Buon pomeriggio lettori, oggi vi parlerò di “Ferion” di Francesco Maneli. Un libro high fantasy all’italiana.

Lo trovate su Amazon, in formato ebook ma anche cartaceo, nel caso sia di vostro interesse. Non è stata la lettura migliore che abbia mai fatto ma di seguito troverete la recensione, il più oggettiva possibile, che ne spiegherà i motivi.

 

Titolo: Ferion: Cuore Vs Acciaio.
Autore: Francesco Maneli.
Link d’acquisto: Amazon

Trama:

Questa storia ha inizio in una terra di nome Tabacra, un luogo sconfinato pieno di guerrieri formidabili, popolato da nani, elfi, giganti e demoni.  In questo mondo però solo agli uomini era stato concesso un potere unico, in grado di sbaragliare ogni altra forza, l’abisso del cuore. Tutto ha inizio quando la notte aveva già avvolto il mondo e sembrava non lasciar spazio più a nulla. In questo tempo e luogo sconosciuto il grande drago Angarus, signore del cielo e della terra di Tabraca, si trovò a fronteggiare una situazione inaspettata: un bambino. Tutto inizia con il suo ritrovamento e con la scarsa dimestichezza di un drago nel crescerlo.  Un bambino dal passato avvolto nelle tenebre, dense e misteriose, come lo era quella notte.  Spesso il destino nasconde dietro un semplice incontro o un bambino, una storia molto più lunga e complessa, fatta di cuori e di vite che si legano, di battaglie e di una magia che descrive chi sei. Una magia che ti aiuta a capire che gli errori sono la chiave per riscattare la propria vita e cambiare il proprio destino.  Tutti hanno un passato, tutti commettono errori, ma solo pochi sono in grado di superarli e renderli magia, trasformarli in fiamme che alimentano un cuore e quel bambino per quanto piccolo aveva lo stesso destino che accomuna tutti gli uomini, quello di sbagliare.  Il suo errore però gli costerà caro, gli ruberà il braccio, il quale sarà avvolto dalle tenebre, le quali tenteranno di rubare anche il suo cuore. Ferion crescerà aiutato da Angarus e un mago guerriero, che nonostante sia un donnaiolo riuscirà a fargli trovare quel calore che solo una famiglia può donarti.  Così tra la vita, un drago e un mago, Ferion diventerà grande fino a che non si troverà a fronteggiare il più grande errore che avesse mai commesso fino a quel momento.  Questo cambierà il suo destino, portandolo lontano da quelle persone che erano diventate la sua casa. Lontano per contrastare quell’oscurità che aveva dentro e che restava visibile a tutti come un peccato sul suo braccio, ormai diventato quello di un demone. Ferion affronterà mostri e demoni, si allenerà con tre maestri alquanto sadici ma fortissimi: un nano, un mezzo elfo e un guerriero rinnegato. Capirà che tutti portano una colpa sul proprio cuore e insieme a loro ed Arila una ragazza dal passato difficile, riuscirà a diventare più forte e a crescere; così forte che il destino della sua vecchia città e delle persone che ama sarà nelle sue mani.

Recensione:

Inizialmente non ho avuto modo di apprezzare particolarmente lo stile di scrittura dell’autore, a mio avviso ancora molto acerbo. Trovo che sia molto dispersivo nel dare informazioni iniziali, per questo quando si inizia la lettura si fa fatica ad immergersi davvero nell’atmosfera e nella storia che l’autore ci vuole narrare.

Ho avuto come l’impressione che in alcuni punti voglia ispirarsi agli scritti di Tolkien, ma la differenza risulta piuttosto netta tra uno scritto e l’altro, chiaramente visibile già leggendo un paio di righe. Non è possibile in nessun modo parlare di similitudini vere e proprie, in quanto gli argomenti trattati, per quanto dello stesso genere, hanno le loro diversificazioni.

Per quanto riguarda la scelta del lessico alcune volte si cade in ripetizioni, il vocabolario andrebbe un po’ ampliato e magari arrivare allo stesso concetto con termini diversi, utilizzando sinonimi. In questo modo la lettura risulterebbe più scorrevole. 

E se all’inizio ho avuto difficoltà ad apprezzare la narrazione e la lettura, mi dispiace purtroppo dover dire che proseguendo le cose non sembrano migliorare granché. Lo stile narrativo andrebbe sicuramente migliorato molto, in quanto la povertà del lessico utilizzata andando avanti non cambia.

La storia segue le vicende di Ferion fin da quando è neonato e durante la sua crescita, fino a che il “male” non subentra nella sua vita. Il tutto contornato da familiari e amici, fino al finale aperto che lascia sospettare ci possa essere un seguito.

Le descrizioni emotive dei personaggi, ampliate un po’ potrebbero permettere al lettore di avere quella sensazione di immedesimazione. Così, invece, durante la lettura purtroppo non sono riuscita a sentirmi vicina a nessuno dei personaggi in particolare. 

Il romanzo in sé non è molto complesso, sicuramente apprezzabile da un pubblico molto giovane. L’idea per quanto potenzialmente buona, andava sicuramente sviluppata meglio, gestita in maniera differente e ampliata un po’ di più, avrebbe sicuramente reso il tutto più interessante.

 

Sabrina. 

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