Come far perdere la testa al capo è uno spumeggiante romance scritto da una coppia di autrici sotto lo pseudonimo di Max Monroe. Una commedia romantica, giunta a noi direttamente dagli USA, grazie alla Always Publishing.

recensione come far perdere la testa al capo

Titolo: Come far perdere la testa al capo
Autore: Max Monroe
Genere: Contemporary romance/Office romance
Casa editrice: Always publishing
Link d’acquisto: Amazon

Trama

Georgia lavora come capo del marketing per TapNext, la app per incontri più popolare del momento. Ha una carriera invidiabile, è spumeggiante e simpatica, eppure, quando si tratta di uomini non ha proprio fortuna. È persino obbligata a tenere un profilo su TapNext, rigorosamente anonimo, e da allora ha praticamente perso del tutto le speranze di trovare un uomo che non pensi che mandare foto di parti intime sia un modo gentile di fare conversazione. Anzi, quando riceve la quarta foto oscena in un solo giorno, decide che è il momento di rispondere a tono al profilo Bad_Ruck. Inaspettatamente, superato “l’incidente”, l’uomo dietro il profilo si rivela brillante, divertente, persino piuttosto galante, e Georgia si trova sempre più in confidenza con lui. Fino a che Kline Brooks, il suo ultra affascinante e ricchissimo capo, che ha tutti i numeri per essere il gentiluomo perfetto, non le chiede di accompagnarlo a un evento. Georgia non riesce a crederci, ma gli esiti di un solo esilarante appuntamento, di un quasi bacio e di una dose eccessiva di antistaminici, possono essere davvero imprevedibili.

Recensione

A quanto pare, “Come far perdere la testa al capo” è il primo volume della serie “Sporchi milionari”. Poco male, visto quanto il duo Max Monroe si è rivelato frizzantino.

Intanto, mi preme ringraziare le autrici per aver dato vita al primo milionario, nella storia dei romance, gentile. Applausi. Kline è modesto, dolce, rispettoso con tutti, non sfrutta a suo vantaggio le sue possibilità economiche, i suoi dipendenti lo adorano e soprattutto, corretto com’è, non guarda con malizia le donne del suo staff. Merce rara, oggigiorno. Per Kline “Ce l’ho grosso” Brooks, le sue impiegate sono creature astratte prive di qualsiasi attrattiva sessuale.

“L’incarnazione del bad boy miliardario: capelli corti e scuri con un taglio alla moda, muscoli a non finire e un sorriso che ti faceva cascare le mutande. Solo che… Non era un bad boy. I suoi sorrisi erano genuini e i suoi ordini erano impartiti con cortesia”.

Non stupisce come abbia potuto lavorare per ben due anni a fianco di Georgia “Chiappe d’oro” Cummings (la sua direttrice del marketing) e non averla mai realmente vista. Fino a quando non la trova a rappare delle rime oscenamente lascive, mentre lei crede di essere rimasta sola in ufficio, e le chiede di accompagnarlo a un evento.

“Sgualgeorgina”, dal suo canto, ha appeso la libidine al chiodo. Non c’è giorno in cui da TapNext -l’app per incontri più popolare del momento, ideata da Kline- non le arrivino foto di membri maschili. Disgustata da questi approcci a dir poco molesti, una sera si decide a rispondere per le rime a un certo Ruck e da lì, per quanto le premesse non siano particolarmente promettenti, nascerà un’amicizia virtuale.

All’inizio di Come far perdere la testa al capo mi è sembrato di leggere proprio un chick lit!

Non mancavano i soprannomi divertenti, come certo si sarà intuito dalla prima parte di questa recensione, ideati da Georgia e dalla sua coinquilina e migliore amica “Testa di” Cass. Non mancava una protagonista senza peli sulla lingua, appagata, indipendente e fiera della propria sessualità. C’erano le battute sagaci e i battibecchi in ufficio. C’era proprio tutto quello che un buon chick lit dovrebbe contenere, e questi elementi mi hanno strappato più di una risata.

“Stavo davvero giudicando Kline per il suo conto in banca? e, soprattutto, aveva davvero un grosso pi-esse-e-elle-elle-o?”

Il romanzo di Max Monroe è narrato in prima persona dai  due protagonisti:

fatta eccezione per l’epilogo in cui prenderanno la parola Cass e Tatch, i due migliori amici di Georgia e Kline. A proposito, ripongo rosee speranze in questi due. E vedete di accontentarmi!

Ho potuto notare un piccolo cambio di registro narrativo verso la fine di “Come far perdere la testa al capo”, quando i due innamorati decidono per qualche ora di comunicare tramite e-mail, alla maniera di Christian e Anastasia, ma insomma, niente di così grave.

Chi mi legge da un po’ lo sa, lo avrà di certo notato nelle mie recensioni, io cerco sempre dei messaggi positivi all’interno di un libro, e segnalo sia quelli che mi fanno storcere il naso sia quelli che mi sono piaciuti e “Come far perdere la testa al capo” abbonda di questi ultimi.

Abbiamo una protagonista femminile che sostiene con convinzione la propria sessualità e che non si piega ai costrutti sociali che la vorrebbero sessualmente disponibile, ma non troppo. Che si ribella alle norme sociali in tema di sesso. Georgia è quel che è, ha deciso che cosa vuole davvero e non sembra avvertire pressioni.

E dall’altro lato, Kline ritiene giustamente inappropriato sminuire la figura professionale di una donna soltanto perché è bellissima. Immagino che capirete leggendo di che cosa sto parlando. Comunque, chapeau, autrici. Chapeau.

In ultima analisi, mi tocca motivare il voto che darò con questa recensione di “Come far perdere la testa al capo”

Purtroppo per i miei gusti, e fortunatamente per i gusti di qualche altro lettore, i protagonisti si scopriranno innamoratissimi già al 50% del testo, e questo, ahimè, lo ha reso una lunga, lunghissima, noiosa, chilometrica dichiarazione d’amore eterno. Il colpo di scena non manca, era prevedibilissimo e ho sicuramente apprezzato il tentativo delle autrici, ma è stato gestito in maniera un po’ ingenua e, soprattutto, non è riuscito da solo a mitigare quella sensazione di pastoso miele d’acacia mischiato a marshmellow, panna, e sciroppo di glucosio che mi ha istillato la lettura. Avrei voluto qualche battibecco in più, anche soltanto in ufficio e non necessariamente tra loro due che vanno d’amore e d’accordo. Non ha giocato a favore della mia attenzione leggere di Kline e Georgia che tubavano come due tortore in continuazione, ecco. Ma rimane che potrebbe piacere molto a una lettrice più romantica di me.

E voi apprezzate lo zucchero negli office romance? Fatemelo sapere nei commenti.

Alessia Garbo

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5 Comments on “Recensione: “Come far perdere la testa al capo” di Max Monroe”

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