La collezionista di ex è un romanzo ironico sugli incontri con l’altro sesso che non ti aspetti. Incontri che in realtà vorresti evitare, ma che tuo malgrado devi affrontare. La cosa positiva?!? È che chi non li fa, non può scrivere storie esilaranti come questi.

img_2696SINOSSI

Cosa c’è di più sconfortante nello scoprire che dietro ogni ranocchio non si nasconde quasi mai un principe azzurro? È una gran fatica doverne cercarne sempre di nuovi, possibilmente romantici, carini e… sani di mente! E se nella vita reale la ricerca dell’uomo perfetto è sempre più complicata perché non cambiare strategia e tuffarsi in quella virtuale? Anche qui, fra temporeggiatori, ardenti pompieri, “Omerd” e falsi intellettuali, Districarsi nella bufera dei sentimenti (e degli appuntamenti) non è facile. Ma con un po’ di tenacia e qualche modifica alle impostazioni di ricerca, forse l’uomo giusto potrebbe palesarsi. Un dissacrante e caustico manuale di sopravvivenza per imparare a scovare, tra tante mele marce, l’altra metà della mela, quella che combacia alla perfezione.

RECENSIONE

Collezionare ex non è da tutti, ma avere una risma così variegata di neuroni a impatto zero è qualcosa di unico. Roberta Amorino, l’autrice di questa divertente vicenda, ne racconta di tutti i colori: ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Ha creato un typus per ogni squinternato che ha incontrato, ribattezzandoli con degli epiteti altrettanto ironici. Mi auguro vivamente, che ci siano elementi fantastici nei suoi racconti, perché conoscerli mette a dura prova il sistema nervoso, a meno che…non si abbia l’affilato humour di questa sarcastica scrittrice.

Dire che mi sono divertita leggendolo, è dire poco. Tra il “Paladino dei distributori”, “Il cinefilo”, “L’approcciatore fondoschienatico”, e tutte le altre specie sui generis maschili, da ridere ce n’è. E pure da identificarsene ce n’è. Chi non ha incontrato almeno una volta nella vita un temporeggiatore?

E se, dopo una trafila di conoscenze ai limiti del ricovero, avessi trovato finalmente l’uomo giusto? Illusione vana. Prospetta con galanteria e romanticismo week-end fuori città, simpatiche incursioni in centri commerciali e dulcis in fundo una vita assieme, magari altrove. Disquisisce sull’educazione da impartire a ipotetici figli, mi informa costantemente, a mo’ di bollettino naviganti, dei suoi veri o presunti viaggi per scegliere una destinazione adeguata al nostro roseo futuro, il tutto con economicissimi e sintetici SMS.”

Un temporeggiatore è un venditore di fumo…ma si sa finito il fumo viene fuori l’arrosto…che non c’è!

Incredibile davvero l’enorme quantità di fandonie che siffatta mente esaltata riesca a partorire! Mi sento quasi venir meno per il piacevole peso di tale romantica prospettiva. Niente paura, il peso dura poco. Il Temporeggiatore repentinamente cambia atteggiamento. Procrastina gli incontri all’infinito, facendomi sentire una moderna Penelope. Adduce una depressione che però non gli impedisce di aggiungere su Facebook procaci donzelle straniere. Be’, sarà un moderno farmaco antidepressivo! Al di là del virtuale, però, niente sembra confortarlo, nemmeno la prospettiva di telefonate gratuite. Non squilla più per essere chiamato”.

Ci si chiede: ma c’è speranza di incontrare uno sano di mente? Ebbene sì, l’amore bussa alla porta nel modo più inaspettato, sfoderando l’arma dell’anello e cancellando ogni specie di pivello.

Bello bello bello questo youfeel reloaded… uno dei più belli letti di recente. Roberta Amorino sa il fatto suo. Ha creato personaggi divertentissimi e una protagonista altrettanto spassosa, raccontando, in poche righe, scene da oggi le comiche e tracciando profili psicologici perfetti. Il tutto condito da una sana dose di ironia, pepata al sarcasmo.

L’autrice inoltre adopera un linguaggio singolare, evocativo, che permette quella continuità stilistica fra ieri e oggi, quel compromesso formale tra la storia di oggi e la preziosa parola del passato. Potrebbe forse confondere, non piacere, ma gli scrittori hanno ragioni stilistiche che la ragione del comune lettore talvolta non può comprendere.

Unica nota dolente…avrei voluto leggerne ancora.

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xoxo Marylla 

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