Buon pomeriggio trattine! Sono molto contenta di parlavi di questo romanzo targato Piemme. “Ti chiamo sul fisso” di Rainbow Rowell è una storia avveniristica e avvincente che permette al lettore di viaggiare con la fantasia molto più del solito e che, al tempo stesso, gli permette di riflettere sulle proprie scelte passate e future.

Titolo: Ti chiamo sul fisso

Titolo originario: Landline

Autore: Rainbow Rowell

Editore: Piemme

Genere: Contemporary romance

Data d’uscita: 7 novembre 2017

Link d’acquisto: Amazon

SINOSSI

Se ti capitasse una seconda possibilità in amore, faresti di nuovo la stessa scelta? Se si parla di macchine del tempo, un semplice telefono non sembrerebbe il modo più sofisticato di viaggiare nel passato… Eppure quando Georgie, madre di due bambini e autrice televisiva perennemente sotto stress, mette piede nella casa della sua infanzia, e in un momento di nostalgia alza la cornetta del vecchio telefono fisso – un vero reperto archeologico -, improvvisamente è trasportata a quindici anni prima. Non nel senso che può vedere il suo passato. Ma nel senso che può telefonargli. Sperando che il passato risponda. Sperando che Neal, quello che oggi è suo marito e allora stava per diventare il suo fidanzato, risponda… Perché se c’è una cosa che Georgie cambierebbe della sua vita è il modo in cui il suo matrimonio si è pian piano spento, fino a ridursi a quello che è oggi. Forse parlando al telefono con il Neal di ieri potrà rimediare a cose che oggi sembrano irrimediabili. Forse quello stupido telefono, così antiquato da essere ancora attaccato a un filo, può davvero darle una mano…

RECENSIONE

“Ti chiamo sul fisso” gioca sull’effetto sorpresa. Niente di ciò che mi aspettavo ho letto. E la cosa è positiva, molto positiva. In primis, perchè l’ironia della Rowell è sottile e raffinata come quella dei grandi autori hollywoodiani, in secundis perchè l’autrice mette su carta, con la grazia di una ballerina e la precisione di uno sceneggiatore, una perfetta commedia americana anni ’50/’60, che fa rivivere quelle atmosfere adorabili e brillanti della coppia Doris Day Rock Hudson.

Ve lo ricordate il film “Il letto racconta (titolo originale: Pillow talk)”? Ebbene, è così che mi sono immaginata questi personaggi contemporanei, un po’ vintage e un po’ intraprendenti come loro, Day e Hudson. La protagonista femminile di Rainbow Rowell, Georgie, è come la protagonista del film, ovvero una donna realizzata ed indipendente che lavora anche fuori orario e che non si lascia commuovere troppo dal focolare domestico. Tanto lei ha Neal, suo marito, che fa le veci di madre e casaliga. Un marito perfetto che sopporta l’impossibile per amore.

Fino a quando Georgie non fa traboccare il vaso e la pazienza di Neal inizia a riboccare e a rimbeccare la mogliettina, ormai troppo presa da sè e dalle sue storie televisive da scrivere. Georgie, suo malgrado, si rende conto che il suo matrimonio sta ruzzolando come una palla di neve da una ripida discesa, e deve far qualcosa per salvarlo. Anche se non sembra, lei ama davvero la sua famiglia, il delizioso marito e le sue dolci bambine, ed è arrivato per lei il momento di dimostrarlo seriamente.

Georgie era un optional. Era la quarat ruota. (Di un veicolo composto di tre sole ruote. Un triciclo, diciamo.) Senza di loro sarebbe stata una nullità. Una nullità totale. E loro senza di lei, invece? Per loro non sarebbe cambiato niente. E Neal…magari sarebbe stato più felice.

Da qui comincia la parte più ardita della vicenda, quella che mette in comunicazione, attraverso un vecchio apparecchio telefonico giallo, una voce del presente con una voce del passato… e nel frattempo il cuscino ascolta.

Con questo escamotage letterario, assolutamente riuscito e per niente macchinoso, l’autrice è riuscita nel suo doppio intento: far divertire il lettore e contemporaneamente dargli la possibilità di porsi una domanda fondamentale, ovvero se ne avesse la possibilità, cosa cambierebbe nel suo passato? E nel frattempo, migliorare il presente.

E Georgie, credetemi, ce la metterà tutta per guardare finalmente ad occhi aperti, tutto ciò che la circonda, cominciando da marito e figlie, continuando su sua madre, il suo giovane sposo e la sorellina, e finendo col chiedersi chi è davvero Seth, il suo collega da una vita. Ad ognuno attribuirà il giusto ruolo nella sua vita, e ad ognuno di loro cercherà di rapportarsi con più franchezza possibile, anche se con la bizzarra genitrice non sarà affatto semplice.

Non sta a me dirvi cosa accadrà nel mentre e come si snoderà la storia fino all’epilogo, ma sicuramente sta a me il compito di raccontarvi che la narrazione di Rainbow Rowell è impeccabile sotto tutti i punti di vista: stile discorsivo, colto, sfavillante; analisi a 360 gradi di tutta la vicenda; personaggi schietti e ipnotici come quelli delle comedy by Usa. E poi originalità, creatività e profusione di ilarità.

xoxo Marylla

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