Care trattine rosè, oggi vi parlerò di un romanzo edito da Street Lib, “E’ qui che volevo stare” di Monica Brizzi, un romanzo fresco e spensierato, un tuffo nella mitica età liceale!

SINOSSI

monicabrizziUna promessa fatta dieci anni prima. Tornare in Grecia, ancora una volta, tutti insieme. È questa l’idea che spinge un gruppo di trentenni a ripetere la gita dell’ultimo anno di scuola.

Peccato che Sofia, una ventinovenne così rossa e piena di lentiggini da essersi meritata il soprannome di Gnomo, non sia pronta a ritrovare tutti, soprattutto Michele, l’ex da cui cerca di scappare. Ma anche Giusti e Paolucci, l’imbucato Martinelli, le ragazze della E, il professore di storia dell’arte, la bidella, Tommaso, l’amico di sempre, il ragazzo di Ragioneria che conosce sin dai tempi delle medie. Tra strane scoperte, nuovi amori, tradimenti, serate in discoteca, pianti e risate a non finire, immersa nella Grecia delle grandi divinità, Sofia riuscirà una volta per tutte a sconfiggere la sua chimera?

RECENSIONE

E’ la prima volta che mi imbatto in un romanzo edito da Street Lib, e devo dire che è stata un esperienza piacevole. Monica Brizzi, ha già auto pubblicato altri due romanzi, ma è il primo che leggo di quest’autrice. Come avete potuto capire non vi parlerò della maturità (presunta) raggiunta attraverso il suo percorso da scrittrice, perché non ho avuto la possibilità di costatare, ma basandomi sull’ultimo romanzo, ovvero “E’ qui che volevo stare”, posso sicuramente affermare che la Brizzi ha una scrittura fluida e regolare, priva di grossi scossoni emotivi, ma sicuramente condita da una buona dose di ironia, freschezza e spensieratezza; insomma sale, pepe e olio ci sono.

Andiamo per gradi…

Fisso la valigia sconcertata, quasi fosse l’entrata per la tana del Bianconiglio, e aspetto che i vestiti si infilino nel posto giusto senza che io debba scegliere quale portare.

Una valigia, dunque, una quindici di persone, fra vecchi compagni di scuola, un ex amore e una chimera, la bidella, il prof di storia dell’arte e qualche imbucato. Un viaggio, una promessa di dieci anni prima, di ritrovarsi tutti in Grecia, per commemorare i bei vecchi tempi andati, rendicontare il presente, e perché no migliorare il proprio futuro. Una storia simpatica e leggera che si muove fra le memorie storiche di Atene, amori e dissapori, scoperte, confessioni e vicissitudini varie.

Anche i personaggi, si amalgamano bene fra di loro: c’è Sofia, la protagonista combattuta tra il bello e dannato, e il piacevole e rassicurante; Roberta, l’amica viveur ed estrosa; Matteo il sudaticcio, che gronda acqua pure di inverno esattamente come un condizionatore in funzione; Zenas l’autista dell’autobus che li porta in giro, che per i suoi baffi vistosi pare l’attore della pubblicità di “Pedro estathe”; e tutti quanti gli altri, che per le caratteristiche delineate sembrano talvolta personaggi buffi di cartoni animati.

Per quanto riguarda l’elemento “viaggio”, non manca nulla in questo romanzo: dalle visite turistiche all’acropoli (fra templi, anfiteatri e anafiotika), al tragitto in treno (con scompartimenti sporchi, compagni di viaggio chiassosi e vagoni in ritardo), alla guida turistica, alle pietanze tradizionali locali come insalate greche, lukanika e briki.

E poi il filo conduttore, di un amore indeciso, quello di Sofia che non sa se mettere un fossato con dei coccodrilli intorno al sentimento tormentato di Michele, oppure lasciarsi andare alla pelle dorata e al bosco delle iridi di Tommaso. Una scelta che si trascinerà fino alla fine del romanzo in un lieto fine tutto rosa, come piace a noi trattine 😉

Volete sapere se ho trovato delle pecche? Nella grammatica e nella sintassi, per fortuna, no. Come vi ho detto fin dall’inizio, la narrazione è scorrevole, semplice ed ironica, e dimostra sicuramente che la Brizzi è un’acuta osservatrice, oltre che amante di libri e tv (prova ne sono tutti i riferimenti contenuti nel romanzo). Per quanto riguarda trama e struttura, devo dire che se da una parte la coralità e i numerosi personaggi deviano un po’ il filo conduttore amoroso (da qui il titolo del self), d’altro canto il Pov di Sofia, dal cui punto di vista è raccontata tutta la storia, ci riporta sulla retta via senza farci perdere il fulcro della vicenda.

La copertina? Non bisogna mai giudicare un libro dalla sua cover, senza dubbio, ma…quando è una bella cover, bisogna pur dirlo! Io amo profondamente i due piedini femminili che si librano nell’aria per baciare o abbracciare l’amore, è qualcosa di molto romantico e significativo. Tuttavia in questo caso, visto che la storia d’amore non è l’unica protagonista, non sarebbe guastato un sfondo tra le rovine di Atene, una valigia, o un treno in corsa.

In definitiva, un romanzo corale che cerca di riportare in auge la freschezza e la spensieratezza del liceale ma che deve fare i conti con tutta l’acqua passata sotto i ponti. Si ride e si scherza, come quando si avevano 20 anni ma in un modo più ordinato e ovattato. Una bella lettura da ombrellone sicuramente, (e non me ne vogliate, io sotto l’ombrellone ho letto, tra l’altro, romanzi memorabili!), per trascorre piacevoli ore in compagnia.

Per tutte le ragioni spiegate ecco le mie stelline:

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xoxo

Marylla

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