Penelope Bloom nei ringraziamenti ha messo le mani avanti riguardo a “Sono una brava ragazza”, e dopo averlo letto ho capito il perché. 

In libreria con Newton Compton Editori, “Sono una brava ragazza” attira l’attenzione dei lettori per la copertina singolare – ma simpatica – e per la trama che promette un office romance divertente. Risate, leggerezza, originalità è quello che c’è stato promesso dall’editor al momento della presentazione, qualche mese fa a Torino. 

Sono una brava ragazzaTitolo: Sono una brava ragazza
Autore: Penelope Bloom 
Genere: Contemporary Romance
Editore: Newton Compton 
Link d’acquisto: Amazon

Trama: 

Oggi sono più vicina di quanto lo sia mai stata al mio obiettivo: diventare una giornalista d’inchiesta. Basta con i soliti trafiletti sul meteo o sull’importanza di lavarsi le mani, questa è la mia grande occasione per dimostrare che non sono più la ragazza imbranata e pasticciona di sempre. Ho ottenuto il mio primo, vero incarico per un super articolo sulla corruzione nelle grandi aziende. Per farlo, devo infiltrarmi come una moderna James Bond alla Galleon Enterprises.

Per ottenere il posto da stagista c’è da superare il colloquio con un certo Bruce Chamberson, così potrò indagare su un presunto giro di corruzione. Mi sento davvero concentrata, non mi posso permettere di fare errori. Ma perché mi tremano le gambe adesso che l’uomo più bello che abbia mai visto è entrato nella sala d’attesa e mi sta guardando in cagnesco mentre faccio colazione? Ogni capo ha le sue regole e apparentemente Bruce non sopporta che qualcuno tocchi la sua frutta. Soprattutto la banana che gli viene lasciata fuori dall’ufficio ogni mattina, quella di cui non può fare a meno, e che io avevo scambiato per un gentile omaggio…

Recensione: 

All’inizio dell’articolo si parlava di promesse, e sono certa che vi starete chiedendo se, a mio avviso, siano state mantenute oppure no. Sarò breve: la risposta è no! “Sono una brava ragazza” non è divertente, non ho riso mezza volta se non d’amarezza, non è un office romance, non è originale, sinceramente non saprei dire che cosa sia. Anzi, lo so eccome ma preferisco evitare… 

Penelope Bloom nei ringraziamenti ha messo le mani avanti dicendo che sperava avremmo apprezzato comunque questo suo nuovo libro un po’ differente dagli altri, mi sono chiesta se con differente intendesse un flop assoluto. “Sono una brava ragazza” non ha né capo né coda, non c’è crescita dei protagonisti e non c’è caratterizzazione. Non ci sono differenze tra i due POV, non c’è evoluzione, non c’è un messaggio, una morale, niente. 

I dialoghi sono sterili, sconclusionati. Le faccende inverosimili si risolvono con un paio di battute – altrettanto inverosimili – al massimo due pagine dopo. Le scene di passione, poi, non le catalogo neanche negli erotici – anche quello è un genere che richiede determinate capacità e caratteristiche – ma piuttosto in un porno di bassissima lega. Il linguaggio volgare non ha nessuna giustificazione plausibile… La storia che comincia tra i due non si sa bene come, quando, perché?! non ha un fondamento che abbia senso. Puff! d’un tratto si svegliano e sono  innamorati! Il colpo di scena, così come il contorno, fa acqua da tutte le parti e si stenta a credere che questo libro non sia stato scritto da una quindicenne al suo primo romanzo; di quelli che restano in un cassetto in cameretta, e fanno bene a restarci. Che nessuno osi tirarli fuori da lì!

Francamente, non è mia abitudine stroncare un libro ma qui l’unica cosa che si salva è la traduzione in italiano corretto. Non ho incontrato errori, né refusi. Ho tentanto di trovare qualcosa di positivo nella trama di questo libro di Penelope Bloom, un po’ di quello che c’era stato promesso con un’enfasi e un entusiasmo devo dire molto convincente, ed è per questo che sono arrivata fino alla fine; ma purtroppo non c’è.

Non ho trovato quei protagonisti forti, particolari, originali, divertenti, appassionanti di cui mi hanno parlato. Natasha è effettivamente sbadata – e da ragazza con poca esperienza diventa un’attrice a luci rosse, così, dal niente. Senza motivo. (C’è un paragrafo che mi ha dato il voltastomaco, giuro!). Bruce è in assoluto fissato con la banana che mangia tutti i giorni alla stessa ora, si dice diffidente e scottato da una precedente storia – anche questa campata un po’ in aria, come tutto il resto – però, d’improvviso, non riesce a tenersi i pantaloni addosso e sembra la copia di Christian Grey, solo un po’ più stupido; che già è tutto un dire.

Il fratello di lei, poi, che comparsa inutile! Le sue battute mi hanno inebetita completamente, tanto erano prive di contenuti. Tutto ruota intorno a un doppio senso sulla suddetta banana che, a un certo punto, non diverte più nessuno; fondamenta deboli, che diventano ridicole e franano molto in fretta, su cui costruire un romanzo. 

Da qualche giorno mi domando di chi siano queste dichiarazioni a proposito di “Sono una brava ragazza”: 

«Il mix perfetto di risate e passione!»
«Penso di non aver mai riso tanto in tutta la mia vita. Questo libro è un concentrato di buonumore.»
«Una di quelle rarissime storie che sanno emozionarti e farti ridere allo stesso tempo.»

Sono frasi riportate sul retro di copertina, tuttavia a parte le cinque stelline non c’è uno straccio di nome e, credetemi, vorrei proprio sapere chi siano queste persone anche solo per farci due chiacchiere. Capire cos’è che non ho colto, dove avrei dovuto coglierlo, perché ho come la sensazione che non abbiamo letto lo stesso libro; oppure si divertono con poco, e si emozionano per cose che a me fanno alzare gli occhi al cielo. Che mi fanno venire voglia di lanciare il libro fuori dalla finestra. 

“Sono una brava ragazza” per me è bocciato in toto, eccetto per la traduzione.

Mi domando anche secondo quale criterio l’editore abbia scelto di acquistarne i diritti: per il titolo provocante, forse? L’originale era “His Banana”.  Chi ha scritto la sinossi nell’aletta interna e su amazon? Quel “ogni capo ha le sue regole e apparentemente Bruce non sopporta che qualcuno tocchi la sua frutta”, fa riferimento a qualcosa che non esiste. Bruce non vuole che nessuno tocchi la sua banana, che non è neanche una mania vera perché non coinvolge molti altri frangenti e si risolve con incredibile facilità, ma solo un banale espediente per doppi sensi infantili. 

Come mai sono così tanto arrabbiata? Perché per tutto il tempo della lettura mi sono sentita presa in giro da chi mi aveva presentato questo libro di Penelope Bloom infarcendolo di tutto ciò che non è, che non c’è, che non fa parte della trama. Mi chiedo, in ultimo, se la persona che ce ne ha parlato durante l’incontro con i blogger lo avesse letto! E anzi, mi domando anche come mai la casa editrice abbia voluto mettere in luce questo libro – davvero scadente a mio avviso – anziché un altro titolo più meritevole che avrebbe portato di certo maggiore prestigio all’editore. 

In ogni caso, se vi incuriosisce, o se volete anche solo capire da che parte stare, vi consiglio di leggerlo. 

 

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3 Comments on “Recensione: “Sono una brava ragazza” di Penelope Bloom”

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