“La collina dei delitti” è il nuovo giallo di Roberto Carboni, edito Newton Compton.

Quanti degli sbagli commessi da giovane possono essere bollati come semplici errori di gioventù? Me lo sono chiesta lungo tutta la lettura de “La collina dei delitti”, il giallo che ho scelto per voi. E, forse, se lo chiede Gabriele Moretti, il nostro protagonista.

La collina dei delitti

Titolo: La collina dei delitti
Autore: Roberto Carboni
Genere: Giallo
Editore: Newton Compton Editori
Link d’acquisto: Amazon

Trama

Sulle colline di Montebudel­lo, tra Bologna e Modena, du­rante uno scavo una ruspa porta alla luce un cadavere seppellito da oltre dieci anni.

È una sera gelida, c’è il pericolo che la pioggia battente si trasformi in tor­menta di neve. Un inferno per i tecnici della Scientifica. Giornalisti e curiosi si accalcano intorno alla zona del ritrova­mento: ben presto l’attenzione di tutto il Paese si concentra su quel macabro mistero. L’architetto Gabriele Moretti sta guardando il servizio alla televisio­ne. Ha trentasei anni, una bella famiglia a cui è molto legato e la sua carriera è decollata. Eppure, dopo aver visto quel servizio di cronaca, il suo umore cambia improvvisamente e le sue notti si popolano di incubi, invasi da luoghi oscuri, presenze spettrali e cadaveri resuscitati. Agli incubi si aggiungono emicranie, allucinazioni e la sensazio­ne di essere seguito.

Come se non ba­stasse trova biglietti anonimi lasciati in ascensore, e persino la moglie e i suo­ceri sembrano mutare atteggiamento nei suoi confronti. Che cosa è accaduto davvero dieci anni fa su quelle colline? Gabriele ancora non lo sa, ma c’è una verità oscura che sta per tornare alla luce: altri efferati omicidi stanno per essere commessi.

Recensione

Cari e care, io – come al solito – cado dal pero! Mi preme confessare di non essermi mai imbattuta in Roberto Carboni prima di qualche giorno fa, e dire che dal web viene fuori che non si tratta esattamente di un autore di primo pelo. Ha un curriculum di tutto rispetto e avendo letto con sommo piacere una sua opera non stento a crederlo.

“Lo chiamiamo ‘il male’, solo perché vogliamo prenderne le distanze. Come se non ci appartenesse e abitasse lontano da noi. L’uomo aveva accettato l’orrore che sentiva dentro”.

Sarà molto difficile parlarvi de “La collina dei delitti” senza incappare in qualche spoiler, e senza rimanere criptica. Di solito non mi spingo mai oltre la quarta di copertina, solo che stavolta non mi è di molto aiuto. Devo dire infatti che il lavoro che la Newton Compton ha fatto con la sinossi è egregio! Ti cattura irrimediabilmente, eppure non svela troppo! Il titolo e la copertina completano l’insieme ma è leggendo che vi troverete del tutto avvinti dalla magia: è il caso di specificarlo.

“Ci hanno insegnato a guardare senza toccare e odiare senza agire. Per questo, mio discepolo caduto, ho tentato di spiegarti che il peggior delitto non è l’omicidio, come tu hai sempre creduto, bensì la vita senza coraggio”.

Gabriele Moretti ha trentasei anni e possiede tutto ciò che desidera. Una bella moglie, una figlia graziosa, una casa sontuosa, una carriera all’apice, una vita agiata. Qualcosa per cui lottare con le unghie e con i denti, ma anche qualcosa attraverso cui minacciarlo. Nessuno, nemmeno Gabriele, sarebbe disposto a rinunciare a tutto ciò e per cosa, poi? Per il ritrovamento del cadavere di uno sconosciuto? No, davvero non vale la pena. Però, incubi e allucinazioni tormentano le sue notti e a questi si aggiunge la sensazione, molto vivida, di essere seguito. Chi lo sta cercando?

Anche Silvia, dirigente di una grossa azienda, d’altra parte è assai scossa dalle immagini che continuano a scorrere in tv, quelle di una collina divenuta il centro del mondo per giorni, settimane.

Centoventitré capitoli, ognuno si legge in due-tre minuti al massimo, narrati in terza persona, che mi hanno fatto prendere le parti sia dei buoni sia dei cattivi, che mi hanno addirittura fatto simpatizzare col villain. Centoventitré capitoli da rileggere sicuramente più avanti sapendo come sono andate le cose alla fine e gustandosi ogni singola comparsa, ogni singola inquietante scena da cui sono stata assorbita.

Non credo che ne “La collina dei delitti” ci siano personaggi meramente secondari. Gabriele, Silvia, Anna Paola, Benedetta, Alvoni sono tutti protagonisti, e gli altri sono comprimari o semplici figuranti ma – e questo tenetelo bene a mente – tutti contribuiscono alla trama. Chiunque ha una parte, piccola o grande che sia, in questo tetro disegno e di chiunque il lettore deve sospettare.

Trovo insolita e seducente la scelta di affidare il punto di vista, la narrazione, un po’ a ogni personaggio. Le immagini che Roberto Carboni ci presenta sono vivide e oscure, proprio per questo la ritengo una lettura affascinante, che ho riservato alle ore notturne, in grado di offrire spunti sulla distinzione tra bene e male. Tutto ciò senza perdersi in chiacchiere e senza indugiare in parole di troppo o forme particolarmente elaborate. Anzi, con la precisione di un bisturi chirurgico l’autore descrive gesti, luoghi, intenzioni, e ci lascia guardare dentro i suoi personaggi, ci lascia vedere la radice del male.

Lettura top e consigliata, soprattutto se desiderate approcciarvi a un giallo a tinte noir.

Alessia Garbo

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