“Un caso troppo complicato per l’ispettore Santoni” è l’ultima fatica letteraria di Franco Matteucci, autore e regista televisivo, edita Newton Compton e in uscita oggi, 7 gennaio 2021.

Marzio Santoni, il protagonista del nuovo libro di Franco Matteucci, è definito Lupo Bianco, e questo non a caso. Per lui, ispettore di polizia a Valdiluce,  l’ambiente montano è pieno di indizi, dotato com’è di un fiuto infallibile. Ma se questa volta fosse diverso e i profumi lo confondessero?

Franco matteucci

Titolo: Un caso troppo complicato per l’ispettore Santoni
Autore: Franco Matteucci
Genere: Giallo poliziesco
Editore: Newton Compton
Link d’acquisto: Amazon

Trama

È il 12 agosto e l’ispettore Marzio Santoni, detto Lupo Bianco, con il fido assistente Kristal Beretta si ritro­va a indagare sull’improvvisa morte di Ugo Franzelli, l’anziano medico condotto di Valdiluce. Cosa è ac­caduto in quella baita isolata tra le montagne? Nella sua vita intrecciata con strani personaggi, sostanze proi­bite, denaro e donne, Franzelli aveva curato i mali degli abitanti del paese ma ne aveva anche custodito i segreti: tra le sue carte c’è un dipinto incom­piuto dove in mezzo a una ghirlanda colorata spunta il volto di un giova­ne: potrebbe essere lui l’assassino? Il profumo di una pietanza che aleggia nella baita ossessiona l’ispettore, ma per la prima volta anche il suo infalli­bile olfatto sembra non riuscire più a individuare gli ingredienti.

E a com­plicare il quadro è giunto a Valdiluce un gruppo di tosatori di pecore ma­ori, portando con sé un altro oscuro enigma: il loro capo Mikaere è riusci­to a insidiare il cuore di Ingrid Sting, la fidanzata di Santoni? L’indagine si disperde subito in decine di piste, perché tutti i testimoni hanno qual­cosa da nascondere. Tra rivelazioni incrociate e scambi di accuse, San­toni si trova a fronteggiare un caso terribilmente intricato, in cui ogni ricostruzione è un pasticcio, ogni in­grediente è un indizio.

Recensione

Ormai è risaputo: io i gialli li amo alla follia. Che si mantengano sul poliziesco andante o che virino al noir, io li adoro, e per quanto non rappresentino una lettura prettamente natalizia, mi sono fiondata subito su “Un caso troppo complicato per l’ispettore Santoni”. Gli ingredienti per piacermi questo romanzo ce li ha tutti, anche se devo confessare di non aver letto i capitoli precedenti della saga e di essermi imbattuta in Lupo bianco per la prima volta solo a capodanno.

“L’incontro con il suo carnefice era programmato o era stata una sorpresa?”

Mario Santoni, detto Lupo bianco, sa perfettamente quali vizi alterino le vite, i pensieri, i comportamenti della gente del posto. Essendo l’ispettore di Valdiluce, nemmeno alla prima indagine, conosce bene le perversioni dei suoi compaesani. Donne, denaro, sostanze stupefacenti… Segreti: ognuno ne possiede almeno uno. Eppure Franzelli, il vecchio medico del luogo, era pronto a mettere a parte Santoni di un’ultima confidenza. Peccato che muoia avvelenato prima di poterlo fare. Chi è stato a ucciderlo? E perché lo avrebbe fatto?

Il 12 agosto Valdiluce è insolitamente trafficata da un gruppo di tosatori di pecore maori, su chi ricadranno i sospetti di Lupo bianco?

“Lupo sapeva come le onde misteriose delle notizie sorgessero a Valdiluce improvvise e come fantasmi si diffondessero all’interno di tutte le case, ma appena la polizia cercava di saperne di più tutto svaniva meravigliosamente nel nulla”.

Come primissima cosa ho notato quanto sia scorrevole la scrittura di Matteucci. Il suo è un romanzo che si legge agevolmente in capo a qualche giorno.

Chiaro che quanto studio ci sia dietro “Un caso troppo complicato per l’ispettore Santoni” non mi è sfuggito, l’autore in questo volume ci parla di veleni e di come questi possano stordire al pari di una droga, oppure essere letali e infine uccidere. Ho trovato che fosse estremamente preparato sia su questo argomento che sui luoghi dove ha deciso di ambientare il suo romanzo. E del resto Lupo conosce a menadito i posti della sua infanzia, Franco Matteucci non poteva rappresentarli diversamente.

Le indagini di Lupo e del suo fidato collaboratore Kristal Beretta partono subito e qui ho avuto modo di vedere tassello dopo tassello il lavorio delle loro menti, leggere tutte le supposizioni che fanno mentre svolgono la loro perizia sul sito dei ritrovamenti.

La squadra di Santoni è piuttosto ridotta, ma da un piccolissimo comune di provincia non mi aspettavo nulla di diverso. L’intuito e lo straordinario olfatto dell’ispettore sono ciò che gli ha permesso di risolvere diversi casi pur avvalendosi di pochi collaboratori, districandosi tra diverse piste tutte ugualmente valide.

Ma il 12 agosto chiunque appare colpevole perché tutti in paese hanno qualcosa da nascondere, persino la vecchina dall’apparenza più innocua o il nuovo giovane medico ad interim.

Lupo individua nel desiderio che scuote con prepotenza gli animi degli uomini di Valdiluce, dotati di robusti appetiti sessuali, il movente per l’omicidio, lui stesso cade vittima del fascino femminile. Anticipo il mio voto finale, che è di quattro stelle su cinque, e mi sento in dovere di spiegare perché non ho potuto attribuire il massimo dei voti a “Un caso troppo complicato per l’ispettore Santoni”. I personaggi sono pochi e pur essendo in numero esiguo rimangono delineati appena, in 2D. Marzio Santoni mi è sembrato un “Gary Stu” bellissimo e bravissimo che fa tutto sempre giusto. Lo sviluppo del “pasticcio”, sebbene gli ingredienti ci fossero tutti, è abbozzato e il cliffhanger lascia piuttosto apatici e non procura la tipica tachicardia dovuta ai colpi di scena tipici dei gialli.

Quello di Franco Matteucci rimane comunque un romanzo valido sia per appassionati che per neofiti.

Alessia Garbo

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