Buon pomeriggio trattine! Oggi Veronica ci parla in anteprima di VOLEVO ESSERE LA TUA RAGAZZA di Meredith Russo, ovvero del bestseller americano più premiato dell’anno. Un motivo ci sarà per esser stato tanto acclamato, giusto? Scopritelo leggendo la recensione.

SINOSSI

Amanda Hardy si è appena trasferita, e nella nuova scuola non conosce ancora nessuno. Vorrebbe farsi dei nuovi amici, ma ha un segreto, e per mantenerlo non deve dare troppa confidenza alle persone. Almeno questo è il suo proposito. Ma quando incontra il dolce e accomodante Grant, Amanda non può fare a meno di lasciarlo entrare, poco alla volta, nella sua vita. Man mano che trascorrono il tempo insieme, Amanda si rende conto di quante cose si sta perdendo nel tentativo di tenere al riparo il proprio cuore. Giorno dopo giorno si ritrova a voler condividere con Grant tutto di se stessa, compreso il suo passato. Ma è terrorizzata all’idea che, una volta saputa la verità, il ragazzo non sarà in grado di vedere oltre, e si allontanerà per sempre. Qual è il terribile segreto che Amanda non vuole rivelare? Un nome: Andrew. È il nome con cui Amanda era conosciuta nella vecchia scuola e nella vita che ha rinnegato. Ma davvero la verità può avere un prezzo così alto?

RECENSIONE

“Quel ragazzo è gay”.

“Hai sentito che Tizia ha fatto coming out?”

“Ho visto un film bellissimo al cinema, The Danish girl. Quello che parla della prima donna transessuale della storia, hai presente?”

“Ma lo sapevi che Caio è bisex?”

Ora ditemi, lettori: quanti di voi hanno pronunciato o sentito pronunciare frasi di questo tipo nell’arco della propria vita? Io moltissime, talmente tante che se dovessi farne un elenco non riuscirei nemmeno a ricordarle tutte.

Ora ditemi un’altra cosa: quanti di voi, fra quelli che non si sono trovati a vivere questa situazione in prima persona, si sono soffermati a pensare cosa significhi per un uomo o una donna essere gay, bisessuale o sentirsi nel corpo sbagliato? Scommetto che il numero cala vertiginosamente.

Ora vi dico io qualcosa: aprite per un attimo la vostra mente e il vostro cuore e fatevi un regalo: Volevo essere la tua ragazza di Meredith Russo. Mettete da parte i preconcetti, quello che sentite dire in giro, il concetto di giusto e sbagliato, di normale e diverso, di ordinario e straordinario e immergetevi fra le pagine di questo libro. Non perché è il libro più acclamato dell’anno in America, perché di meteore passeggere ce ne sono troppe, sia nella letteratura che in tutti gli altri ambiti in cui l’essere umano è coinvolto. Non perché è un capolavoro, perché i capolavori possono essere soggettivi: sono capolavori soggettivi quelli che ci aiutano a superare un momento di crisi, che ci regalano un sorriso quando vorremmo solo piangere o che ci fanno piangere quando abbiamo bisogno di sfogarci (e non per forza devono essere acclamati da tutti come tali). Leggetelo perché non è solo un romanzo, è uno spaccato di vita; una vita uguale e diversa da quella di mille altre vite, come ogni vita a questo mondo.

Amanda Hardy è una ragazza. Sì, una ragazza. E prima di ciò è stata una bambina. È forse il nome a definire chi siamo veramente? O il nostro aspetto esteriore? Io non credo. E non lo crede neppure Amanda, che però vorrebbe tanto che lo sapesse anche suo padre, sua madre, i suoi vecchi amici.

Toccai la cicatrice che avevo sopra l’orecchio e mi ricordai che non ero mai davvero al sicuro. Neppure dopo gli interventi chirurgici. Neppure adesso che solo alcuni documenti potevano rivelare il mio passato.

Abbassai lo sguardo. Desiderai con tutte le mie forze di smettere di esistere.

Provate per un attimo a immaginare cosa significhi sentire dentro di sé di essere una donna a tutti gli effetti, con tutti i pregi e i difetti del caso, ma non riuscire a guardarvi allo specchio, perché sapete che quello che vi mostrerà non è quello che realmente siete. Ci riuscite? Io no, ma la Russo è stata abilissima a farmi riflettere su questi aspetti. Il coraggio di dire la verità ai propri genitori, la forza di affrontare un lungo e doloroso percorso, sia a livello emotivo che fisico, per diventare quello che veramente si è, a dispetto di come si è nati; i pregiudizi, le maldicenze, gli sguardi schifati, gli amori mai nati, la testa bassa, la voglia di farla finita, il timore di continuare ad apparire uomo, la perseveranza nell’andare avanti…tutto racchiuso dentro un essere umano. Che essere umano magnifico, mi viene da pensare. Che persona unica, speciale.

Sapete, molto spesso passa in secondo piano un importante dettaglio nella nostra società: l’unicità, la diversità non sono aspetti da attaccare ma neppure da osannare. Il diverso non è colui che deve essere idolatrato, non deve ergersi a paladino dell’unicità, ma non deve nemmeno essere escluso, denigrato, rifiutato. La diversità appartiene a ciascuno di noi, è ciò che ci rende unici, ciò che fa sì che non esista in tutto il mondo un altro essere umano uguale a noi. È l’omologazione il male della società, non la diversità. La diversità è ciò che rende il mondo bello e interessante, è ciò che induce a imparare nuove lingue, a viaggiare per scoprire nuove culture, ad assaggiare sapori nuovi, ad ascoltare tanti generi musicali, a praticare diversi sport. Il diverso è necessario. La diversità è ciò che ci unifica, ciò che ci rende simili. Siamo uguali nell’essere diversi, cosa c’è di più meraviglioso?

Quando Amanda si trasferisce in un nuovo paesino si aspetta di doversi nascondere, di dover tacere, di non doversi mostrare per chi realmente è. E invece le persone di quel luogo le dimostrano l’esatto contrario. Le fanno capire che è libera di vivere la sua vita come più le piace, di tenersi anche i suoi segreti se vuole, perché loro la apprezzano per la persona che è, per l’amica generosa e pronta ad ascoltare che si dimostra di essere, per la fidanzata scherzosa e appassionata che non credeva di poter essere. Grant, Layla, Chloe, Anna, Virginia sono i meravigliosi personaggi che arricchiscono questo libro e la vita di Amanda, dandole prova che ognuno di noi ha qualcosa che preferisce non venga urlato ai quattro venti, ognuno di noi ha le proprie insicurezze, ma non per questo dobbiamo nascondere la testa sotto la sabbia e non emergerne mai.

Tutto questo e molto altro traspare della pagine del romanzo, e vi consiglio davvero, davvero tanto di leggerlo, perché sarà in grado di trasmettervi tutto quello che io ho appena accennato nella mia recensione.

Vi lascio con le parole dell’autrice, fanno davvero bene al cuore:

Potete essere transessuali e allo stesso tempo gay, lesbiche, bisessuali, asessuali o quel che volete. Potete essere trans senza mai sottoporvi alla transizione (e potete comunque essere bellissimi anche senza transizione), e potete essere trans e fare la transizione e aderire completamente al nuovo genere. Potete essere un uomo trans. Potete essere genderqueer, o cambiare identità più di una volta nella vita, o sentire di non avere alcun genere. Va bene essere trans e non ricercare mai alcun aspetto medico della transizione, e potete anche essere trans e alterare il vostro corpo nel modo che desiderate. NON ESISTE UN MODO SBAGLIATO DI ESPRIMERE E INCARNARE IL PROPRIO SÉ AUTENTICO! Siete bellissimi, e meritate che il vostro corpo, la vostra identità e le vostre azioni siano rispettati.”

Veronica Palermo

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