Da oggi in tutte le librerie, e sugli store online, il nuovo atteso libro di Felicia Kingsley: “Una Cenerentola a Manhattan”. L’ho letto in anteprima per voi, e adesso vi dirò cosa ne penso. Prima, però, alcune informazioni utili sul romanzo:

Titolo: Una Cenerentola a Manhattan
Autrice: Felicia Kingsley 
Editore: Newton Compton 
Data di pubblicazione: 8 Novembre 2018 
Link d’acquisto: Amazon

Trama: 

“Un paio di scarpe possono cambiarti la vita” è una frase che non ha mai convinto Riley, e i colpi di fulmine per lei sono sempre stati e rimangono un fenomeno atmosferico. Orfana da quando aveva dieci anni, a ventisette ha tutt’altro a cui pensare: una matrigna succhia-soldi che le inventa tutte per ostacolarla; due sorellastre aspiranti web star, sempre impegnate a tiranneggiarla; tre lavori che deve fare per riuscire a vivere nella Grande Mela; e, per non farsi mancare nulla, il romanzo a cui sta lavorando da due anni e che sogna di poter pubblicare. Ma a New York le occasioni sono dietro l’angolo e un galà in maschera a Central Park potrebbe rappresentare il trampolino perfetto per realizzare il suo sogno. Quello che Riley non ha considerato è che a una festa del genere si possono fare anche incontri inaspettati… E proprio per colpa di uno speciale paio di scarpe si ritrova, proprio lei, da un giorno all’altro, a diventare la protagonista della favola più romantica di sempre nella città dove tutto può succedere.

Recensione: 

New York. Libri. Una scarpa fantastica che vale quanto la vostra casa. Un bel ragazzo e una ragazza sveglia. Davvero ancora non avete iniziato a leggerlo?

“…Tanto tempo fa in un Paese lontano lontano…
No, questa è un’altra volta, è un’altra storia. Non è stata tanto tempo fa, e la città era New York.
Vorrà scusarci Perrault per averlo scomodato, ma per parlare di Riley, dobbiamo iniziare proprio da qui.
Da quando aveva cinque anni e suo padre, dopo essere rimasto vedovo, si risposò.
Fu allora che nella sua casa, nel West Side, arrivarono Mathilda Tremaine e le sue due figlie: le
gemelle Annie e Jenny. Ma non diventarono mai una famiglia: Mathilda non aveva voglia di fare da
madre a una figlia non sua, e le gemelle non volevano una terza sorellastra scomoda.
Questo avrebbe potuto abbattere chiunque, ma non Riley. 

Okay, lo ammetto. Quando mi sono trovata questo libro tra le mani, la prima cosa a cui è pensato è stata che mi avrebbe annoiata terribilmente. Chiunque abbia letto le mie recensioni passate può essersi fatto un idea di cosa preferisca leggere. La mia casa, il mio e-book reader, è pieno zeppo di Horror. Di Thriller e gialli. E si, anche di fantasy. I romanzi romantici non hanno mai trovato posto nei miei scaffali, soprattutto non dopo un paio di tentativi durante l’adolescenza. I romanzi romantici sono noiosi. Prevedibili. Illusori. Perché devo leggere qualcosa che mi illuderà soltanto? Magari mi emoziona, e poi? Resterò delusa da quello che invece è la verità.

Cosi pensavo, ma in realtà era un errore. Perché sì, non tutti i libri i sono uguali. E come è possibile imbattersi in libri del tuo genere favorito che ti lasciano soltanto la sensazione di aver sprecato del tempo – chi di noi non ha letto libri di anche di trecento pagine per poi alzare lo sguardo, con quel senso di vuoto, ed accorgersi che quel libro non ti ha lasciato proprio nulla? – è anche possibile rivalutare un genere grazie ad un libro che ti fa ancora sognare.

“Una cenerentola a Manhattan” è un libro leggero. Carino. Un misto tra il classico cenerentola, magari senza topini canterini e la fata turchina – anche se, scopriremo, in un certo senso ci sono anche loro – e Gossip Girl

I romanzi rosa sono un genere prevalentemente per ragazze e, diciamolo, a quali ragazze non piace l’idea di vivere in una New York ricca di scoop, bei vestiti e scarpe e di principi azzurri che, però, preferiscono fare i pirati?
Io, personalmente, alzo la mano. Per una volta mi sono sentita immersa nella parte buona di una città che è la meta da sogno di chiunque. E non soltanto perché vivere in quel luogo, quelle vite, sarebbe oggettivamente una meraviglia. Ma perché, per una volta, la protagonista non è la classica ragazza bella e stupida.

“Riley, però, aveva una fortuna non da tutte: qualsiasi cosa indossasse, sembrava fosse fatta apposta per lei, come se fosse appena uscita da un atelier di Chanel. Chanel uomo, ma comunque Chanel.”

Chiunque mi conosce sa quanto io sia cinica nei confronti dei personaggi femminili. Spesso usati come contorno, soltanto perché hanno un bel visino. Cosa che si, Riley ha. Ma non solo. Riley è un po’ un maschiaccio. Quel tipo di protagonista femminile nella quale ogni ragazza normale può identificarsi.  È intelligente, con la testa sulle spalle ma non noiosa. Ha avuto una vita difficile, ma non si è abbattuta. È andata avanti, e durante il libro riesce a prendersi le sue rivincite verso una vita che non è stata giusta con lei. 
E poi c’è Jess. Il nostro principe azzurro.

“Jesse era bello? Sì, da non potergli staccare gli occhi di dosso.
Jesse era sensuale? Tanto da risvegliare i suoi istinti più nascosti.
Jesse aveva senso dell’umorismo? Anche troppo.
Jesse era bravo a letto? Così bravo che il corpo di Riley non ne aveva ancora abbastanza”.

Jess mi piace. Mi ha colpito. E non solo per la sua bellezza che è, a quanto pare, travolgente. 
Perché la bellezza passa, ma lui ha di più. E quello resta. 
Quindi, ragazze, preparatevi ad incontrare il principe azzurro meno banale che avreste mai potuto desiderare. E preparatevi a pensare “oh, vorrei così tanto essere Riley” perché di certo è quello che accadrà.

In sintesi, mi è piaciuto questo libro? Vale la pena di leggerlo e di comprarlo?

Si e ancora si.  Felicia Kingsley è una di quelle scrittrici da conoscere, la apprezzare. E perché no, anche da amare. Se volete un libro divertente, romantico, che vi tenga incollate alle pagine senza però farvi uscire fuori di testa… perché siete ancora qui? Cliccate il link in alto sulla recensione e… benvenuti a Manhattan.

“Non sappiamo chi sia il primo ad aver detto «E vissero tutti felici e contenti», ma sembra che questo sia il momento giusto per scriverlo.
Per sognare, abbiamo ancora le favole, per tutto il resto… c’è Google.”

 

 

Ambra Ferraro

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