“Una morte silenziosa” è il nuovo thriller di Debbie Howells, autrice di “Una donna silenziosa”. Entrambi i romanzi sono editi Newton Compton.


Titolo: Una morte silenziosa
Autrice: Debbie Howells
Genere: Thriller
Casa editrice: Newton Compton
Link per l’acquisto: Amazon

Trama: 

Noah non ha mai dimenticato April, il suo primo amore. Quando, molti anni dopo, scopre che è sospettata di un omicidio, non dubita neanche un istante della sua innocenza. Ma April è in rianimazione, non può difendersi e tutte le prove sono contro di lei. Noah desidera disperatamente aiutarla, anche a costo di riaprire vecchie ferite e affrontare una volta per tutte la fine della loro relazione. Quello che non può immaginare è che April abbia sempre nascosto dei segreti. Era innamorata di lui e non aveva intenzione di ferirlo, ma qualcosa – o qualcuno – ha reso impossibile la loro felicità.

Ella è una bambina trascurata dai genitori che ha come sola confidente la sua psicologa. Non sa di essere a conoscenza di un indizio che potrebbe aiutare a chiarire la posizione di April. Ma chi mai darebbe credito a una ragazzina?  Quando delle rivelazioni scioccanti tornano a galla, ecco che la verità sembra ovvia. O almeno così tutti vogliono credere…

Recensione:

Avevo già letto un thriller di Debbie Howells per voi (trovate la recensione de La donna silenziosa qui) e, se il primo non mi aveva convinta del tutto, questa volta sono contenta al cento percento di aver potuto leggere un suo libro. Sto parlando di “Una morte silenziosa”, il cui titolo originale è “The Beauty of the end”. Entrambi validissimi, se proprio devo dire.

Vi rinfresco un po’ la trama. Quando Noah, ora autore di gialli alcolizzato ed ex avvocato, riceve la telefonata dell’amico Will, non ha dubbi: April, il suo primo amore, non ha fatto quello di cui l’accusano e deve correre in suo soccorso. Torna così nella sua cittadina natale e fa i conti col suo passato, e con quello della “dea”, come spesso la chiama lui, April, adesso in coma in un letto di ospedale. Nel frattempo, una quindicenne di nome Ella si confida con una psicoterapeuta, l’unica persona di cui si fidi… C’è da specificare che ho appena ultimato la lettura e mi ritrovo con i pensieri aggrovigliati, il magone, la malinconia e tutti gli strascichi che un buon romanzo drammatico lascia dietro di sé.  I thriller della Howells non sono mai “splatter” come può essere Il tatuatore, non ti mostrano la scena del delitto, non vedi un corpo martoriato e abbandonato in un fosso secondo un preciso disegno del killer, piuttosto sono introspettivi e tragici.

“Non credo esista un posto
per farfalle senza ali.”

“Una morte silenziosa” mi ha guidata attraverso il passato e il presente del protagonista e dei suoi comprimari. Diversi e assai repentini sono i salti temporali, e per questo c’è bisogno di rimanere concentrati durante la lettura.

La narrazione spetta a Noah e a un altro dei personaggi. Questa ci mostra la crescita del protagonista, seguiamo la sua vita dalla sua adolescenza fino all’età adulta. Lo vediamo ingenuo, sognatore, cieco, leale e infine leggiamo di un uomo forse fallito, cambiato, di qualcuno che ha perso la fiducia in se stesso e negli altri, che ha perso tutto. Ma c’è molto di più, in “Una morte silenziosa”, oltre alle bugie, ai segreti, agli amori mai dimenticati, alle famiglie disfunzionali, ci sono le istituzioni colluse, la negligenza del sistema giudiziario, e la malasanità, c’è tutto quello che vorrei trovare in un buon romanzo di questo genere.

Anche questa volta, l’autrice sceglie di affidare il racconto non a un detective, oppure a un giornalista, bensì a una persona comune. Ciò naturalmente rischia di rallentare il ritmo fino al 50% del testo, perché il caso si risolve lentamente, Noah è un uomo che si è isolato da tutto e da tutti e tornare in pista gli costa una certa fatica, a ogni colpo di scena ne segue un altro, abbiamo il tempo di digerirli tutti, di assimilarli e di farli nostri, pian piano ci adeguiamo al fatto che l’immagine perfetta dei personaggi presenterà qualche anomalia. Falle, pecche ovunque, tranne nella penna di Debbie Howells che scorre senza titubanze o incongruenze. Persino i comprimari sono caratterizzati benissimo.

“Ogni omicidio è la tragedia di qualcuno.”

Purtroppo non posso dire altro, o incollare altre citazioni perché il rischio spoiler è elevatissimo e non vi priverei mai del gusto della lettura. Io direi di fare di questo libro un film.

Alessia Garbo.

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