Vorrei che non fosse amore è il libro perfetto per quest’estate. Fresco come un tuffo nel mare più blu, frizzante come una coppa di spumante che ci solletica la lingua. 

Delle volte non vorremmo innamorarci. Delle volte nulla sembra più sbagliato che scioglierci sotto degli occhi blu. A volte “Vorrei che non fosse amore” è una frase così vera da fare paura. Eppure non ne abbiamo scelta, perché quando Cupido scaglia le sue frecce, nient’altro è più importante.

vorrei che non fosse amore
Titolo:
Vorrei che non fosse amore
Autore: Priscilla Plate
Editore: Self
Genere: Romanzo rosa
Link d’acquisto: Amazon

Trama:

Chiara Sarpi ha ventinove anni, gestisce un’Associazione educativa per minori in difficoltà e ha una vita in apparenza esemplare, ma non è una ragazza come le altre: lei è la figlia di Clemente Sarpi, Sindaco di Anzio, e della Presidentessa del prestigioso Circolo della Vela. Una sera, desiderosa di ribellarsi alla sua vita da Miss Senso Civico, e a causa di una certa quantità di mojito, si ritrova coinvolta in un gioco più grande di lei: ha bevuto troppo, ha scambiato bigliettini piccanti con dei perfetti estranei e ha baciato un uomo che non ha neppure visto in volto, ma che sostiene di spiarla per conto di suo padre. Come se non bastasse, il misfatto è stato immortalato con delle foto sconvenienti.

La situazione peggiora quando Chiara scopre l’identità dell’uomo misterioso, e sa per certo che lui le darà del filo da torcere. I due, decisi a eliminare le foto che li ritraggono insieme, si ritroveranno a collaborare, senza esclusione di colpi, e ben presto la loro antipatia reciproca inizierà a celare un’imprevedibile quanto irresistibile passione.

È possibile comandare al cuore e impedirgli di amare chi in realtà vorremmo odiare? Chiara lo scoprirà grazie alle sue illuminanti lezioni di Yoga, a verità scottanti sulla sua famiglia e a una girandola di fraintendimenti ed equivoci degni di ogni vera commedia romantica. 

Recensione:

Siamo nel mezzo di una torrida estate che, con la sua temperatura, sembra non avere intenzione di lasciarci scampo. Le bevande fredde aiutano – limonata, succo d’anguria, e chi più ne ha più ne metta – e così anche il condizionatore, che ci permette di goderci maggiormente queste giornate di relax.  Fa caldo, eppure come poter negare quanto l’estate sia uno dei momenti migliori dell’anno?
Nulla vale quanto restar sulla veranda, o balcone, al tramonto. Una comoda sdraia su cui restar seduti, ed un libro tra le mani. Il cinguettare degli uccelli o, perché no, anche le urla della vicina intenta a chiamare i figli per la cena. 

Ed uno dei libri della mia estate, che mi ha fatto compagnia in questi pomeriggi passati, è stato “Vorrei che non fosse amore” di Priscilla Plate.  Una copertina rosa bubblegum con una trama che prevede piacevoli ore. Non serviva nient’altro per conquistarmi. 

Ed è proprio così che mi sento: infestata e
defraudata dal fiore immacolato
della mia integrità.

La protagonista indiscussa del romanzo è ovviamente Chiara, un cognome importante ed una famiglia ingombrante. Un sogno tra le dita, che rischia di frantumarsi nonostante tutti suoi sforzi. Chiara Sarpi ha ventinove anni, è l’unica figlia del sindaco di Anzio e gestisce contro ogni difficoltà l’associazione educativa per minori in difficoltà che ha creato.

Chiara è una brava ragazza. Ha la testa sulle spalle, e quella vena ribelle che talvolta preoccupa sua madre. Perché Chiara sa cosa ama, sa per cosa vuole lottare e non ha intenzione di seguire per sempre il volere della sua famiglia.  Ed è proprio dopo una discussione con la madre, che sembra non capirla assolutamente, che Chiara cerca di lasciasi andare. Va in un bar, beve qualche drink nel tentativo di scacciare via il nervoso e partecipa persino ad uno sciocco gioco d’incontri sotto il nume di Lamù, il famoso personaggio del Manga omonimo. Ed è lì che tutto inizia. 

Ti tengo stretta per le corna
e non ti lascio più.

È una storia già vista, già sentita quella che mette le basi di “Vorrei che non fosse amore”. Un tema ricorrente che, comunque, non può che continuare ad acquistare la sua bella fetta di audience.  La bella principessa, intelligente e buona. E il povero, rude ma dal cuore d’oro.
Insomma, si va sicuramente sul sicuro. E quelle tante, troppe, citazioni che non possono che farci sorridere. Ad iniziare di quelle sui manga cult, al livello di Sailor Moon e Dragon ball, alle canzoni dance che, si, abbiamo ballato tutti almeno una volta durante le serate estive sulla spiaggia.

E come ignorare quelle sul Titanic? Uno dei più grandi film d’amore di tutti i tempi? Insomma, non negherò che a rileggerle così d’improvviso, ho quasi sentito gli occhi pizzicare per delle lacrime appena accennate. La lettura è decisamente scorrevole, senza alcun interruzione o pesantezza. Non tutto fondamentale, a mio parere, ma non ho provato alcun desiderio di saltare paragrafi, quindi è stata abbastanza piacevole. Il punto di vista è quello di Chiara. È dai suoi occhi che vediamo l’avanzare della storia. Sono i suoi sentimenti quelli che proviamo, quelli che ci influenzano andando avanti nel racconto.

Il vocabolario molto semplice, niente paroloni o discorsi confusionari. Uno di quei libri da poter leggere a qualsiasi età e senza alcuna esagerata concentrazione richiesta. 

Ambra Ferraro.

  • 7
  •  
  •  
  •  
  •  
    7
    Shares
  • 7
    Shares

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *