“La spia dei Borgia” è il thriller ambientato in epoca rinascimentale, firmato Andrea Frediani, già autore delle saghe “Gli invincibili” e “Roma caput mundi”, tutto edito da Newton Compton.

Titolo: La spia dei Borgia
Autore: Andrea Frediani
Genere letterario: Thriller/Storico
Costo formato Kindle: €2,99
Costo copertina rigida: €8,50
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Trama

Il papa Alessandro VI Borgia sta perfezionando i suoi progetti per il controllo dell’Italia, quando un atroce delitto lo priva di uno degli affetti più cari e sconvolge i suoi piani. Tutta Roma viene mobilitata per scoprire l’autore del crimine ma, per una strana serie di coincidenze, in prima linea nelle indagini si viene a trovare il pittore di corte, il celebre Pinturicchio. Per far luce su un omicidio che ha ferito il cuore del papato, Pinturicchio si servirà dell’aiuto dei più affermati artisti in città, da Michelangelo Buonarroti a Filippino Lippi, da Piermatteo d’Amelia al Perugino. L’elenco dei nemici dei Borgia è così lungo che la lista dei sospettati si alimenta di giorno in giorno. Ma un uomo mascherato potrebbe essere il testimone chiave del delitto o il suo autore… Di chi si tratta? In una Roma rinascimentale dove la ricchezza delle espressioni artistiche va di pari passo con le lotte per il potere, la penna di Andrea Frediani rievoca uno dei più celebri cold case della storia.

Recensione

“Quanto più gravi sono i peccati che abbiamo
commesso,tanto più lo è l’ammonimento
che ci invia il Signore.”

La cosa veramente bella di recensire un romanzo storico è che posso stare relativamente serena sugli spoiler. So che vi era mancato moltissimo il mio tono semiserio. Ammettetelo. L’assassinio di Giovanni Borgia, duca di Gandia, è uno dei casi più famosi della storia. Su questo omicidio si hanno fonti certe e, parimenti, speculazioni varie. È qui che si colloca il lavoro dell’autore. Ma procediamo per gradi.

Il papa Alessandro VI Borgia sta per accentrare tutto il potere su di sé, quando il suo figlio prediletto viene ucciso con nove pugnalate e la sua guardia del corpo, un uomo mascherato, sparisce. Se sia vivo o morto, non si sa, ma di certo ritrovarlo aiuterebbe nelle indagini. Il papa è sconvolto, i sensi di colpa su come ha governato la sua Chiesa e la sua famiglia lo divorano. Forse avrebbe potuto dare al figlio Cesare un ruolo a lui più consono, impedire che quest’ultimo e Giovanni facessero dispetti al fratello minore, e che dire di Lucrezia? Anche lei è una mina vangante in seno ai Borgia?

Per compiacere la compagna Grania e farsi liquidare i propri lavori, Pinturicchio, il celebre pittore, propone al papa un accordo: i soldi in cambio di una rete di spie composta dai colleghi artisti. Così lo storico, con l’aiuto di un personaggio di fantasia (Isabella, ndr.), assume finalmente i connotati del thriller.

“I Borgia erano fieri e orgogliosi, perfino
arroganti, e in tal modo si erano ritagliati
uno spazio sempre più ampio sul palcoscenico politico.”

“La spia dei Borgia” è un’opera ambiziosa e la trama, che si serve di elementi sia reali che fantasiosi, è bene orchestrata. Il linguaggio non è particolarmente aulico, i termini sono di facilissima comprensione e il susseguirsi dei fatti si segue senza troppi intoppi. La descrizione dei dipinti, degli affreschi e dell’arte in genere è ottima. Così pure la caratterizzazione dei personaggi. Per questi motivi, mi sento di consigliarlo anche ai neofiti dei generi storico e thriller.

Peccato che qui entri in gioco il mio gusto personale e che io abbia trovato la narrazione pesante: ha messo a dura prova la mia capacità di concentrazione e ogni quarto d’ora perdevo il filo. Oltretutto, l’ho trovato un po’ ripetitivo e forse si potevano eliminare i concetti reiterati. Tuttavia, apprezzo il lavoro di Andrea Frediani, che da uno spunto (l’uomo mascherato e la sifilide) ha saputo dar vita a un personaggio di fantasia -il mio preferito, tra l’altro- e ha reso quelli storici umani, tridimensionali nelle parole e nei gesti, e non caricaturali. Chapeau.

“Cominciava a pensare che nulla, in quella
famiglia, fosse giudicato troppo immorale.”

Alessia Garbo.

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