Dal 23 gennaio in libreria “Una magia a Parigi”, il nuovo romanzo di Danielle Steel edito da Sperling & Kupfer. Ho avuto il piacere di leggerlo, e adesso vi dirò che ne penso! 

Titolo: Una magia a Parigi
Autrice: Danielle Steel 
Genere: Narrativa contemporanea 
Data di pubblicazione: 23 gennaio 2018
Casa editrice: Sperling & Kupfer 
Store d’acquisto: Amazon

Trama: 

Inizia tutto in una sera d’estate, con quel tipo di magia che si trova solo a Parigi. 

Sei amici, molto affiatati, s’incontrano a una cena, elegante quanto esclusiva. Un evento che si svolge una volta all’anno nella Ville Lumière, all’ombra dei luoghi simbolo della città – a Notre-Dame, vicino all’Arco di Trionfo, ai piedi della Tour Eiffel, Place de la Concorde, tra le piramidi del Louvre, a Place Vendôme -, e dove tutto è rigorosamente in bianco. Dal vestito degli ospiti alle tovaglie, dai fiori alla porcellana. Un’atmosfera speciale che, al termine della serata, quando il sole è ormai tramontato e la luce di migliaia di candele illumina ogni cosa, si accende con il lancio verso il cielo di centinaia di lanterne volanti.

Ognuna custodisce silenziosa al suo interno un desiderio. E, con lo sguardo rivolto verso l’alto, i sei amici le osservano allontanarsi all’orizzonte. Ancora non sanno che quella sera sarà soltanto la vigilia di grandi cambiamenti nella loro vita. Un anno intenso, tra successi e rotture, li aspetta, fino alla prossima Cena in Bianco…
Con straordinaria delicatezza e passione, Danielle Steel firma un emozionante romanzo sulla magia che si nasconde nelle pieghe della vita. Una storia sorprendente, che ha già incantato le lettrici d’oltreoceano ed esordito al primo posto della classifica dei libri più venduti del New York Times.

Recensione: 

Le piaceva scrivere, ma le piaceva anche popolare la vita con personaggi inventati, che per lei diventavano reali una volta usciti dalla penna. 

Come si evince dalla trama, tutto ha inizio da un evento: la famosa Cena in bianco, che si tiene ogni anno in una location segreta della Ville Lumière. E’ un evento per pochi eletti – si fa per dire – che tramite il giusto giro di amicizie ricevono l’invito a questo evento esclusivo. Accade da oltre trent’anni: ogni anno un folto gruppo di persone, dai 7 ai 15 mila invitati, si appresta a cenare ai piedi di un prestigioso monumento parigino portando da casa tavoli, stoviglie e le portate che saranno consumate durante la serata. C’è una regola ferrea: il total white.  Dal vestiario agli accessori. 

Il libro parla di sei amici, appunto molto affiatati, che prenderanno parte alla Cena in bianco.  Ma da quella particolare serata le loro vite, le abitudini, tutte le sicurezze, verranno stravolte. 

Attraverso le pagine, i capitoli, e la narrazione in terza persona di Una magia a Parigi, verremo catapultati nelle vite dei sei protagonisti e in quella delle persone che ne fanno parte. Conosceremo Jean-Philippe e sua moglie Valerie, una coppia agli occhi di tutti indistruttibile, con tre bambini e un felice matrimonio all’attivo. E a volte basta un piccolo cambiamento, un barlume di luce sulle aspirazioni che entrambi hanno, per far vacillare una coppia all’apparenza forte. 

Una coppia assai fragile, invece, è quella formata da Benedetta e Gregorio. Quanto a lungo può essere tollerata l’infedeltà? 

L’amore a volte ci tappa gli occhi, ci fa credere ai possibili cambiamenti dell’altro che sono destinati a non arrivare mai, non ci rende lucidi neppure davanti all’evidenza. Eppure, c’è un limite persino all’amore e questo, Benedetta, inizierà a capirlo da quella famosa Cena in Bianco. 

“Ti senti davvero libera, Benedetta? Non è facile allontanarsi da una persona alla quale sei stata legata così a lungo”. 

E poi c’è Chantal una donna dall’animo giovanile a discapito dell’età, che si costringe a una vita castigata da quando è rimasta vedova molti anni prima.  E’ madre, ha tre figli che vivono lontani da Parigi, dispersi ai tre angoli del mondo, ma di cui si prende cura mettendo da sempre se stessa in secondo piano. Loro la vedono, appunto, come la loro madre: dunque non desiderosa di ricevere ancora le cure e l’amore di un uomo. Anche Chantal ne è convinta, almeno fino a quando non si imbatte in Xavier durante la Cena in bianco. 

Mai aveva provato una sensazione simile, ma la riconobbe subito per ciò che era: l’amore di un uomo degno.

Ultimo, ma fondamentale per alcuni punti di riflessione che ci offre Una magia a Parigi, Dharam. Un facoltoso uomo indiano, dotato di grande charme e anch’esso invitato alla Cena in bianco. Lui è la personificazione del perfetto principe azzurro, quello che avresti voluto incontrare molto tempo prima, ma che arriva proprio quando pensavi che l’amore fosse una gran fregatura. Che non esistessero uomini capaci di farti sentire la cosa più importante al mondo. 

Questo non è un libro che vuole emozionare, ma desidera invece porci davanti a differenti punti di riflessione

Danielle Steel, con Una magia a Parigi, ci mette di fronte a tante situazioni che sono all’ordine del giorno, alle quali spesso non facciamo caso, di cui raramente si parla nei libri ponendoli in questo modo, ma che sono attuali nelle vite di moltissime persone. Il fatto è che ci diamo per scontati: è facile credere che una coppia sia felice, se li vedi sorridere. Ma cosa accade tra le mura di casa, quando noi non possiamo assistere? 
E’ altrettanto facile credere che se qualcuno ci ha perdonati tante volte, continuerà a farlo sempre. Che possiamo prendercene gioco, fargli promesse che non manterremo, a oltranza. Però la gente cambia, a volte si sveglia, e chi non ha fatto altro che collezionare errori finirà con il farsi terra bruciata attorno. 
E quante volte avete pensato a vostra madre come a un semplice essere umano, capace di mostrarsi forte per i suoi figli ma allo stesso tempo di avere insicurezze e provare gli stessi sentimenti di chiunque altro?  Poche, o quasi mai, scommetto. 
La verità è che siamo tutti un po’ egocentrici, superficiali per certi versi, campioni nell’arrivare a facili conclusioni. Invece dovremmo imparare, tutti, a guardare oltre l’apparenza. Ad andare a fondo, ad ascoltare davvero le persone che diciamo d’amare e a non ferirle pensando che tanto ci saranno sempre. 

Vi consiglio di leggere questo romanzo, perché a volte è bene affrontare una lettura che ci fa riflettere su temi attuali. 

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