Buon pomeriggio cari lettori, oggi vi parlerò di “È solo colpa tua”, il nuovo romanzo di Robin C. in libreria da oggi, 26 luglio, e che ho appena terminato di leggere. 

 

Titolo: È solo colpa tua 
Autrice: Robin C. 
Editore: Newton Compton 
Data di pubblicazione: 26 luglio 2017
Formato: Ebook – Cartaceo 
Pagine: 374 
Link d’acquisto: Amazon 

Trama: 

Andrew Thomas Carmody è un giovane medico dall’avvenire luminoso. Futuro primario di neonatologia, è considerato una leggenda vivente all’interno del Presbyterian, l’ospedale in cui lavora. È un uomo dall’aspetto affascinante: alto, atletico, con un viso dai lineamenti virili e dai colori delicati, una vera calamita per gli occhi di ogni donna e al contempo una chimera per chiunque lo corteggi. Andrew è infatti felicemente sposato con il suo primo amore, Alexandra, ideale di grazia e bellezza femminile. La loro è una storia d’amore da favola, fino a quando il corpo scandaloso e l’esplosiva audacia della giovane Evalyn non si insinuano in quel quadro perfetto mandandolo in pezzi. Sensualità e scene di realismo straordinario, sentimenti e sensazioni accompagneranno il lettore in una dimensione nuova. Lasciarsi andare e godere di ogni singolo istante passato in compagnia dei protagonisti di questa storia incendiaria sarà l’unica via possibile.
Il nuovo romanzo di Robin C. è un viaggio nel mondo del proibito che sconvolge e seduce fino all’ultimo respiro. 

Recensione: 

“Un romanzo che seduce fino all’ultimo respiro”, non posso dire che non sia così.  È solo colpa tua, è un libro che ti ammalia fin dalla prima parola del prologo. Robin C. ha una scrittura fluida, ogni parola è al suo posto e, chiaramente, non è messa lì a caso. Ogni frase ti spinge a voler leggere le successive, ogni capitolo lo divori con curiosità, travolta da mille sensazioni spesso contrastanti. In È solo colpa tua non è possibile non amare e odiare, difendere e incolpare, ogni singolo protagonista principale o secondario che sia. 

La trama, calda, sensuale, appassionata, narrata in terza persona, è fatta da intrecci tra passato e presente costruiti con meticolosa capacità. Dietro a ogni scena di sesso spinto, crudo, irruento, sofferto, veemente o rabbioso – sì, in questo romanzo sono presenti tutte queste emozioni e molte di più – c’è una forte impronta psicologica. Nulla è realmente irrazionale come può apparire, perché dietro alle scelte di Andrew, il protagonista maschile di questo libro, c’è sempre una matrice di stampo mentale. C’è sempre un disagio, la poca conoscenza di se stesso o averlo conosciuto in modo improvviso. 

Non nego di non aver compreso fino in fondo Andrew per gran parte del romanzo, lo detestavo e avrei voluto prenderlo a schiaffi per quella bruciante ed egoistica passione carnale a causa della quale ha mandato a rotoli la sua esistenza, spazzato via ciò che davvero era importante per lui e scatenato una serie di eventi disastrosi. Un uomo forse troppo codardo, al principio, per mettersi a nudo davanti all’unica persona con cui aveva condiviso la giovinezza e gli ultimi dieci anni della sua vita prima della catastrofe, del bisogno di perversione. E’ vero, forse, che è più facile ammettere le proprie debolezze, i propri desideri più torbidi, con chi non ci conosce affatto. Temendo, forse, che chi pensa di sapere tutto di noi possa giudicarci in modo negativo. E’ questo, in fondo, che credo sia capitato ad Andrew. Ma lo giustifica? Giustifica la sua condotta sconsiderata? Il male che ha fatto a se stesso per primo e a chiunque facesse parte della sua vita, in un modo o nell’altro? 

No, forse non c’è una giustificazione che possa davvero reggere per Andrew, ma il dolore che infliggiamo agli altri spesso porta ad altro dolore. Ripercussioni gravi che alla fine hanno colpito lui per primo e tutti gli altri a catena. Una catena di colpi bassi, inganni, vendette tremende, notti di passione accecante, anni passati a usare il sesso e la perversione come uno sfogo, croce e delizia di chi vuole punire e punirsi pensando di uscire da tutto questo caos iniziato per quella che doveva essere una sola notte. Un solo errore. Una sola dannata volta… 

Non è stato così. 

Il tormento, l’amarezza, il dolore di aver scoperto una persona diversa, portano Alexandra a un mutamento della sua natura…  anche se, quella messa in mostra per anni forse non era quella vera. Anche lei, dopotutto, si era solo convinta di essere qualcosa, qualcuno… una sola personalità immutabile. Perché poi? Probabilmente perché Andrew era diventato il suo tutto, la sua unica e sola priorità… era diventato più importante della sua stessa persona. E così lei aveva finito per non vedersi neppure. Alexandra non si conosceva, non si ascoltava o forse non si era mai intestardita affinché fosse Andrew a vederla per quella che era realmente.

Ma cosa succede quando la parte più importante di te, quella che hai messo davanti a qualsiasi tuo reale bisogno, ti tradisce? Ti si rivolta contro? 

“Quella era casa sua e la donna inginocchiata davanti a lui era sua moglie, eppure l’intera situazione gli risultava incomprensibile”. 

Odio. L’amore tradito diventa spesso odio e a volte questo cocktail di sentimenti contraddittori ti portano a commettere gesti peggiori di quelli subiti. Non vi dirò in quali e quanti modi Alexandra ha fatto pagare ad Andrew le sue pene, ma vi dirò che a metà romanzo le loro rispettive colpe per me hanno assunto lo stesso peso. Credo che questo fosse l’intento dell’autrice, farci comprendere quanto a volte la colpa finisca a non essere più di nessuno delle parti coinvolte. Che le cause del principio sono il più delle volte imputabili ad entrambi, così come la catena di conseguenze che ne scaturiscono. 

“Andrew rimase immobile. Adorava sentire le sue mani addosso. Non sognava altro che farla di nuovo sua, ma ciò che stava accadendo aveva qualcosa di inquietante e strano”. 

Il mio voto a questo romanzo è il massimo, ovvero 5 stelle, perché non può essere altrimenti se una storia ti ha trascinato dentro alle pagine, ti ha fatto arrabbiare, ragionare, saltare da una parte all’altra fino a che non ti stabilizzi nel mezzo, dove non ci sono distinzioni tra vittime e carnefici. 

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