Care trattine, oggi la nostra Veronica ci parlerà de “Il mio sbaglio più grande” (Devil’s Night Series Vol.1) di Penelope Douglas, che ancora una volta, grazie a Newton Compton, abbiamo avuto la fortuna di leggere in Italia.

SINOSSI

I sogni son desideri. Ma i miei incubi sono diventati la mia ossessione.
Si chiama Michael Crist. È il fratello maggiore del mio ragazzo ed è come quei film dell’orrore che guardi coprendoti gli occhi. È bellissimo, forte, e assolutamente terrificante. È il campione della squadra di basket del suo college e ora è diventato un professionista. Non mi vede neppure. Ma io l’ho notato. L’ho visto, l’ho sentito. Le cose che ha fatto, i misfatti che ha nascosto. Per anni mi sono mangiata le mani, incapace di distogliere lo sguardo. Ora sono all’università ma non ho smesso di osservarlo. È un pessimo soggetto, e non so quanto ancora riuscirò a tenere segrete le cose che gli ho visto fare.
Si chiama Erika Fane, ma tutti la chiamano Rika. È la ragazza di mio fratello ed è sempre in giro per casa nostra, sempre a cena con noi. Abbassa lo sguardo quando entro io, e quando le sono vicino è come pietrificata. Riesco sempre a percepire la sua paura, e anche se non possiedo il suo corpo, so di avere la sua mente. È l’unica cosa che voglio. Almeno finché mio fratello non si arruola, e io trovo Rika da sola al college. Nella mia città. Indifesa. L’occasione è incredibilmente allettante. Perché tre anni fa per colpa sua alcuni miei amici sono finiti in prigione, e ora sono usciti. Abbiamo aspettato. Siamo stati pazienti. E ora tutti i suoi incubi stanno per avverarsi.

RECENSIONE

Amate Penelope Douglas? Il suo modo di scrivere? I meravigliosi personaggi della Fall Away Series? Anch’io.
Ma dovete mettere da parte tutto questo per leggere il primo libro di questa nuova saga, arrivato in Italia grazie a Newton Compton il 10 aprile scorso.
Partiamo dal titolo, quello in lingua originale. CORRUPT. È importante soffermarsi su questo, perché la traduzione italiana è, a mio parere, fuorviante. Questo non è un new adult, non è un young adult, non rientra nel mondo del romance a cui eravamo abituate sentendo nominare la Douglas.

Corrupt è ansia, crudeltà, rimorso, rimpianto, oscurità, sesso sporco, verità taciute, bruttezza celata sotto una patina di perfezione. In una sola parola, corruzione appunto.

Mentre mi guardavo attorno e osservavo gli adulti e le famiglie con le quali ero cresciuta, tutte piene di soldi e vestiti firmati, spesso avevo l’impressione che fossero coperti da una patina di vernice, simile a quella che si applica sul legno marcescente. C’erano azioni deplorevoli e semi cattivi, ma a nessuno importa se la casa sta cadendo a pezzi fintantochè è bella, no?

Michael Crist, Kai Mori, Damon Torrance, Will Grayson III. I Quattro Cavalieri, i quattro ragazzi d’oro della cittadina di Thunder Bay, coloro che il giorno prima di Halloween, nella Notte del Diavolo, indossata una maschera, trasformano la città nel loro terreno di gioco, provocando scherzi di dubbio gusto e moralità e coinvolgendo i ragazzi del posto meritevoli della loro attenzione. Nessuno gli si oppone, nessuno li ferma, tutti ne hanno paura ma ne sono allo stesso tempo affascinati. Sono quattro ragazzi con personalità molto differenti tra loro, ma accomunati dal desiderio di qualcosa di più di quello che i privilegi delle loro famiglie gli impongono di fare e di volere.

Il protagonista di questo primo libro è Michael Crist, giocatore di basket professionista. Bellissimo, freddo, crudele, qualcuno potrebbe dire malato. Intoccabile e impassibile. Un sogno proibito per Rika, la ragazza di suo fratello. Apparentemente.

Non ero mai stato con una donna capace di alimentare il mio desiderio come lei. Non avevo mai fatto giochi di ruolo, indossato la maschera, giocato, né fatto niente di simile con nessuna. Scopare, divorare, baciare, leccare, gemere, spingere, venire e poi ancora, daccapo. Da perderci la testa.

Erika Fane è un personaggio difficile da inquadrare. Da che ha memoria, tutti i suoi ricordi più belli e anche quelli più brutti sono legati alla famiglia Crist, e in modo particolare a Michael. Basta che lui entri in una stanza, basta anche solo il sentirlo palleggiare in lontananza mentre si allena o il sapere vagamente che si trovi in casa per farle accelerare i battiti, per farla ricoprire di una patina di sudore e della consapevolezza di essere irrimediabilmente sua. Sin da piccola, è stata spinta tra le braccia di Trevor, il fratello di Michael, ritenuto più adatto per lei e per gestire il suo patrimonio una volta sposati. Ma Rika non è la ragazza che credono i signori Crist, lei vuole di più. Vuole Michael e tutto quello che comporta stare con lui. Il brivido, la paura, il gioco.

«Che cosa vuoi da me? Eh?», chiese respirando a fondo con lo sguardo fisso nei miei occhi. «Che cosa vedi in me che ti affascina tanto?».
Tremai, sostenendo il suo sguardo. Cosa ci trovavo in lui? La risposta era tanto semplice, non dovevo nemmeno pensarci.
[…]
La bramosia.
Il bisogno di scappare, il desiderio di trovare quell’unica persona sul pianeta in grado di capirmi, la tentazione di ottenere tutte le cose che ci dicono che non possiamo avere…
Lui mi aveva guardata dentro, e ogni volta che, crescendo, mi ero sentita sola o come se stessi cercando qualcosa che non riuscivo a tradurre in parole, mi ero sentita meno persa sapendo che lui c’era.

Mi ci è voluto un po’ per entrare nella testa di questi due protagonisti, per comprendere ciò che fanno e perché lo fanno. Riflettendoci, credo sia un desiderio abbastanza comune fra i ragazzi ricchi quello di auspicare a qualcosa di diverso, di proibito, qualcosa che i soldi non possano dargli.

«Ho fame, Rika», disse premendo tutto il corpo contro la mia schiena, le labbra a un millimetro dalle mie. «Voglio tutto quello che mi dicono che non posso avere, e vedo anche in te la stessa brama».

Forse Michael e Rika si vogliono così tanto perché sono l’uno la cosa proibita per l’altro, la sola e unica cosa che gli era stato detto di non toccare e di non poter mai avere. Non è qualcosa che ci accomuna un po’ tutti? Quello che ci viene vietato di fare suscita domande e curiosità e, se è vero per noi comuni mortali, figuriamoci per dei ricchi ragazzi insoddisfatti.

Non dirò che la storia tra Michael e Rika sia una bella storia d’amore, perché non è quello che penso. È una storia di bisogno d’amore, di vicinanza, di comprensione. Un bisogno che non è facile da ammettere, una debolezza per sfuggire alla quale si trovano invischiati in un gioco perverso, caratterizzato da sete di vendetta prima e desiderio di possesso dopo.

«Giurami che non mi dirai mai di no. Giurami che non ti sottrarrai mai a me».
Afferrò il labbro inferiore con i denti, e cominciò a succhiarlo e a baciarlo. «Non dirò mai di no», rispose, ma poi con un sorriso nella voce aggiunse: «Fintantochè continuerai a farmi gridare di sì».

Sicuramente si tratta di due personaggi complessi, le cui scelte non sempre ho compreso o condiviso appieno. Da questo punto di vista, sono stati molto utili sia i pov alternati che gli sbalzi temporali, che però non mi hanno chiarito appieno alcune scelte fatte dall’autrice. Probabilmente, una delle motivazioni potrebbe essere la mia differente visione di cosa debba essere una relazione di coppia, ma questo non può e non deve condizionare il mio giudizio sul libro, che oggettivamente è una conferma della bravura di Penelope Douglas.

Il cambiamento di genere rispetto alla Fall Away series ha portato con sé anche un cambio di registro per quanto riguarda il sesso che, se già con Jared Trent & co. era bollente, qui è addirittura infuocato (in una scena in particolare anche completamente inatteso!). Non aspettatevi romantici preliminari e coccole post orgasmo, qui si fa sesso nudo e crudo (e molto sudato).

La trama è avvincente, ricca di suspense. Michael, Kai, Damon e Will sono accomunati dal desiderio di vendetta nei confronti di Rika e di un suo presunto tradimento, che ha condotto tutti tranne Michael in carcere, cambiando per sempre le loro vite. Ciò che ha fatto loro superare giorno dopo giorno la reclusione è stata la certezza di un piano che le avrebbe rovinato la vita, e sono disposti a tutto pur di metterlo in atto.
Ma Rika si è davvero macchiata di quella colpa? E, in tal caso, le sue ragioni erano davvero così sbagliate?

Tirando le somme, mi ha convinta questo romanzo? Tutto sommato sì, sono disposta anche a sorvolare sui piccoli dubbi riguardanti alcune scene, che non riporterò nello specifico per non svelare importanti intrecci della trama, tuttavia ciò che non mi ha conquistata come credevo è proprio Michael Crist.
Solitamente, entro molto in sintonia con i protagonisti maschili, al punto da aver accumulato molti ragazzi immaginari nel corso degli anni. Tuttavia Michael in sé non mi ha trasmesso granchè, e mi riferisco alla sua personalità e ai suoi modi di fare. Rika invece, sebbene criptica in alcune scelte, è la vera eroina della storia secondo me, caparbia, indomita e con la forza di rialzarsi e andare avanti.

Mi ha molto incuriosita il personaggio di Damon Torrance, non vedo l’ora che arrivi il libro a lui dedicato e, avendo molta fiducia nel talento della Douglas, so che non mi deluderà.

Veronica Palermo

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