“Ventinove colazioni” è il romanzo familiare di Marcella Manghi, che fotografa una famiglia durante la loro colazione.

La colazione è ritenuta il pasto più importante della giornata. Saltarla, significherebbe accumulare calorie in eccesso, al posto di bruciarle. Il nostro corpo e il nostro cervello hanno bisogno dell’energia fornita dalla colazione per poter lavorare al meglio. La colazione riduce la fame, il pericolo di binge eating di snack, il rischio di malattie cardiovascolari e diabete. Insomma, la colazione va fatta e questo si sa. Ma per l’autrice la colazione è qualcosa di più: è la felicità. 

ventinove colazioni

Titolo: Ventinove colazioni
Autore: Marcella Manghi
Genere: Romanzo familiare
Editore: Book a book
Link d’acquisto: Amazon

Trama

Una famiglia fotografata all’ora della colazione. Un occhio di bue puntato sul pasto più importante della giornata racconta la storia di quattro persone. Ventinove situazioni diverse, ventinove fette di vita familiare. È l’alba: imprevisti di stampanti che non partono e sveglie soffocate nel piumone, controlli dell’app-meteo e firme di votacci last minute, caffè troppo freddi sull’aereo e bagni occupati peggio di un duplex anni Settanta. Varianti di colazioni a letto, con l’ospite, sul terrazzo, in hotel superlusso o lungo il marciapiede. In compagnia di mariti, figli, amici… ma non della suocera (una delle tante cose belle della colazione è che è l’unico pasto suocer-free). Nessuna ricetta, ma una mappa di retroscena familiari, divertenti, emozionanti, che lasciano intuire cosa darà sapore al resto del giorno. Un atlante dedicato a tutti quelli che saltano la colazione, perché non sanno cosa si perdono.

Recensione

La colazione dà conforto. In genere approdi alla cucina sulle gambe malferme, con gesti automatici e collaudati riempi la moka, la metti sul fornello e dopo poco senti il caffè salire. È un rito. Che si compie ogni giorno. La routine è confortante. E finalmente puoi aprire gli occhi, e magari pensare di iniziare a proferire qualche parola. Se hai bisogno di bere, bevi; se hai fame, e ne hai di sicuro, mangi; se hai voglia di leccornie, le avrai. La colazione ti offre l’immunità dai sensi di colpa per le calorie ingerite e le parole non dette e il malumore mattutino.

Ce n’è per tutti i gusti: salata, dolce, home made, industriale, fit, proteica. La colazione è inclusiva: chiunque può sedersi e consumarne una. Ma ciononostante, nessuno si sentirebbe in diritto di presentarsi non invitato all’ora della colazione. Neanche la più invadente delle suocere. La colazione in tal senso è il paradiso degli asociali.

Puoi consumarla in fretta, perché là fuori c’è un mondo che ti sta aspettando, oppure puoi godertela con calma. La colazione non se ne avrà mai a male se approfitti di lei per incontrare qualcuno. Puoi postarla sui social, oppure tenerla privata. La colazione si presta a tutto. Puoi farne anche due, una a casa e una fuori.

La colazione appartiene alla famiglia: questo è il punto di partenza, l’idea che sta alla base di “Ventinove colazioni”.

“Scrivo della colazione come ‘momento’. Quel momento in cui si prende fiato, un attimo prima di tuffarsi nel mondo. Colazione è un luogo in cui succedono tante cose. Belle, meno belle, suggestive, raccapriccianti… Io racconto questo”.

Sono ventinove secondo l’autrice Marcella Manghi le varianti della colazione. I protagonisti di questi momenti sono: la voce narrante (la stessa autrice?), Marito, la figlia Meicap e il figlio Stilton. Suscitano una simpatia e un’immedesimazione immediate nel lettore. Sono seduti attorno al tavolo della cucina, dell’hotel, o in balcone, dipende dai casi. Le loro vite sembrano consumarsi attorno a quel tavolo, tra un caffè troppo “cotto” e una stampante che non vuole saperne di sputare via quel foglio.

In “Ventinove colazioni” non c’è una vera e propria suddivisione in capitoli, piuttosto in paragrafi brevi e piacevoli. La scrittura è leggera ma spinge alla riflessione e all’empatia. L’umanità che qui vediamo ritratta è quasi universale, di certo trasversale.

“Quando metti il cucchiaino di zucchero nel caffè, lo devi girare altrimenti resta amaro. Così è la vita, ragazzi: per darle sapore dovete muovervi, altrimenti a stare fermi non succede niente”.

“Ventinove colazioni” è ottimo come libro pre-nanna, o (perché no?) come romanzo familiare da leggere durante la colazione, per i più organizzati. Per chi non deve uscire di casa come sputato fuori da un tostapane. Qui si avverte il gap generazionale, e musicale, tra la voce narrante e i figli, tuttavia si apprezza la sincera e benevola curiosità verso la nuova generazione. L’unico motivo per cui non posso dare il massimo dei voti a “Ventinove colazioni” è che manca lo sviluppo. Non c’è una trama a fare da sfondo, e i personaggi che incontriamo a pagina 1 saranno gli stessi della pagina 100. Non c’è un’evoluzione, non di quelle che ci aspetteremmo in un romanzo.

“E con la colazione a letto, capisci che la felicità non può essere servita, ma solo condivisa”.

Alessia Garbo

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