Trattine mie care, oggi vi parlerò di uno Young Adult strepitoso. “Ti va di ballare?” di Jonah Lisa e Stephen Dyer, affermate sceneggiatrici hollywoodiane, che hanno confezionano una commedia giovane ed ilare, che vi farà ridere e allo stesso tempo commuovere per i picchi di romanticismo assolutamente giusti, che non sfiorano, per fortuna, nessuna vetta mielosa.

SINOSSI

Megan McKnight non è la più femminile e mondana delle ragazze di Dallas. Indossa sempre jeans sbiaditi, vecchie magliette e stivali da cow-boy, compra reggiseni sportivi e slip di cotone in confezioni risparmio. Sfoggia un viso pieno di lentiggini e un’abbronzatura da muratore, porta i capelli sempre raccolti in una coda, ha labbra costantemente screpolate e unghie rovinate e sporche. E poi è totalmente incapace di sbattere le ciglia, truccarsi e flirtare con i ragazzi come fanno le sue coetanee super sexy. In fin dei conti, la sua vita è sempre ruotata intorno allo studio, ai cavalli e… al calcio. Il suo sogno più grande, infatti, è entrare nella Nazionale femminile, e la stagione che sta per iniziare sarà la sua ultima occasione per realizzarlo. Peccato che sua madre, senza dirle nulla, l’abbia iscritta alla stagione delle debuttanti… proprio lei, che al tacco dodici ha sempre preferito i tacchetti delle scarpe da calcio. Ritirarsi non è un’opzione possibile perciò, tra un allenamento, una partita e un corso in università, Megan sarà costretta a trovare il tempo per lezioni di portamento e di danza, serate di beneficenza e balli preparatori al debutto in compagnia di bellissimi ragazzi (e forse, perché no?, possibili fidanzati). Iniziata di malavoglia per accontentare la madre sull’orlo di una crisi di nervi, l’avventura di Megan in un mondo di formalità, lustrini e buone maniere diventerà un’occasione unica per vivere esperienze che mai avrebbe pensato di fare e forse anche per imparare ad andare oltre i pregiudizi e le apparenze.

RECENSIONE

È una verità universalmente riconosciuta che tutte le figlie prima o poi arrivino alla conclusione che le loro madri sono pazze. Sospettavo da tempo che la mia avesse qualche rotella fuori posto, ma la certezza è arrivata quando ha aggiunto “cane da concorso” alle mie attività di “studentessa” e “atleta”, rendendo le mie già impegnatissime giornate una corsa a ostacoli senza fine.

Alzi la mano chi non ha mai pensato, almeno una volta nella vita, che la propria madre avesse qualche delirio in corso. Per le madri si sa i figli “so piezz e cor”, ma talvolta purtroppo rappresentano un senso di rivalsa nei confronti delle insoddisfazioni della vita, delle pedine da manovrare per fare scacco matto ai desideri irrealizzati. Di frequente capita che i sogni genitoriali vengono proiettati e poi traslati sulle vite dei figli.

Ed è un po’ quello che accade alla nostra protagonista Megan McKnight, una ragazzina che certo non incarna la generazione 3.0 dell’esercito del selfie o delle improvvisate fashion blogger, che vogliono e postano di continuo. No, Megan, è un maschiaccio sui generis il cui unico interesse è entrare nella nazionale di calcio femminile. Sottoposta a duri allenamenti, la nostra protagonista non ha nemmeno la vaga idea di cosa vuol dire essere femminili. Con un portamento quasi maschile e menefreghista, Megan non passa le sue giornate al trucco e al parrucco, ma pensa unicamente ad un tiro in porta, al suo cavallo, o al massimo a collezionare buoni voti a scuola.

Non parliamo poi dei ragazzi…a momenti sa che esistono. E’ troppo concentrata sulla sua vita, che nemmeno si accorge della realtà circostante. Ci pensa sua madre, però, a riportarla sul pianeta donna, costringendola a partecipare al ballo delle debuttanti, con tanto di annessi e connessi. E’ infatti costretta a prendere lezioni di bon ton, portamento e di danza, a rifarsi il guardaroba e a smettere di mangiarsi le unghia. E imparare a civettare, perché malgrado la sua giovane età, non è mai troppo presto per conoscere qualcuno con cui accasarsi in futuro.

Se le preoccupazioni  e le ramanzine materne mi hanno ricordato le disquisizioni affatto filosofiche della signora Bennet (la famosa genitrice delle ragazze di “Orgoglio e pregiudizio”), il reset completo di Megan mi ha richiamato alla memoria, una versione moderna riveduta e corretta di Eliza Doolittle, la protagonista di My fair lady, un cult del cinema internazionale che ha confermato la fama della già bravissima di Audrey Hepburn.

E tra una lezione di portamento e una di danza, tra una ceretta e un make-up da star, Megan capirà che tutte le sue riserve verso questo mondo patinato erano sopravvalutate ed inutili. Perché c’è sempre un altro risvolto della medaglia, alle volte talmente tanto insperato da restare basiti e contenti.

Vi appassionerete alla storia di Megan e ai personaggi di contorno che come una centrifuga ruotano attorno alla medesima trama, dando all’intreccio narrativo sfumature fresche e vivaci. E apprezzerete tantissimo la scrittura incisiva e cinematografica delle sorelle Dyer, che sanno davvero come far danzare le parole in un vortice di emozioni.

Un esordio letterario azzeccato, che le fa rientrare nella rosa delle scrittrici consigliate. Cosa aspettate? Andate a compralo subito! Questo è un romanzo senza tempo, che affronta tematiche sempre attuali e adatto ad ogni fascia d’età.

xoxo Marylla

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