In occasione dell’uscita del romanzo di Vi Keeland “Sex, not love”, vi regaliamo una dolce quanto sexy sorpresa: un pezzettino del romanzo che arriva, in lingua originale, in tutti gli store online!

Erika Biagioni l’ha tradotto per noi:

N.B. E’ severamente vietato copiare la traduzione sui vostri social network senza citare la fonte.

Non andrai da nessuna parte prima di aver fatto due cose.”
“Due cose?”
“Lasciarmi il tuo numero e darmi un bacio d’addio.”
“Io… Io…Non ti sei lavato i denti.”
Hunter si mise a ridere. Era come se potesse vedere oltre tutte le mie cazzate. Si allungò sul comodino, afferrò il suo cellulare e me lo porse prima di alzarsi. “Il dentifricio è ancora nel bagno?”
“Quello piccolo dell’hotel.”
“Io lavo i denti. Tu scrivi.”

Mentre lui era in bagno, io riflettevo sul fatto che non avrei scritto un bel niente sul suo cellulare. Era assolutamente impossibile che rimanessi in contatto con un uomo che viveva a tremila chilometri di distanza. Un tipo come lui era l’ultima cosa di cui avevo bisogno. Ma poi pensai fosse meglio scrivere il mio numero che dirglielo apertamente. Sembrava avermi già capita in così poco tempo. Così, digitai il mio nome e il numero cambiando solo le ultime cifre.
E fu una bella mossa, perché la prima cosa che Hunter fece, tornato dal bagno, fu quella di controllare il cellulare. Per fortuna, non provò a farlo suonare. Soddisfatto, gettò il cellulare sul letto e annuì.
“Grazie. Adesso baciami.”
Compresi che non mi avrebbe lasciato andare. Così mi sacrificai per riuscire a prendere l’aereo, mi alzai sulle punte e gli schioccai un bacetto veloce sulle labbra.
Mmm…belle e morbide.
(E alla menta.)
Bene…è stato bello conoscerti.” Mi voltai per sfrecciare fuori dalla porta ma Hunter mi afferrò per il polso.
“Ti avevo detto di baciarmi.”
“L’ho fatto!”
“Baciami come hai fatto ieri sera.

Prima che riuscissi a rendermene conto, Hunter mi attirò contro di sé. Una delle sue grandi mani si andò a posare sulla mia nuca e premette per far sì che la mia testa andasse dove voleva lui. Poi, la sua bocca raggiunse la mia.
Lo shock di sentire le sue labbra sulle mie si dissipò appena iniziò a leccarmi le labbra incoraggiandomi a socchiuderle. La sua lingua fu dentro di me e lo sentiì gemere mentre mi inclinava la testa e il bacio si faceva più profondo. Quel suono arrivò fino a me facendo vibrare tutto il mio corpo. La delicatezza e la gentilezza furono spazzate via. Mi afferrò il sedere ed io mi sollevai su di lui allacciandogli le gambe intorno ai fianchi. Quando mi spinse contro il muro, mi sentìì sopraffare da una sensazione di familiarità. Non ricordavo i particolari del nostro primo bacio ma adesso sapevo perfettamente cosa si provava.
Il cellulare mi cadde di mano e così intrecciai le dita tra i suoi capelli. Gli tirai quelle ciocche soffici, non ne avevo abbastanza. Un gemito dal profondo del mio petto attraversò le nostre bocche unite. Hunter premette ancora di più la sua erezione in mezzo alle mie gambe aperte. Tremava mentre mi baciava, causando uno sfregamento attraverso due strati di vestiti che mi condusse in un luogo che non immaginavo fosse possibile raggiungere da vestiti.
Era come se volesse divorarmi tutta, e in quel momento, glielo avrei lasciato fare. Il mio seno era incollato al suo petto, potevo sentire il battito impazzito del cuore, solo non ero sicura se fosse il mio o il suo. Gesù, dove aveva imparato a baciare così?
Quando il bacio si interruppe, ero stordita e senza fiato. Hunter succhiò il mio labbro inferiore, mordicchiandolo prima di lasciare la mia bocca.
La sua voce era tesa. “Sposta il volo. Non abbiamo ancora finito qui.”
Deglutii cercando di ricompormi. “Non posso.” La mia voce era a malapena un sussurro. Era il massimo che ero riuscita a fare. Non puoi o non vuoi?

EXCERPT

You’re not going anywhere before you do two things.”
“Two things?”
“Leave your number and kiss me goodbye.”
“I…I…you haven’t brushed your teeth.”
Hunter chuckled. It felt like he could see through all of my bullshit. Reaching over to the nightstand, he grabbed his phone and held it out to me before getting up. “Toothpaste in the bathroom still?”
“The little one the hotel sets out.”
“I’ll brush. You type.”
While he was in the bathroom, I mulled over not typing anything into his phone. There was no way I was keeping in touch with a man living three-thousand miles away. A guy like him was the last thing I needed. But then I thought better of just telling him I’d put my number in. He seemed to have figured me out pretty quick. So instead, I typed my name and number, only I changed the last two digits.
And it was a good thing I did, because when Hunter returned from his bathroom trip, the first thing he did was check that I’d entered something. Luckily, he didn’t attempt to call me. Satisfied, he tossed his phone on the bed and nodded.
“Thank you. Now kiss me.”
I could see he wasn’t going to let me leave without this. So, sacrificing to make my plane, I pushed up on my toes and delivered a quick peck to his lips.
Mmm…. Nice and soft.
(And minty fresh.)
“Well…it was nice to meet you.” I turned to dart out the door, but Hunter grabbed my wrist yet again.
“I said kiss me.”
“I did!”
“Kiss me the way you kissed me last night.”
Before I could even attempt to let that sink in, Hunter yanked me against him. One of his large hands cupped the back of my neck, and he squeezed firmly to direct my head where he wanted it. Then, his lips crashed down on mine.
The shock of feeling his mouth against mine quickly dissipated as he licked my lips, encouraging me to open for him. His tongue dipped inside, and he groaned as he tilted my head and deepened the kiss. The vibration of the sound traveled between us and sent a hum through my body. Soft and gentle went out the window after that. He grabbed a fistful of my ass, and I lifted my body up onto his, wrapping my legs around his waist. As he backed us to the wall, a sense of familiarity overcame me. I couldn’t remember the specifics of our previous kiss, but I now knew deep inside what it had felt like.
My cell dropped from my hand so my fingers could tangle in his hair. Yanking on the soft strands, I couldn’t get enough. A moan from deep inside my chest moved through our connected mouths. Hunter pushed harder, his thick erection pressing into the center of my open legs. He rocked as he kissed me, causing a friction through two layers of clothing that was leading me to a place I didn’t think it was possible to go fully dressed.
It felt like he wanted to swallow me whole, and in that moment, I would have let him. My breasts were crushed to his chest, and a heartbeat raged out of control—only I wasn’t sure if it was my own or his. Jesus, where does a man learn to kiss like this?
I was breathless and stunned when our kiss broke. Hunter sucked on my bottom lip, tugging it before releasing my mouth.
His voice was strained. “Change your flight. We’re not done here.”
I swallowed, trying to gain some composure. “I can’t.” My voice was barely a whisper. It was all I could muster.
“Can’t or don’t want to?

TRAMA
La mia relazione con Hunter Delucia iniziò al contrario.
Ci incontrammo al matrimonio, lui seduto dalla parte dello sposo, io della sposa. Ci guardammo di nascosto tutta la sera, fra di noi c’era un’attrazione innegabile.
Io presi il bouquet, lui la giarrettiera. Hunter mi strinse forte durante il ballo e suggerì di approfondire la chimica tra di noi. La sua schiettezza e la sua bocca volgare avrebbero dovuto spegnermi. Ma per qualche strana ragione ebbero l’effetto contrario su di me.
Finimmo nella mia camera d’albergo. La mattina seguente tornai a casa a New York lasciandolo in California con un numero sbagliato.
Pensai a lui spesso, ma dopo la fine della mia ultima relazione, giurai di lasciar perdere gli uomini affascinanti, impudenti e meravigliosi come il peccato. Io ed Hunter ci siamo rincontrati un anno dopo al battesimo del figlio dei nostri amici. La nostra attrazione non era scemata neanche un po’. Dopo un giro vorticoso mi ha chiesto il mio vero numero, stavolta.
Così gli lasciai quello di mia madre, riuscirebbe a far scappare qualsiasi uomo con i suoi discorsi sul matrimonio e i figli, e sono volata a casa.
Ho pensato fosse divertente, finché non ha suonato il campanello di casa di mia madre per la cena della Domenica. Questo strano, magnifico uomo ha conquistato mia madre e ha ottenuto un incarico nella mia città della durata di otto settimane. Ha proposto di passare il tempo scopando.
Otto settimane di sesso incredibile senza vincoli? Cosa ho da perdere?
Niente, ho pensato.
È solo sesso, non amore.
Ma sapete cosa si dice dei piani migliori…

BLURB:
My relationship with Hunter Delucia started backwards.

We met at a wedding—him sitting on the groom’s side, me sitting on the bride’s. Stealing glances at each other throughout the night, there was no denying an intense, mutual attraction.

I caught the bouquet; he caught the garter. Hunter held me tightly while we danced and suggested we explore the chemistry sparking between us. His blunt, dirty mouth should’ve turned me off. But for some crazy reason, it had the opposite effect on me.

We ended up back in my hotel room. The next morning, I headed home to New York leaving him behind in California with the wrong number.

I thought about him often, but after my last relationship, I’d sworn off of charming, cocky, gorgeous-as-sin men. A year later, Hunter and I met again at the birth of our friends’ baby. Our attraction hadn’t dulled one bit. After a whirlwind trip, he demanded a real phone number this time. So I left him with my mother’s—she could scare away any man with her talks of babies and marriage—and flew back home.

I’d thought it was funny, until the following week when he rang the bell at Mom’s house for Sunday night dinner. The crazy, gorgeous man had won over my mother and taken an eight-week assignment in my city. He proposed we spend that time screwing each other out of our systems.

Eight weeks of mind-blowing sex with no strings attached? What did I have to lose?

Nothing, I thought.
It’s just sex, not love.
But you know what they say about the best laid plans…

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Biografia
Vi Keeland è una newyorkese con tre bambini che le occupano la maggior parte del suo tempo, dei quali si lamenta spesso, ma che non cambierebbe per nulla al mondo. È un avvocato ed un’autrice di Best Seller per il New York Times, Wall Street Journal e USA Today. Negli ultimi tre anni, undici dei suoi titoli sono apparsi nella lista dei Best Seller di USA Today e quattro su quella del New York Times.

ERIKA BIAGIONI

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