, ma l’ho più o meno individuato al 20%, e mancano a parer mio scene di vera suspense.

Ho rinvenuto alcuni errori di forma (“Quello che avete scoperto mi fa solo che aumentare il sospetto su di loro” o ancora “Le narici del naso” e le virgole tra soggetto e predicato: “Ma io, volevo sapere la verità”) e qualche incongruenza, o almeno, quella che a me è sembrata tale. La scrittura dell’autrice è ripetitiva: non conto più le volte in cui ho letto che Josh, il migliore amico di Rebecca, è come un fratello per lei e sono innumerevoli le occasioni in cui i fatti da lei scoperti vengono di nuovo riportati all’interno di un dialogo, cosa che rallenta il ritmo della lettura.

Consiglio comunque “Sangue nero” di Dyvina Sollena ai neofiti del paranormal come buona introduzione al genere. 

 


Alessia Garbo
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