Buona domenica ragazze, Oggi vi parlo della storia di Ethan Should e Mira Cook di R. T. Wade dal titolo Solo per te.

Sinossi

Ethan è un importante scapolo di Boston, ha un forte intuito per gli affari ed è il capo di una grande azienda che porta il marchio Should. È un uomo buono, ma è solo. È cresciuto senza l’amore di un padre e quello di una madre. Gli insegnamenti che ha ricevuto non lo rivelano per ciò che è veramente: un animo gentile, pronto a ricevere e a dare amore.

Mira è una donna che vive una vita tranquilla e i soldi per lei non sono mai stati molti. Un giorno, mentre lavorava a un evento Should, i suoi occhi incrociano quelli di Ethan. Tra i due scatta subito il colpo di fulmine che li porterà a far scoppiare la passione. Sono magnetici e non riescono a respingersi ma non sarà sempre tutto facile: il loro rapporto verrà ostacolato da altre persone.
Ethan sceglierà il suo essere o i sentimenti che prova per Mira?

Recensione

Ethan è a capo di un importante azienda di Boston, è un uomo di successo e molto ricco, una sera durante un evento in casa sua conosce Mira, una nuova dipendente, e subito tra i due scatta la scintilla,

È incredibile ciò che quest’uomo è capace di farmi provare. Il desiderio e la forte attrazione che provo per lui ardono nel mio corpo come il fuoco. Un fuoco caldo, forte, luminoso che non si spegne mai. Viene alimentato sempre di più e cresce.

Ma gli ostacoli tra i due saranno molti, primo tra tutti l’assurda convinzione di Ethan, per lui ogni suo dipendente altro non è che un servo, e un uomo della sua classe sociale non può mischiarsi con la servitù

Lei è inferiore e deve rimanere tale. L’errore è stato mio che me la sono portata a letto: immagine che non riesco a togliere dalla mente.

Oh Dio, lei sì che è perfetta per me. Peccato sia solo una serva e non posso farmi vedere con lei, altrimenti rischierei di grosso per la mia immagine.

Ma questo non riuscirà a tenere separati i due, Mira scoprirà che Ethan in realtà se essere molto dolce e amorevole, e che le sue convinzioni sono solo frutto di un infanzia difficile,

vorrei tanto essere io il suo principe azzurro. Ma più che un principe sarei un cavaliere, il suo.
Mi alzo e mi avvicino a lei, le scosto un capello dal viso e noto le sue iridi azzurre posate sul mio sguardo. Mi perdo nella sua bellezza e le accarezzo dolcemente una guancia. «Posso essere il cavaliere» mi lascio sfuggire.

Ethan grazie a Mira riscoprirà il piacere di essere amato e di amare, ma non tutto sarà semplice, la loro felicità verrà messa a dura prova da persone inaspettate e tante verità verranno allo scoperto portando Ethan a dover fare i conti con le sue paure più grandi.

«Sei un problema per il mio cuore Mira!» le confesso, mentre noto il suo sguardo addolcirsi, «Non posso permetterti di entrarci, non posso darti ciò che speri

Devo ammettere che ho davvero delle difficoltà a recensire questo libro, odio doverlo fare quando una storia non mi ha convinta, e questa storia non lo ha fatto, quando ho visto la copertina e ho letto la trama ero entusiasta di leggere questa storia, le mie aspettative erano molto alte e sono rimasta molto perplessa leggendo.

Si parla del classico uomo ricco e sexy che non deve chiedere mai e della dolce fanciulla che con la sua semplicità conquisterà il cuore del cinico milionario di turno. Non fraintendetemi, amo questo genere di storie, e non mi stanco mai di leggerle, in tutte le sfumature possibili; ma qui l’autrice ha corso un bel rischio. Innanzitutto è tutto molto veloce. Nei primi capitoli, in genere, si raccontano i personaggi, si spiegano i loro caratteri, permettendo così al lettore di entrare in sintonia con loro. Qui invece dopo poche pagine i due si ritrovano a letto assieme, nulla di male se non fosse che la scena è un po’ buttata li senza alcuna empatia. Se leggo un erotico voglio leggere scene di sesso diverse, non necessariamente descrittive, ma almeno coinvolgenti, e non sono stata coinvolta in nessuna di esse, non mi sono innamorata di Ethan, non l’ho trovato attraente o irresistibile, neanche dolce o passionale.

Se il tutto fosse stato accompagnato da un minimo di introspezione dei personaggi credo sarebbe stato meglio, scrivere di personaggi come Ethan, uomo importante ma dispotico snob e molto più che arrogante (ma che poi fa lo zerbino, almeno se sei un duro fallo fino in fondo) insomma uno stronxo con la S maiuscola, e Mira classica donna sottomessa che alza la cresta per due minuti e poi torna a fare lo zerbino della situazione, senza caratterizzarli bene rende solo i personaggi indigesti specialmente se uno dei due sembra uscito da un libro ambientato nel paleolitico.

E qui arriviamo al secondo punto dolente, parliamo di un romanzo ambientato presumibilmente ai giorni nostri, dove il politicamente corretto viene insegnato non solo dai genitori ma anche da insegnanti, libri e nel peggiore dei casi televisione o internet, quindi il fatto che Ethan definisca servi i suoi dipendenti e trovi sia scandaloso finire sui giornali perché mangia in un chiosco da strada è del tutto inverosimile. Va bene che è un opera di fantasia ma qui esageriamo, mi toglie del tutto la possibilità di apprezzare la storia.

Il tema padrone/servo, sarebbe stato più azzeccato se ambientato in un epoca dove era più verosimile e accettabile un certo tipo di pensiero, compreso il vedere negativamente l’avere un figlio nato fuori dal matrimonio. La scelta delle motivazioni che spingono i personaggi sarebbero state più credibili se ambientate in un periodo differente, anche solo tornare negli anni 60 l’avrebbe reso più plausibile, o magari parlare di famiglie nobili negli anni 60, ancora meglio.

E fino ad ora ho parlato solo della storia e dei personaggi, leggendo ho avuto più volte l’impressione che l’autrice si sia sforzata di usare un linguaggio forbito che non le appartiene, che sia uscita cioè dal suo modo abituale di parlare e questo ha reso la lettura poco scorrevole, e molto acerba. A volte per esprimere un concetto bastano parole semplici, non serve usare termini a caso nella speranza che la frase prenda vita, il termine escilo, non esiste, già quando lo si scrive al pc ti da errore e vorrei poter dire che questo è l’unico esempio ma mentirei.

Ed è un gran peccato perché ritengo che ci sia del potenziale, la storia c’è, se si fosse affidata ad un editing, o anche solo a qualche lettrice volenterosa che poteva aiutarla come beta avrebbe veramente meritato. Posso solo immaginare quanto lavoro e fatica che ci sono dietro la stesura di un romanzo, e non voglio sminuirli, ma credo che anche i migliori scrittori si affidino a qualcuno per eliminare refusi, correggere errori e migliorare il proprio lavoro.

Mi auguro vivamente che l’autrice non veda solo critiche in questa recensione ma solo il parere di una lettrice che si aspetta sempre molto da autrici Italiane che hanno voglia e coraggio di mettersi in gioco, e che continui a scrivere per migliorarsi e raccontarci nuove storia.

Paty Pat

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