In “The boy next door” Vi Keeland ci pone di fronte alla differenza d’età in amore. Nel 2020 ogni pregiudizio sull’argomento dovrebbe essere superato, ma a volte siamo noi stessi a porci dei limiti anche laddove non ha senso farlo: i sentimenti, per esempio.

Vi Keeland torna in libreria, questa volta come unica autrice della storia, con una edizione italiana curata da Sperling & Kupfer. Il tema principe di “The boy next door”, o quello che dovrebbe essere tale, è la differenza d’età in amore quando a essere più grande nella coppia è la donna. Un argomento corposo che poteva essere sviluppato in modo più costruttivo di quanto sia stato fatto in realtà dalla scrittrice che ha mancato l’opportunità di offrerie una visione più profonda al lettore, conducendolo verso importanti spunti di riflessione.

The boy next door

Titolo: The boy next door. 
Autore: Vi Keeland. 
Genere: Romance. 
Editore: Sperling & Kupfer.
Link d’acquisto: Amazon

Trama:

LA DIFFERENZA D’ETÀ È SOLO UN NUMERO. SOMMA L’ATTRAZIONE, MOLTIPLICA LA PASSIONE E GLI ANNI SONO L’ULTIMA COSA CHE CONTA.

«La verità è che è impossibile provare il sentimento giusto al momento sbagliato, perché non c’è mai un momento sbagliato per la persona giusta.»

Dopo aver trascorso quasi vent’anni dedicandosi al marito e al figlio, la trentasettenne Valentina si ritrova divorziata e spaventata all’idea di rimettersi in gioco in amore.
Così, per scuoterla dal suo torpore sentimentale, la sua migliore amica decide di iscriverla a un’app di dating. Ed è lì che Valentina conosce un ragazzo più giovane, con il quale scatta un’intesa inaspettata. Quando decide di incontrarlo di persona, rimane però senza parole: si tratta di Ford, il venticinquenne che possiede una casa delle vacanze accanto alla sua, a Montauk. A quel punto, terrorizzata dagli anni che li separano, la donna scappa subito a gambe levate.

Tuttavia, Ford non si arrende. Dopo un corteggiamento serrato, riesce a convincerla a lanciarsi in un flirt estivo bollente. Ma, con la fine dell’estate imminente, Valentina e Ford si troveranno di fronte alla scelta più difficile: continuare a stare insieme o permettere alla differenza d’età di essere d’ostacolo al loro futuro insieme?
Con questa nuova storia d’amore insolita e passionale ambientata sulle spiagge americane, Vi Keeland si conferma ancora una volta la regina del romance, capace di far sognare le lettrici di tutto il mondo.

Recensione:

Ogni libro, specie quando ci si affida all’istinto come faccio io, rappresenta una avventura che può portare a piacevoli risvolti o meno. Non era la prima volta che mi accigenvo a leggere qualcosa scritto da Vi Keeland, “The boy next door” è la mia terza esperienza che purtroppo fa pendere l’ago della bilancia verso il “non è nelle mie corde”; non voglio dire che non sia brava, che il suo stile possa non coinvolgere i lettori in generale, se da anni riscuote un grande successo sicuramente ha del talento. Ma come per ogni cosa, anche ne confronti dei romanzi ognuno di noi si crea delle aspettative.

Se mi viene proposto un argomento delicato tutt’oggi come quello della diversità d’età nella coppia, specie quando questa colpisce la sensibilità della donna più matura rispetto all’uomo, mi aspetto che risaltino aspetti psicologici di un certo spessore. E non che il vero pilastro portante della storia, o quello che dovrebbe essere tale perché così ci viene presentato dalla trama, finisca con il fare da contorno a favore di uno più sempliciotto: la chimica. Il sesso raccontato con una terminologia poco poetica, che manca di quel pizzico di romanticismo che per definizione appartiene al genere nel quale è stato collocato “The boy next door”. Per come è stata sviluppata la trama, considerati gli aspetti a cui l’autrice ha dato maggiormente importanza e che costituscono il romanzo al 90%,  è più adatto al genere erotico che al romanzo rosa; in quel caso non avrei avuto nulla da ridire, perché la narrazione avrebbe rispecchiato il genere.

Lo spessore dei personaggi a cui Vi Keeland ha dato vita in “The boy next door” è appena accenato.

Val, protagonista femminile, ha un bagaglio personale e psicologico davvero interessante: una maternità in età adolescenziale, l’esigenza di maturare in fretta, un rapporto di coppia che la noia e il tradimento hanno deteriorato, un’autostima gravemente compromessa a causa dell’ex marito. Il senso di inedeguatezza di fronte a un ragazzo più giovane di dodici anni, che prova nei suoi riguardi una forte attrazione fisica e che lei contraccambia. 

Allo stesso tempo, malgrado venga presentato al lettore e la stessa Val pensi che sia poco maturo, Ford porta sulle spalle il peso di una grave perdita – quella dei genitori – e della necessità di essere più responsabile rispetto ai ragazzi della sua età. Ha una sorella adolescente a carico, dirige l’azienda di famiglia, compie scelte importanti anche di natura economica. Eppure, raramente durante la lettura di “The boy next door” scendiamo nell’abisso della psicologia dei due personaggi che appare così solamente abozzata: con un grande potenziale, tuttavia non sufficientemente sfruttato. 

Vi Keeland, l’autrice, ha preferito percorrere una strada più semplice riassumendo allo stremo le tematiche più profonde della storia.

Ed ecco che timori e traumi dovuti al trascorso dei protagonisti spariscono con un colpo di spugna, lasciando più ampio spazio a dialoghi surreali per quanto superficiali. Non c’è elaborazione ma una capacità di sintesi fin troppo spiccata laddove avrebbe avuto più senso scavare regalando emozioni e punti di riflessione al lettore, che invece si ritrova spettatore di un tira e molla iniziale poco convincente. Infatti sfocia ben presto in una seduta di sesso lunga ben oltre metà libro. Diciamo anche che a parte il sesso succede poco altro, e comunque le scene che non prevedono assenza di vestiti e linguaggio non dico formale quantomeno non vietato ai minori si verificano e si risolvono in poche battute. La risoluzione dei problemi è talmente veloce che dubiti siano esistiti.

In apertura ho scritto che si tratta del terzo libro scritto da Vi Keeland che mi è capitato di leggere. Il primo è stato “Sex not love” per il quale ho nutro ancora un forte entusiasmo, talmente mi era piaciuto ed era riuscito a coinvolgermi, (per leggere la mia recensione clicca QUI). Il secondo invece è stato “I Want You” scritto a quattro mani con la collega Penelope Ward, purtroppo una lettura che non mi ha lasciato un ricordo positivo e speravo che fosse solo un errore di percorso. Ho scelto di leggere “The boy next door” convinta che Vi Keeland rendesse meglio da sola, purtroppo ne è scaturito il dubbio che quel primo libro non fosse una mosca bianca.

Un plauso va alla casa editrice Sperling & Kupfer per editing e traduzione impeccabili, due elementi che rendono ogni lettura più piacevole. Al di là del trasporto che la storia raccontata scaturisce. Anche questa volta, vi rinnovo l’invito ad acquistare i libri la cui trama vi incuriosisce a prescindere dalla mia opinione o quella di chiunque altro: un lettore deve sempre concedersi la possibilità di farsi una propria opinione.

 

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