“Tutti siamo in cerca di qualcosa: un amore, noi stessi o la verità”, si presenta così “Ti aspetto da sempre”.

Titolo: Ti aspetto da sempre
Autore: Ava Dell’Aira
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione:  6 marzo 2018
Link d’acquisto: Amazon.

Trama: 

Tutti siamo in cerca di qualcosa. Un amore, un nuovo inizio, un futuro. Angie, per esempio, è in cerca di risposte. Ha diciassette anni, ama la storia e le scienze (biologia, in particolare), la corsa, il formaggio alla piastra con i bordi bruciacchiati, il calcio, il caffè schiumato con il latte di soia, i dischi in vinile, la musica hip-hop sparata a palla nelle cuffie; ma tutto questo non le basta per dire chi è veramente. Vive sola con la madre nel New Mexico. Il padre non l’ha mai incontrato, ma sa di assomigliargli molto. E l’unica cosa che la madre riesce a raccontarle, senza affogare tra le lacrime, è che è morto prima che lei nascesse. Un giorno, però, in fondo a un cassetto nella camera di sua madre, Angie trova una fotografia che le fa pensare che finora tutta la sua vita possa essere stata una bugia.

Così decide di partire alla volta di Los Angeles, con la speranza che cercare la verità sulle sue origini e sul padre possa aiutarla a capire meglio se stessa. Cosa ci sarà in fondo alla strada, Angie ancora non lo sa. Ma è determinata a scoprirlo.

Recensione:

E’ proprio vero che siamo tutti alla ricerca di qualcosa, anche quando non sappiamo cosa stiamo cercando. Angie, invece, sa benissimo quello che sta cercando ed è ostinata a trovarlo. E’ pronta ad affrontare qualsiasi cosa. E’ pronta ad affrontare qualsiasi difficoltà per avere una risposta.

Ti aspetto da sempre è diviso in due POV. Abbiamo una giovane Marylin con tanti sogni nel cassetto, ma mai grandi quanto quelli sua madre. La donna la vuole vedere sul grande schermo mentre lei vuole semplicemente continuare gli studi e la sua passione: la fotografia. Non potendosi permettere una macchina fotografica Marylin ha uno strano “vizio”, quello di prendere una inquadratura con le mani e scattare una foto sbattendo le palpebre. Un modo buffo che cattura l’attenzione di James, il vicino di casa.

Sono queste le foto che voglio scattare.
Voglio immagini come quelle che lei riesce a
descrivere con le parole. Niente di sfocato, niente
soggetti troppo graziosi… voglio che i miei scatti
catturino il modo in cui una cosa può essere bella
perché è umana, anche se un po’ raffazzonata. 

L’altro POV è quello di Angie e con lei andiamo avanti di qualche anno.
Angie è cresciuta senza aver mai conosciuto il padre. Di lui conosce solo qualche fotografia e il motivo per cui non è al suo fianco: è morto in un incidente stradale ancora prima che lei venisse al mondo. Arrivata ai suoi diciassette anni è piena di dubbi su quelle che sono le sue origini e tutte queste domande non hanno alcuna risposta dato che sua madre, Marylin, non riesce a parlare del passato senza scoppiare in lacrime. Un giorno, rovistando in un cassetto, riesce a trovare una foto che ritrae suo padre e sua madre sorridenti. Una foto che lei non ha mai visto prima. Con quella foto Angie prende la decisione definitiva: avere risposte sul proprio passato e per farlo decide di raggiungere Los Angeles la città in cui i suoi genitori sono stati insieme.

Anche se Marylin non appariva nemmeno
in una foto, Angie aveva avuto la sensazione
di guardare lei, attraverso l’obiettivo ma dalla 
parte opposta. Quelle foto erano la sua visione
del mondo; e Angie si era innamorato di quella 
versione di sua madre.

Il libro si sviluppa su di un piano narrativo che varia dal presente al passato. Ci racconta la storia di Angie nel presente con il viaggio che ha intrapreso con Sam, il suo ex ragazzo, ma ci proietta su alcuni aspetti del suo passato. Lo stesso succede con Marylin. Possiamo conoscerla attraverso i POV del passato, un racconto che ci permette di conoscere e amare la sua storia d’amore con James, e apprendiamo il presente della donna attraverso gli occhi della figlia. Marylin si prospetta come una donna forte che ama sua figlia con tutta se stessa e che riesce a metterla sempre al primo posto. 

Il rapporto madre e figlia è trattato abbastanza bene, ma non è l’unica parte interessante o emozionante del libro. La scrittura di Ava Dell’Aira è interessante e riesce ad appassionare il lettore. Alcune scene sono decisamente emozionanti e per questo vale la pena perdersi nel mondo di Angie e Marylin.

Linda.

 

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