“Un nuovo inizio” di Monique Scisci, online e in libreria dal 3 gennaio, è il primo libro che ho letto nel 2019 e di cui adesso vi parlerò. Va detto che si tratta di un secondo volume molto atteso, dopo “Chiudi gli occhi”. 

La storia tra Josephine e Mads ha avuto inizio con “Chiudi gili occhi”, libro che ho recuperato a dicembre in vista dell’uscita del secondo volume, “Un nuovo inizio”. La loro è una storia “diversamente” romantica, un amore che trasuda sensualità, possesso, trasgressione,  tormento e dolore. Un dolore che a volte lenisce ed altre ferisce…

Titolo: Un nuovo inizio 
Autore: Monique Scisci 
Editore: Newton Compton 
Genere: Erotico 
Data di pubblicazione: 03/01/2019
Link d’acquisto: Amazon 

Trama:

Sono trascorsi sei mesi da quando Mads se n’è andato e nella vita di Josephine sono cambiate molte cose. Il suo rapporto con Ben si è di nuovo raffreddato, la sua amica Celine frequenta un biologo e ha molto meno tempo per lei. Sempre più sola, Josephine si rifugia allora tra le pareti della Maison, l’unico luogo in cui sente ancora viva la presenza di Mads e dove si lascia sedurre dal mondo della dominazione, insieme a un giovane musicista. Tuttavia, in seguito all’aggressione subita, inizia a soffrire di attacchi di panico e l’angoscia la spinge ad affidarsi a un terapeuta. Un uomo dal fascino rude, lo sguardo intenso e molti tatuaggi. Dopo un inizio di terapia estremamente conflittuale, Josephine comincia a lasciarsi andare. E in seguito alla scoperta di un oscuro segreto di famiglia, il loro rapporto diventa sempre più profondo…
Passione e seduzione: una storia indimenticabile di amore e rinascita 

Recensione: 

Per chi ha letto “Chiudi gli occhi” diverso tempo fa, “Un nuovo inizio” rappresenta un ritorno a lungo atteso dato che il finale del primo volume ha lasciato diverse incognite, curiosità che vi garantisco troveranno risposta in questo secondo libro; almeno in parte, perché nulla è semplice, limpido o di immediata risoluzione quando c’è di mezzo Mads Kavén e la sua vita fatta di segreti e oscurità.  È mediante Mads che Josephine ha avuto modo giungere a nuove consapevolezze su se stessa, ha scoperto inclinazioni che non sapeva le appartenessero, ha scovato dentro di sé una donna nuova, con gusti sessuali particolari, capace di sottomettersi a un uomo per piacere mentre nel lavoro è sempre stata lei a dominare. Ma Mads, il suo padrone, l’unico che abbia mai avuto e forse il solo che potrà avere, l’ha abbandonata di punto in bianco lasciandosi dietro una scia di punti irrisolti e Josephine è intestardita a risolverli tutti. Uno per uno a cominciare dal più difficile da mandare giù. 

L’abbandono è una delle sensazioni più feroci che un essere umano sperimenta e io lo vivevo giorno dopo giorno, appena aprivo gli occhi. Lo sconforto che si prova quando si viene lasciati è di certo l’emozione più vicina alla disperazione che sentiamo in seguito a un evento luttuoso. In entrambi i casi, a prescindere dalla nostra volontà, veniamo privati di un pezzo di noi.

La verità farà male più di uno schiocco di frusta, e Josephine finirà con il rifugiarsi tra le pareti della Maison dove un tempo era stato Mads a dominarla mentre adesso è lei a tenere in pugno il piacere del suo giovane amante. Quello che Jos sta cercando è una distrazione dai tragici eventi dell’ultimo periodo, dal tradimento di Wallance e dall’abbandono di Mads. Dalla malattia della madre, la tossicodipendenza del fratello Ben.  E forse per qualche tempo chiudersi tra le mura del mondo sommerso può aver funzionato, ma Jos è una donna dura quanto fragile e l’aiuto di Gabriel, attraente psicologo, si rivelerà fondamentale per diversi aspetti: forse Jos può amare ancora, forse può ambire a una relazione normale. Forse può affidarsi a qualcuno che vuole esserci per lei, e che ci sarà nonostante tutto. Qualcuno che non vuole nascondersi, che non vuole imporsi, che desidera dialogare con lei e non solo abbaiare ordini mirati all’appagamento sessuale. 

Ma è questo ciò che vuole? Può bastarle una vita omologata, una relazione come tutte le altre, del semplice sesso vanilla per essere felice? Per tornare a sentirsi viva come si è sentita insieme a Mads? 

Questo secondo volume è un susseguirsi di eventi che sconvolgeranno puntualmente la vita di Jos e l’opionine, persino le speranze, del lettore. I colpi di scena ben architettati vi lasceranno con il fiato sospeso, penserete di aver capito tutto e di non aver compreso nulla al tempo stesso. Forse, come me, farete il tifo per l’uomo giusto cambiando idea più volte su quale sia davvero l’uomo giusto!  

Perché l’unico problema è che non si può decidere chi amare, non si sceglie la persona giusta, quella che ci fa stare bene e con cui ci sentiamo in equilibrio. Spesso perdiamo la testa per le persone sbagliate, tormentate, contorte, quelle che si danno a metà, che ci spezzano dentro, che ci confondono. Perché l’amore è una guerra che non si affronta ad armi pari e io, contro Mads, avevo perso ogni battaglia.

“Un nuovo inizio” metterà in discussione qualunque certezza della protagonista. I legami vacilleranno fino a spezzarsi, o solidificarsi in maniera indissolubile. Il dolore, la sofferenza, la speranza, l’amore saranno parte integrante di ogni capitolo narrato con la straordinaria capacità dell’autrice Monique Scisci. Il lessico usato è infatti ciò che più mi ha colpito di entrambi i volumi, così come il flusso narrativo che sa mantenere sempre viva l’attenzione anche nei passaggi leggermente più lenti. Ecco, se vogliamo trovare qualche piccolo difettuccio, secondo il mio parere personale alcuni paragrafi sono piuttosto lunghi e ripetitivi nelle informazioni e forse potevano essere smussati un po’.  

Quella tra Mads e Jos è una storia dura e cruda, senza filtri e confini. Per tanto, ne consiglio la lettura solo ai lettori con mentalità elastica, che siano disposti a immergersi in un mondo che probabilmente non gli appartiene senza pregiudizi. 

 

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